Lettera a me stesso

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Ultima modifica 19 Dicembre 2015

 

E’ di pochi giorni fa la diffusione del nuovo video “Lettera a me stesso” realizzato per il Ciai (Centro Italiano aiuti all’infanzia) dove 5 famiglie che hanno affrontato la lunga e difficile strada dell’adozione internazionale raccontano la loro storia per aiutare chi sta pensando di fare la loro stessa scelta o ne sta percorrendo la strada.

Obiettivo della campagna è sensibilizzare verso questo iter che sta vivendo un momento di crisi.

Le cinque famiglie che hanno preso parte a questa campagna nel video rivivono il percorso fatto prima di arrivare ad abbracciare i loro figli e lo fanno mettendo in luce pensieri, ansie, gioie, insomma tutti gli stai d’animo che li hanno accompagnati nel loro viaggio verso un figlio.

Una delle protagoniste del video è Daria e queste sono le parole che rivolge a sé stessa pensando al suo percorso: “Cara Daria, è un momento importante per voi. Crescerete insieme ai vostri figli, e la vostra vita sarà ricca ogni giorno di più. Non puoi rinunciare, sono i tuoi bimbi. Ce la puoi fare, credici!”.

Adesso Daria e il marito hanno due figli che arrivano dalla Colombia.

La stessa cosa la fanno Giuliana, Paolo, Eleonora e Guido e il tutto con l’obiettivo da dare speranza a chi in questo momento di speranza ne ha poca o semplicemente sta vivendo con difficoltà questo delicato momento.

adozioni

E’ stato creato anche un sito: “Lettera a me stesso” all’interno del quale ogni genitore adottivo può lasciare consigli, raccontare la propria esperienza o semplicemente dare un po’ di coraggio a chi sta vivendo ciò che loro hanno vissuto qualche anno fa.

Nessuno ci può insegnare a diventare genitori o a trattenere o modificare le nostre emozioni, ma sapere che quello che si sta provando in un momento così delicato e al tempo stesso difficile, è normale può far trovare la forza per non mollare.

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Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

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