Liberi ma insieme

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Ultima modifica 25 Giugno 2013


E’ difficile stare insieme. E ancora di più se da tanto tempo. E molto molto di più con la nascita e soprattutto la crescita di figli. Fidanzati ognuno a casa sua, sposati nella stessa casa e genitori. Detta così sembra una corsa a ostacoli e per certi versi in amore lo è davvero.

C’è solo un modo per sopravvivere ad una vita insieme. Sentirsi liberi. Qualche sera fa mio marito ed io parlavamo con amici e si chiacchierava di quando ero stata via in vacanza qualche giorno da sola con il pupo e lui a Milano per lavoro. Raccontava di come fra il serio e lo scherzo pensava: ok allora mi scateno in uscite notturne fino a notte fonda, cene con amici ecc.

Ma poi ha aggiunto” in realtà no. Non ho fatto nulla del genere”. Alla domanda “ come mai? ti mancavano vero? “  il mio maritino ha detto una cosa che ritengo davvero bellissima, che posso riassumere più o meno così: “ in realtà no, ma non perché non potessi. Perché la verità è che non sento la necessità di fare incetta di certe cose quando lei non c’è. Perché io posso farle quando voglio. Non devo aspettare un’occasione speciale per stare con gli amici da solo, fare tardi o andare via un paio di giorni o più. La verità è che io ho i miei spazi quando voglio “.

È stato bello sentirlo. Innanzi tutto perché è vero. Entrambi li abbiamo e lo troviamo giusto oltre che, ancora meglio, naturale. E’ sempre stato così. Da fidanzati quando  magari si bramava per del tempo da soli ma poi si era giovani e ancora non era sempre possibile. E comunque era anche bello stare lontani e ritrovarsi. Da sposati quando il tempo insieme è quotidiano. E quando nasce una creatura e non hai più tempo per niente che non sia lui e pappa-cacca.pannolini…Li sì che il tempo manca.

Ma una cosa delle mamme non sopporto. Quelle per cui, se dici che ogni tanto ti metteresti i tappi nelle orecchie per non sentire tuo figlio che rogna o che quando lui e il piccolo lui escono insieme di casa e chiudi la porta…La prima cosa che fai è ascoltare il silenzio, ti guardano male. Sì…Il silenzio. Nessuno che ti chiama in continuazione ( mamma vieni ? mamma guardi ? Mamma mi prendi questo e quello ? ), nessuno che ti fa l’elenco delle cose da fare ( lavatrice lavastoviglie letti spesa ecc ). Il benedetto e sottovalutato silenzio. Non sempre e non perché non ci piacciano più marito o ovviamente i figli.

Ma la cosa che va detta e senza quei falsi moralismi di molte per cui tutto è sempre bello, stare insieme sempre e sempre appiccicati è il massimo del romanticismo alla Rossella O’ Hara. Quelle donne per cui non sei donna se non accanto ad un uomo o con un bimbo attaccato al seno. Se ammetti che lui non è Red Butler o almeno non sempre. Se confessi apertamente con un sorriso che tuo figlio è la tua vita ma che ogni tanto hai bisogno di riprendere fiato e aria che non sappia solo di latte ma di Christian Dior…Allora sei meno mamma e meno moglie…Ce ne sono un sacco di donne così. Donne che non sopporto. E non perché debbano tutte pensarla come me, ci mancherebbe. Ma Via col vento è solo un film, non la realtà.

Essere quello che siamo. E volerlo essere anche senza marito o figlio ogni tanto è sano e naturale. E’ spontaneo e non richiede la menzogna e il sotterfugio. Perché sono moltissimi quelli e quelle che sembrano tanto le Rossella o I Red e poi? Cercano compagnia in rete o sulla strada. O sono infelici. Infelici cronici. Perché se non puoi essere come sei allora chi ti dice “ti amo” cosa ama di te ? Una bugia. E alla lunga le bugie logorano qualsiasi cosa. L’amicizia e l’amore soprattutto.

Io adoro mio marito che è un uomo fantastico e un padre meraviglioso.Anche quando non c’è. Anche perché riconosce i miei spazi, li condivide avendo i suoi. E perché ama moltissimo quelli condivisi.

Nathalie Scopelliti

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