Ultima modifica 19 Dicembre 2015

Nel primo periodo del mio lungo percorso adottivo ho cercato informazioni sull’adozione da ogni fonte possibile. Ovviamente, sono stati scritti una gran quantità di libri.

Ce n’è di tutti i tipi, da quelli super tecnici, su cui l’argomento è trattato in maniera scientifica, a quelli più romanzati, dove generalmente dei genitori raccontano la loro esperienza. Vorrei analizzarne qualcuno, perché sottoporvi l’intera bibliografia sull’adozione sarebbe impossibile. Vi presenterò quelli che ho letto io, quindi, sarà una valutazione del tutto personale.

Ho iniziato leggendo  il  libro di Mery la Rosa “Ci siamo adottati, un  incrocio fra un romanzo, un diario e un vademecum del genitore adottivo. È il racconto fatto dalla madre adottiva di due coppie di fratelli, arrivati in Italia dal Brasile: la storia della loro adozione, del percorso di crescita e adattamento nella nuova famiglia e nella società. Una storia coinvolgente e piena di  sentimenti, il tutto raccontato anche con ironia e saggezza, insegnandoci ad affrontare incontri con burocrati e medici con la sensibilità da ippopotami, insegnanti distratti, ignoranti di ogni genere, razzisti più o meno consapevoli. Insomma, un libro divertente e profondo insieme, che ha influenzato non poco il mio percorso.

libri5Poi, Nato da un aquilone bianco” di Rosangela Percoco: questo è uno spaccato tenero, ma realistico, che racconta dell’adozione di un bimbo special needs. Nasce come una lunga lettera privata, che l’autrice vorrebbe donare al figlio nel giorno del suo compleanno; viene pubblicata unicamente a scopo benefico a sostegno di Emergency.

Un altro libro, nato soprattutto per donare il ricavato della vendita a un progetto d’aiuto per l’istituto OrphelinatNiaber Bamako in Mali, è  Emozionato di te” di Silvia Picchi , di cui  abbiamo parlato in un articolo tempo fa.

I figli che aspettano – testimonianze e normative sull’adozione” di Carla Forcolin. Un testo piuttosto tecnico, attraverso il quale l’autrice analizza il territorio in cui si muovono i figli che aspettano, pone l’accento sul divario che esiste fra la disponibilità ad adottare e le adozioni attuate. Propone anche un esame delle più recenti normative e raccoglie testimonianze in prima persona di genitori adottivi, operatori sociali, psicologi e magistrati. Personalmente mi ha lasciato un po’ d’amaro in bocca.

Desiderare un figlio, adottare un bambino” M.C. Aglietti – S. Cavalli: tecnico e completo per capire tutti i passi dell’adozione, momento per momento.

libri“Prepararsi all’adozione: le informazioni, le leggi, il percorso formativo professionale e di coppia per adottare un bambino”, Paradiso Loredana. Un mix tra informazioni pratiche, presentazione degli aspetti più problematici e storie vere con tanto di domande di riflessione. Tocca i punti fondamentali e può servire  in vista dei colloqui, dato che l’autrice lavora nel campo della formazione per le equipe adozioni. È una lettura, talvolta, un po’ tosta, perché vengono ben presentati i problemi e molto marginalmente gli aspetti positivi, ma utile per togliere gli “occhiali rosa”, che molte coppie indossano quando iniziano il percorso. È molto tecnico e un pochino pesante.

Di questi ultimi due libri, che ho letto ai tempi, ho scritto il seguente commento su un forum: «Mi sembra  che questi i libri siano orientati a fare terrorismo, a esprimere concetti con terminologie il più complicate possibili e a fare esempi sconvolgenti di percorsi di altre coppie. Insomma, fanno venire tante di quelle “seghe mentali” inutili sul perché e sul cosa fare, dire e pensare. Sinceramente, sembra ti suggeriscano cosa dire e cosa non dire durante i colloqui con gli specialisti; cosa temere e a quali boicottaggi  puoi andare incontro. Quasi un manuale di sopravvivenza. Tolgono la spontaneità alle persone che andranno a parlare con gli operatori».

Non proprio una lettura accattivante, ma ero alle prime armi e credo che, se li rileggessi, “col senno di poi” forse ne avrei una visione differente.

Ho lett e leggo tutt’ora moltissimi libri di A.G. Miliotti, un’autrice che stimo molto.

Ecco alcuni titoli:

  • “Abbiamo adottato un bambino”,
  • “Sai, adottiamo un bambino” “una famiglia un po’ diversa”, utilissimo per chi inizia il percorso scolastico,
  • “e Nikolaj va a scuola – adozione e successo scolastico” .

Sono libri che, in genere, raccontano un po’ il “quotidiano” dell’esperienza adozione ma, soprattutto, dell’esperienza di genitore adottivo. Sono comunque ancora tantissimi i libri scritti da questa autrice.

Mi è piaciuto da morire “Maestra sai…sono nato adottato” di Loredana Polli, libro che ho regalato pure alla maestra di mio figlio grande, quando lui entrò a scuola, per darle una visione più ampia dei possibili problemi dei bimbi adottivi a scuola. Anche lì ero alle prime armi.

libri6

Un libro che ho trovato bellissimo, perché scritto con un linguaggio semplice e con l’ottica di una normale persona che si approccia al mondo dell’adozione, aggiungendo qualche consiglio di tipo “legale”, è quello di Scarpati “Adottare un figlio”Marco Scarpati, infatti, è un avvocato, oltre che una persona attiva nell’AI, in quanto membro di una Onlus che se ne occupa.

Scaricatevi il racconto “Neanche le balene” di Pietro Stramba Badiale (giornalista e papà adottivo); è davvero molto indicativo di ciò che si vive nel percorso che ci porterà ai nostri bimbi. Oltre ai lacrimoni (al solito), anche tanta ironia.

Inoltre, consiglio a tutti i libri scritti da Torey L. Hayden, dove vengono analizzati varie problematiche comportamentali dei bambini, raccontate come esperienze dell’autrice stessa, grande insegnante di sostegno, che nulla hanno a che fare con l’adozione, ma parlano di problematiche profonde.

libri7Ma il libro che mi è piaciuto di più è stato  “Primi passi nell’adozione” di  Cinzia Fabrocini, Maria Teresa Niro, Irene Pavese, incentrato sull’esperienza di coppie adottive italiane e sulla rilettura di uno dei momenti più delicati e significativi del percorso: il primo incontro con il figlio adottivo nel Paese d’origine.

Tanti i titoli che possono essere utili e basta andare su un motore di ricerca qualsiasi, per trovarne mille di titoli sull’adozione.

C’è solo un paio di libri che vi sconsiglio vivamente: “La ferita primaria, comprendere il bambino adottato”  di Newton Verrier Nancy e “Fallimenti adottivi” di J. Galli e F Viero. Tecnici, anzi, tecnicissimi e depressivi.  Ricordo ancora che provai una tale angoscia, mentre li leggevo, da faticare non poco ad  arrivare alla fine del primo e da lasciare a metà il secondo, cosa che non ho mai fatto se non con un altro libro di tutt’altra specie: “vendita galline, km 2” di Busi. E ho detto tutto.

Elisabetta Dal Piaz

Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

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