L’isola Tiberina: Esculapio e la leggenda del serpente

Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Si racconta che nel III secolo a.C. Roma fosse devastata da una terribile pestilenza.

Isola-Tiberina

I Romani disperati inviarono una delegazione in Grecia perché si recasse presso il tempio dei dio della medicina, Esculapio facendo offerte e chiedendo clemenza.

La leggenda racconta che mentre la nave era in Grecia, un serpente si sia introdotto nella nave: i saggi interpretarono quello come un segno divino e ripartirono per Roma con il serpente a bordo, giunti in città, all’altezza dell’isola Tiberina il serpente sgattaiolò fuori dalla nave e si nascose sull’isola Tiberina dove non fu mai più trovato. Quello per loro fu il segno: costruirono un tempio ad Esculapio proprio lì dove il serpente aveva indicato.

Fu così che sull’Isola Tiberina sorse il tempio di Esculapio e dopo poco tempo l’epidemia di peste, cessò.

Da allora l’isola Tiberina è simbolicamente dedicata alla cura dei malati con l’ospedale Fatebenefratelli.

Sui resti dell’antico tempio di Esculapio sorge ora la Basilica di San Bartolomeo.

A seguito del miracolo, l’isola venne modellata con marmi e graniti per assumere la forma di una nave che conserva ancora oggi, con un obelisco al cento ad indicare l’albero maestro.

Una leggenda che piacerà moltissimo ai vostri bambini, portateli sull’isola e raccontategli di Esculapio e invitateli ad osservare le mura a forma di nave e a cercare il serpente, che forse è ancora lì….

Isola-Tiberina-Esculapio

Federica

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