Lo zaino di Emma

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Ultima modifica 6 Novembre 2015

E’ uscito da pochi giorni il libro di Martina Fuga Lo Zaino di Emma dove si racconta cosa prova una mamma quando scopre di avere un figlio con la Sindrome di Down e cosa vuol dire vivere con una bambina con uno zainetto sulle spalle un po’ più pesante di quello degli altri bambini.

lo zaino di emmaSi perché tutti, grandi e piccini, abbiamo sulle spalle uno zaino, dentro al quale mettiamo o la vita mette speranze, difficoltà, paure ma anche gioie ed esperienze di vita vissuta.

Gli adulti il loro zaino ce l’hanno bello pieno e la pesantezza è data da quello che la vita gli ha regalato: se prevalgono i momenti belli lo zaino sarà leggero e facile da portare, ma se invece all’interno ci sono cose, eventi negativi allora la pesantezza dello aino sarà maggiore fino al punto da diventare difficile da portare.

Non è lo stesso per lo zaino dei bambini in genere loro ne hanno sulle spalle uno leggero, fatto di tante gioie e pochi dolori perché nei primi ani di vita le sofferenze sono (o per lo meno dovrebbero) essere poche e lo zaino si fa pesante solo quando c’è qualcosa che turba la loro vita e la loro felicità e così si riempie di paure, di timori ma a volte di rabbia perché all’asilo o a scuola le cose non sono andate come si voleva o perché, ritornati a casa, hanno litigato con il fratellino o con i genitori. Tutto viene messo dentro lo zaino, che si riempie giorno dopo giorno.

Ovviamente tutte le mamme desidererebbero che lo zaino dei loro bambini fosse il più leggero possibile perché vorrebbe dire che la loro vita è costellata maggiorente da gioie e soprattutto da poche difficoltà perché si sa, tutte le mamme vorrebbero per i loro cuccioli solo il meglio e soprattutto avrebbero piacere che fossero sempre felici oltre che protetti.

Ed è questo il compito dei genitori per una parte di vita dei proprio figli: proteggerli, dai pericoli, dalla tristezza, ma arriverà un momento in cui questa protezione verrà meno perché anche a loro spetterà prendere il volo e questo è un pezzo della loro vita che dovrà avvenire in “solitudine” senza più l’ancora di salvataggio  di mamma e papà.

Ed è quello il momento in cui lo zaino potrebbe diventare pesante, per poi magari ritornare a farsi leggero…chissà.

Martina Fuga ne “Lo Zaino di Emma” racconta la sua esperienza di mamma, sicuramente non facile, ma sicuramente possibile, di donna che  è riuscita a razionalizzare quello che stava vivendo e giorno dopo giorno impara ad affrontarlo insieme ad Emma.

Laura Zampella

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