L’utero e il dilettevole

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Ultima modifica 22 Aprile 2015

Mi chiamo Eretica, post-post-quarantenne, sicilianissima, migrante quando serve, pendolarissima del lavoro, degli affetti, degli interessi, lascio un libro dove capita così potrò continuare a leggerlo la prossima volta che ripasso. Precaria e multitasking, ho svolto anche tre lavori al giorno, cambio d’abiti veloce, mattina impiegatissima, pomeriggio pusher di servizi vari, sera la cameriera, l’animatrice, perfino la cubista (bei tempi!).

Poteva capitare di servire un documento aspettandomi la mancia, sculettare per fare una fotocopia, andare in tayeur a servire ai tavoli. Ero un po’ confusa, in effetti. Però il mio campo è la comunicazione ed è quello di cui mi occupo.

Mi piace leggere e, che io lo faccia bene o meno, per me è vitale scrivere. A 6 anni, con l’aiuto di mio padre, scrivevo il mio primo racconto noir. A dieci la maestra mi “puniva” facendomi correggere i temi delle compagne. Al Liceo qualche insegnante mi dava un dieci e qualcun altro mi imputava un 6 meno/meno perché invece che un normale tema e svolgimento mettevo in scena una tragicommedia con personaggi che discorrevano di storia, economia, letteratura, imitando Bertold Brecht.

Per hobby scrivevo monologhi di cabaret e racconti in satira che poi recitavo o rileggevo agli amici durante serate in cui preparavo crêpes alla nutella. Ho all’attivo una tragicommedia in tre atti, qualche pubblicazione, contributi al giornalismo e all’informazione indipendente. Continuo a scrivere su vari blog. Ho fondato una community che si chiama Femminismo a Sud e attualmente rifletto e invento e faccio cose su una nuova casa online che si chiama Abbatto i Muri.

In tutto ciò sono anche madre di una meravigliosa figlia oramai adulta, che ha assistito la mia precarietà prendendomi in giro mentre lo schienale del sedile della mia auto crollava miseramente, mentre tentavo di sopravvivere alla sobria guida palermitana o schizzavo da un punto all’altro della città con la mia bici. A volte preparava una bacinella d’acqua tiepida per i miei piedi stanchi per effetto del mio lavoro serale. Lungi da me però descrivere relazioni genitori/figli o relazioni affettive in cui tutti ci si vuole un gran bene. Sarebbero gran balle.

Potrei raccontarvi invece della bellezza di mille sputi metaforici, di battute ironiche e sarcastiche. Potrei dissacrare le atmosfere piene di cuoricini facendoli esplodere uno ad uno a colpi di spilli narrativi per salvaguardarvi dai rischi della narrazione melensa e nazional/popolare. Potrei raccontarvi di mondi in cui le mamme non sono lì a fare gli agnelli sacrificali beandosi di uno status uterino che a tante non appartiene affatto.

La novità è che le mamme sono umane, imperfette, e per dire questa cosa serve prudenza. Perciò bisogna io vada in giro col passamontagna. Se volete comunicare con me per dirmi quanto siete mamme antipaticissime, scocciate, uffissime, se siete alla ricerca della condivisione dei ruoli di cura con i papà che se l’accollano, come si direbbe dalle mie parti, se vi siete stancate di recitare il ruolo delle BeddaMatri Santissime Addolorate che tutto devono fare e che di dolore devono morire, Eretica è la persona giusta per voi.

Di sacralità del materno si può guarire, credetemi. Tu, mamma, che ancora pensi che se non stiri la mutanda del figliolo vai all’inferno, riponi il ferro da stiro, molla l’intimo e ogni tanto toccati. Per istruzioni e affini seguimi sul mio blog creato per lenuovemamme.it : L’utero e il dilettevole. Dal 12 maggio, su questi schermi!

Eretica

3 COMMENTS

  1. Bene, questo nuovo blog si preannuncia divertente, ironico ma carico di significati e di spunti per pensare.
    Essere donna è un mestiere complesso e può, anzi deve, anche essere divertente.

  2. Bene, mi piace l’idea che forse tra poco sarò compagna di banco di una che forse e finalmente potrà aiutarmi ! A scuola non mi passavano mai niente, ma con te sarà più facile: mi basterà leggere i tuoi pezzi per cercare di diventare meno perfezionista e spacca maroni. Odio stirare e non stirerei, mai le mutande, ma spesso da me pretendo decisamente troppo! Thanxxx

  3. Nooooo, che poi le madrimaterne dolorose sempiterne partorienti si dispiacciono!
    Se non vuoi stirare le mutande del tuo figliolo, passale a me, lo faccio io. Ho anche la striscia adesiva per togliere i pelucchi dai calzini.
    (io di figli ne ho tre e ti batto perché, come saprai, non c’è gloria nell’avere un figlio unico. Ah!)

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