Luvabella, la bambola che cresce con i bambini

Ultima modifica 22 Aprile 2021

Con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale e della robotica, Spin Master – azienda leader nell’intrattenimento per l’infanzia che produce giochi come Meccano e Hatchimals ha dato vita alla classica bambola rendendola il gioco must-have della stagione

Così scrive il Forbes a proposito di Luvabella.
La prima bambola che cresce con i bambini giorno per giorno.

Luvabella

Ride, piange, si emoziona, mangia, si addormenta, a volte russa.
E’ imprevedibile, tanto che sa dire anche di no.
Riconosce gli oggetti con cui gioca, migliora gradualmente la pronuncia delle parole, dice sia mamma che papà e molto altro.

Si chiama Luvabella, è la Parent’s Best Toys of 2017.

La bambola offre un’esperienza di gioco emozionante e altamente coinvolgente, ecco perchè dopo aver conquistato il cuore di milioni di bambini negli Stati Uniti e in Inghilterra, arriva anche in Italia per il Natale 2018.

Grazie ad una tecnologia di progressive learning, Luvabella cresce giorno dopo giorno.

All’inizio è una neonata, esattamente come tutti noi.
Se curata con cura e attenzione sviluppa le sue capacità fino ad arrivare a quelle di una bambina di circa 2 anni.
Impara a parlare in modo sempre più preciso – arrivando a dire oltre 100 parole e frasi – a giocare, a fare i versi degli animali, a riconoscere gli oggetti inclusi nella confezione: biberon, ciuccio, cucchiaio e pecorella.

Risponde agli stimoli con oltre 200 reazioni imprevedibili.
Ha movimenti naturali della testa e delle braccia, muove gli occhi, le guancie, la bocca, il nasino con espressioni facciali altamente realistiche, grazie ad uno studio durato oltre 3 anni e guidato da un team di esperti di mimo e di arte burattinaia.

Luvabella

Tutto esattamente come un bambino. Vero.

Nonostante sia una bambola, Luvabella non da mai risposte scontate.

Per insegnare ai bambini ad ascoltare i bisogni degli altri Luvabella dice anche di no quando non ha fame o non ha voglia di giocare. Inoltre può dire sia mamma che papà, permettendo a tutti i bambini, maschi e femmine, di provare l’esperienza unica ed emozionante di prendersi cura di qualcuno.

Cosa ne pensate? Potrebbe essere un regalo da mettere sotto l’albero?

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