Ma non siamo in tempi di spending review?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Si sussurra, ma è più di un sussurro, che il governo ancora in carica, ricordo solo per l’ordinaria amministrazione, stia predisponendo un provvedimento che blocchi gli stipendi agli statali per qualche anno. Tutti gli stipendi sono interessati, anche quelli pari o inferiori a 1000 euro mensili, non importa che coloro che li ricevono siano lavoratori indefessi (e, credetemi, ce ne sono) o emeriti fannulloni o ancora, gente che avrebbe voglia di lavorare, ma sono pagati per non far niente  ( e, credetemi, sono molti di più di quello che si può pensare). Ma è nell’immaginario comune che tutti i dipendenti pubblici mangino pane a ufo, per cui la notizia sta passando quasi sotto silenzio, anche perché non si prova pietà per coloro che hanno comunque uno stipendio assicurato mentre molti, troppi sono i licenziati.

Ma c’è una notizia chiaramente in contraddizione con la precedente e cioè che alla Camera sono state assunte 30 persone, 30 portaborse dell’ufficio di presidenza che verranno assunti all’ultimo minuto prima che il parlamento venga rinnovato. Sono 30 i posti che saranno equamente spartiti tra tutti gli aventi diritto (i partiti), naturalmente la cosa doveva restare segreta, sembrava brutto che, in questi tempi di crisi, venissero assunte 30 persone, senza necessità alcuna, soltanto per soddisfare l’ego di qualcuno. Ma i questori della Camera non sono stati in grado di bloccare l’uscita della notizia, sulla quale mancava poco fosse messo il segreto di Stato, e una fonte sicura chiaramente ben informata dei fatti, l’ha sussurrata alle orecchie di un giornalista del fatto quotidiano. Questi 30 individui, contrariamente a tutti gli altri dipendenti, non hanno affrontato un concorso, non hanno dovuto subire una selezione ufficiale, nossignori… loro sono stati assunti a chiamata.

Nel mese di dicembre u.s. l’ ufficio di presidenza aveva predisposto ed approvato un provvedimento vigore dal ’94. Una prassi perversa che prevedeva che i collaboratori dei gruppi parlamentari, al termine di ogni legislatura, venissero regolarizzati  e distribuiti tra i nuovi gruppi. Così facendo, il numero dei collaboratori si è gonfiata a dismisura, tanto che la piccola pattuglia è diventata una brigata di 550 persone. Troppi e inutili. Con un atto ben pubblicizzato l’ufficio di presidenza ha bloccato tale prassi con un onere a carico della camera di 3 milioni di euro.

E dall’altra parte, in segreto, assumono 30 nuovi collaboratori. Ma il loro numero non era, sicuramente, eccessivo!

Nonna Lì

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