Mamma, brutta e cattiva!

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Quante volte vi sarà capitato di sentire vostro figlio che pronuncia quelle parole che non vorreste mai udire: “Mamma, brutta e cattiva. Vai via!”.

Intorno ai tre anni, quando il bambino vive quella faticosa fase tesa all’auto-affermazione e quindi a rivendicare la propria individualità separata da quella genitoriale, oltre ai “no”, alle bizze e ai comportamenti oppositivi, non è così infrequente che il bambino critichi e attacchi anche i genitori con frasi che se prese alla lettera, rischiano di risultare dure e forti.

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Infatti sentirsi attaccare e allontanare dal proprio figlio può far male.

Se poi già ci sentiamo in colpa perché non ci sentiamo abbastanza adeguate o perché temiamo di non esserci o di non fare abbastanza con e per i propri figli, ecco che certe frasi possono avere una cassa di risonanza amplificata.

 Perché mio figlio mi dice queste cose?

Il bambino, dicendo “mamma, cattiva”, comunica in quel momento la sua rabbia o il suo disappunto per qualcosa.

Infatti se ci soffermiamo ad osservare, vediamo come certe frasi, come del resto determinati comportamenti, non siano mai casuali: è molto verosimile che il bambino critichi la mamma o la allontani, se magari è stato rimproverato per qualcosa, se è stato contraddetto o gli è stato negato qualcosa.
La rabbia è molto verosimilmente reattiva ad una frustrazione, come del resto ad un disagio.

Ad esempio, la mamma che ha dato attenzioni ad altri (papà, fratello o altri ancora), può determinare reazioni di rabbia e malessere che il bambino può comunicare in questo modo.

Cosa fare?

Intanto partiamo col dire che cosa è consigliabile NON fare.

Per prima cosa, non prendiamo alla lettera quello che dice nostro figlio.
E’ ovvio che non pensa veramente che la mamma sia un mostro cattivo che non vuole più vicino a sé, come del resto quando siamo noi ad arrabbiarci anche con le persone care, non vogliamo veramente che spariscano dalla nostra vita, anche se in quel momento prenderemmo volentieri una pausa.
Dietro a una frase del genere, deve essere semplicemente colta la rabbia che il bambino può provare in quel momento e che con molta fatica cerca di esprimere.

Pertanto evitiamo di criticarlo o sgridarlo oppure di colludere con lui chiudendosi o assumendo un atteggiamento offeso, perché in entrambi i casi il rischio è che nostro figlio percepisca la propria rabbia come troppo pericolosa e che quindi possa sentirsi in colpa.

Al contrario, è consigliabile assumere un atteggiamento accogliente, teso ad accogliere e ad accettare il fatto che il bambino possa essere anche arrabbiato. Inoltre in virtù di un atteggiamento empatico, può essere opportuno tradurre in parole quello che percepiamo: “devi essere proprio tanto arrabbiato”.

In virtù quindi di una reazione tranquilla e rassicurante, oltre che comprensiva, il bambino può sentirsi compreso e accettato anche quando è arrabbiato, e questo lo aiuterà nel riuscire ad esprimere liberamente le proprie emozioni.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

UN COMMENTO

  1. Mio figlio ha 6 anni ho una bimba di ,2 lui ultimamente e molto maleducato non possiamo uscire pensa che tutti ce l abbiano con lui e ci colpevolizza anzi mi colpevolizza di non volerlo bene fa male alla sorellina e davvero incoreggibile siamo stati pure in psichiatra infantile ma non abbiamo concluso niente dicono che e solo geloso ma la vita e diventata impossibile e non usciamo perche sono solo brutte figure e nervoso che fare ?

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