Martin Pistorius è tornato alla vita

Ultima modifica 11 Novembre 2015

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Ora 39enne, il sudafricano Martin Pistorius si è ammalato a 12 anni e per altri 12 non è quasi riuscito a comunicare con gli altri. Ora si è sposato.

Il momento più brutto per Martin Pistorius è stato quando sua madre gli ha detto: “Spero che tu possa morire2. Pensava che lui non la sentisse. Suo figlio si trovava già da dieci anni in misterioso stato, bloccato nel suo corpo, inerme, impotente. Eppure Martin ha sentito tutto, ma non poteva fare nulla: parlare, gridare o piangere. Due anni dopo, il miracolo: Martin si è risvegliato.

È una storia incredibile, di speranza e forza di volontà. Che è diventata un libro, “Ghost Boy”. A raccontare la vicenda di Martin Pistorius, è stata in questi giorni la radio pubblica statunitense Npr.

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Martin è un dodicenne sano e felice. Vive coi genitori Joan e Rodney e i due fratelli in Sudafrica. Da grande vuole fare il tecnico elettronico. È un giorno come un altro. Martin torna da scuola e lamenta un forte mal di gola. È l’inizio di un incubo.
I medici non concordano con una diagnosi precisa: forse è meningite da criptococco. Poi il suo stato peggiora progressivamente: il suo corpo si debilita, non riesce più a camminare, perde la capacità di parlare. Ai genitori i dottori non danno grandi speranze: Martin non c’è praticamente più, è paralizzato. “Resterà per sempre col cervello di un bambino di tre anni, prendetevi cura di lui finché non morirà“.

Ma Martin non muore. Joan e Rodney si prendono cura del figlio 24 ore su 24, come mai avevano fatto neanche nei primi mesi di vita. Ogni mattina lo portano in un centro per la riabilitazione, alla sera lo vengono a prendere e lo portano a casa. Il papà Rodney: “Gli davamo da mangiare, lo mettevamo a letto e io mettevo la sveglia ogni due ore per girarlo dall’altro lato in modo che non subisse piaghe da decubito”.

L’amore infinito l’ha riportato alla vita ed ora lui si è sposato. Buona vita Martin.

Paola Lovera

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