Mauro è diventato maestro di sci

Ultima modifica 6 Novembre 2015

maurobernardi

Fin da bambino Mauro Bernardi, 36 anni di Albino (BG), aveva un sogno: diventare maestro di sci. Per lungo tempo il desiderio rimane una aspirazione nel cassetto perché costava troppo realizzarlo. Nel 2005 l’incidente stradale che rende Mauro paraplegico, sembra allontanare definitivamente le speranze.

Era una catastrofe: il mutuo da pagare, la fisioterapia da fare per riprendere la vita in mano e solo l’aiuto della moglie Claudia. Finalmente Mauro si riprende prima a livello lavorativo – attraverso una attività di commercio di materiali e dispositivi per l’autonomia dei diversamente abili – e poi a livello sportivo.

La svolta avviene quando Mauro partecipa ad un corso organizzato dall’INAIL e in quell’occasione prova il monosci grazie ad uno specifico corso indirizzato a chi aveva subito infortuni sul lavoro. Nel 2007 l’incontro con Stefano Berlinghieri spinge Mauro ad iscriversi a San Marino al corso per diventare maestro di sci e dopo anni di sacrifici arriva il diploma. Durante il corso Mauro sperimenta un nuovo modo di insegnare lo sci  “a zero cadute“, così chiamato perché per uno sciatore con disabilità la preoccupazione più grande è quella di cadere e compromettere la propria quotidianità per via di una giornata di sport.

Una volta conseguito il diploma Mauro ha una brutta sorpresa: il suo diploma vale solo a San Marino e non in Italia, dove Mauro vive e vuole insegnare. Infatti un regolamento regionale del 2004, richiede delle particolari certificazioni sanitarie, che di fatto escludono i disabili dall’abilitazione professionale.

Grazie all’interessamento di Lara Magoni – campionessa del mondo di slalom speciale, oggi consigliere regionale in Regione Lombardia, viene presentata una mozione per adeguare il regolamento.

Con il Decreto del Fare di giugno il Governo ha eliminato il requisito di certificazione di sana e robusta costituzione per esercitare la professione di istruttore di sci. La strada per ottenere la voltura del diploma è finalmente aperta.

Quando viene approvata la mozione, Mauro Bernardi, presente in aula consigliare, scoppia in lacrime: “Il mio sogno è quello di lavorare nelle nostre valli. È qui che a otto anni mi portava mio papà a sciare ed è dove venivo con mia moglie per la settimana bianca. A ottobre diventerò anche docente di chi vuole diventare maestro di sci per i diversamente abili. Ora potrò insegnare e formare altri maestri con disabilità”.

Lo sport è vita e non si deve smettere di sognare.

Paola Lovera

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