Mio figlio si tocca il pisellino: mi devo preoccupare?

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I bambini iniziano fin da molto piccoli ad attivare comportamenti di auto-stimolazione e questo riguarda sia i maschietti, sia le femminucce, anche se spesso i bambini partono prima delle bambine in quanto, avendo i genitali esterni, diventa più facile per loro poterli toccare.

Tuttavia questo non deve destare preoccupazione o allarme, come invece spesso accade, perché è fisiologico e naturale che accada.

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E’ stato Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, a parlare per primo di “sessualità infantile”, intendendo con questo la capacità del bambino di provare piacere stimolando alcune parti del corpo.
Tuttavia quando si parla di sessualità infantile, dobbiamo prendere le distanze dalla concezione adulta che abbiamo della sessualità, in quanto in un bambino la stimolazione di alcune parti del corpo è esclusivamente finalizzata al provare piacere (o alleviare una sensazione di malessere o disagio) e a scoprire il proprio corpo.

Perché i bambini si toccano i genitali?

Fin da quando sono molto piccoli, i bambini incorrono in comportamenti di auto-stimolazione che inizialmente si presentano all’interno di un graduale e fisiologico, oltre che importante e necessario, processo di esplorazione e conoscenza del proprio corpo. Poi scoprono che la stimolazione dei genitali produce anche piacere e quindi la reiterazione e ripetizione di questo comportamento diventa funzionale alla ricerca del piacere o all’alleviamento di un disagio o malessere. Infatti, se osserviamo attentamente i piccoli, è molto verosimile che questi comportamenti di auto-stimolazione si attivino quando sono annoiati, stanchi o vivono una condizione di disagio, per cui la stimolazione dei genitali assume la stessa funzione consolatoria del ciucciarsi il dito.

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Come possiamo intervenire?

In virtù di quanto detto fino adesso, evitiamo reazione di allarmismo e preoccupazione, dettati da un’errata interpretazione di questi gesti: il fatto che un bambino si tocchi i genitali, come dicevamo, è naturale e fisiologico!

Accettiamo che questo si verifichi e viviamolo come un comportamento normale con finalità puramente conoscitive e consolatorie.

Inoltre, come dicevamo, poichè l’auto-stimolazione risponde non solo al bisogno di conoscersi e di conoscere il proprio corpo, ma anche di provare piacere e di alleviare uno stato di disagio, allora potrebbe essere utile intervenire coccolandoli, cullandoli e manifestando affetto, così da offrire un’alternativa consolatoria.
In altri casi, può essere utile distrarli e coinvolgerli con altre attività, al fine di canalizzare l’attenzione su altro e di interrompere sensazioni di noia o fastidio che possono indurre alla ricerca dell’auto-consolazione.

Se, invece, il toccarsi, per esempio sotto la doccia o al momento di spogliarsi, è legato al bisogno di esplorare e di conoscersi, è consigliabile porsi in un atteggiamento di accettazione e di rispetto, come quando il bambino tocca qualsiasi altra parte del proprio corpo, e poi ancora una volta, può essere consigliabile distrarlo o comunque spostare l’attenzione anche su altro.

 

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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