Missione Spannolimento: le difficoltà da affrontare

Ultima modifica 18 Settembre 2020

Come dicevamo nel post precedente, una tappa importante e spesso impegnativa per i bambini consiste nel togliere il famigerato pannolino, compagno di avventure e sventure per i primi anni di vita…

Missione “Spannolimento”! (seconda parte)

spannolinamento

Alcuni bambini hanno un atteggiamento relativamente tranquillo al riguardo, altri meno. Tuttavia ricordiamoci che prima o poi tutti i bambini tolgono il pannolino… si tratta di ascoltare e rispettare i loro tempi e ritmi, di munirsi di pazienza e trovare le strategie migliori per aiutarli nell’affrontare questo cambiamento.

Quali sono le difficoltà che si possono venire a presentare e come intervenire?

Come anticipavamo la volta precedente, ci sono bambini che vivono un rapporto ambivalente col vasino: da una parte, ne sono incuriositi, ma dall’altra anche intimoriti e perplessi, in quanto oggetto e presenza “strana” con cui fare i conti e decisamente diversa e meno contenente del pannolino.

In questi casi, la soluzione migliore sta nel cercare di incoraggiare e stimolare il bambino in modo sereno e tranquillo a provare il vasino, facendo leva sulla sua curiosità.
Può essere utile partire con un approccio giocoso e ludico, intanto inserendo il vasino in casa e stimolando il bambino a provarlo e ad avvicinarsi, per poi passare all’utilizzo quando ha preso confidenza.

Alcuni bambini possono incontrare difficoltà, almeno all’inizio, nell’arrivare in tempo e magari finiscono per bagnarsi o sporcarsi.
Non è un problema; si tratta solamente di dare loro il tempo di sensibilizzarsi al riconoscimento tempestivo dello stimolo.
L’importante è rassicurarli quando questo accade, normalizzando “l’incidente di percorso”, così che non si sentano inibiti o scoraggiati da eventuali reazioni critiche o di frustrazione degli adulti.

Altri possono partire tranquillamente e poi avere reazioni regressive che, se osserviamo con attenzione, sono solitamente legate ad episodi critici che hanno turbato il piccolo.
In questo caso, è importante proseguire nel percorso di “spannolimento”, in quanto queste fasi poi rientrano spontaneamente.

Infine alcuni bambini accettano di fare la pipì nel vasino ma magari non la cacca, perché quest’ultima può incutere più timore.

In linea generale, per quanto sia consigliabile avviare il percorso del vasino in modo fermo e coerente, ovvero togliere il pannolino in toto, è altresì vero che le regole devono essere sempre adattate e aggiustate sul bambino. Pertanto se l’esperienza cacca è vissuta in modo traumatico e insistere col pannolino implica il rischio che il bambino trattenga le feci magari anche per alcuni giorni con conseguenti malesseri e disagi, valuterei l’opportunità di procedere in modo più graduale per la cacca, lasciando modo al piccolo di arrivare al vasino in modo più lento e con i suoi tempi, al fine di evitare esperienza traumatiche.

Questo è un principio che ritengo fondamentale in generale per la crescita e lo sviluppo dei piccoli: le regole educative richiedono sempre di essere aggiustate e adattate a misura del bambino!

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