Moreno e la sua arroganza

Ultima modifica 23 Settembre 2016

Seguo Amici forse dalla prima edizione, la ballerina grassa mancata che è in me, volteggia in aria esattamente come quei ragazzini e l’ugola stonata che mi ritrovo, si realizza a ogni singolo gorgheggio dei giovani cantanti in gara, anche se molto spesso, più che virtuosismi della voce, quelli che fanno, sono soltanto urli, ma questa è un’altra storia.

Insomma, dicevo: seguo amici.

E come edizione, sto seguendo appassionatamente anche questa in corso, la tredicesima.
Proprio prima che andasse in onda la puntata di sabato scorso riflettevo (sì, a volte mi capita!) su quanto sia evoluto il programma in tutti questi anni, di quanto il lato “trash” della trasmissione sia stato abbandonato, di come le critiche inutili e sterili abbiano lasciato posto a critiche costruttive, educative e di gran lunga più consoni ad un pubblico che magari si rispecchia in quei ragazzi.
Ho notato che l’educazione cominciava a farsi spazio in questa trasmissione. Molto spesso, nelle edizioni passate, lo show era fatto dai momenti di “spettacolo” costruiti attorno ai battibecchi e alle offese di un ragazzo nei confronti di un compagno o, peggio ancora, di un insegnante nei confronti di un allievo.

Ecco, mi dicevo: “Vedi che la De Filippi riesce a fare qualcosa di meglio di Uomini e Donne di C’è posta per te?”
Mi sbagliavo.

Sì, perchè nell’ultima puntata, il ragazzino che la De Filippi ha messo come “direttore artistico” della squadra dei bianchi, ovvero Moreno (vincitore dell’edizione passata di Amici n.d.r) si è comportato nel modo peggiore che avrebbe potuto fare nei confronti dell’altro Direttore Artistico (avete notato la differenza di stile con cui ho scritto i due uguali-diversi ruoli, no?! E’ voluta.) Miguel Bosè.

Moreno-e-Miguel-Bosè1
Ora, comunque la si pensi, che piaccia o no, Miguel Bosè è un artista internazionale a tutto tondo, e non lo dico soltanto perchè da ragazzina ero innamorata persa di lui (o forse sì!?), lo dico perchè è un professionista con una carriera alle spalle da capogiro ultra ventennale, soprattutto se confrontata a quel minimo di esperienza (quale?!) del ragazzino, sì, quello lì, dai… Moreno (che se si toglie quella peluria che ha al posto dei baffetti, dimostra a malapena 13 anni, ma va benissimo così!).

Tutto è nato dallo scetticismo di Bosè nel momento della presentazione del pezzo che avrebbe cantato Moreno al fianco di una delle sue cantanti: “Don’t cry for me Argentina”, in cui aveva inserito una parte rappata scritta di suo pugno che, ad avviso di Bosè, mal si amalgamava con quello che è il significato della canzone stessa e che, quindi, centrava ben poco con la performance.

Ecco, caro Moreno, bello di zia tua, se un personaggio come Miguel Bosè ti solleva una critica del genere, con tutto il tatto e l’eleganza che lo contraddistinguono, non è che ti ha detto che sei un incapace, bada bene, ti ha soltanto detto che forse stavolta sei un po’ uscito fuori tema, sei lievemente partito per la tangente. Non ha mica sputato veleno e sentenze. Affatto. E ammesso anche l’abbia fatto, te lo devi beccare quasi in silenzio, perchè se rispondi, se continui a non ascoltare, se addirittura controbatti discutendo invece le capacità artistiche di Bosè, non fai altro che sputarti in faccia da solo, caro Moreno di zia.

Ma io, Moreno mio, non me la prendo affatto con te, sei giovane, sei pieno di passione per quello che fai, ti hanno dato un ruolo che non fa altro che aumentare l’ego tipico della tua età, il tuo senso di onnipotenza, che GUAI se non ci fosse negli anni che stai vivendo. Io me la prendo con chi ti ci ha messo in questa situazione.
Allora, sai che fai? Ascolta le sagge parole di una Grazia De Michele, che alle tue spalle non faceva altro che sussurrarti di smetterla, e di non continuare la polemica che non ti avrebbe portato da nessuna parte, anzi!
Non guardare Maria, che tanto lei, come la buona scuola d’ursiana insegna, questi momenti non fa altro che alimentarli, perchè pensa che siano di spettacolo (sì, trash, ma sempre audience fa, no!?), quindi non ti metterà a tacere all’angoletto tuo dicendoti: “Statti zitto Morè, che se te stai seduto là è perchè ti ci ho messo io, su, stai buonino!”. Non te lo dirà mai.

Se vuoi veramente dare ascolto alle parole di tuo nonno che tanto hai sbandierato in puntata: “Chi ha più buon senso, lo usi!”, vedi di ascoltare e riflettere prima di controbattere, non partire in quarta. Tu che parli tanto di messaggi ai giovani, pensa che lo spettacolo che hai dato di te sabato scorso, è un pessimo esempio di show, comportamento, rispetto ed educazione.

Micaela – Le M Cronache

 

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