Cina: il Natale che non c’è

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Natale in Cina?
Semplicemente non esiste: e se c’è, si tratta di qualcosa di puramente commerciale e di facciata.

Cina: il Natale che non c’è

Da qualche anno infatti, nelle shopping mall e nei supermercati, sono apparse decorazioni, alberi addobbati e scritte beneauguranti, ma mancando del tutto la tradizione che ci sta sotto, a noi stranieri tutto suona un po’ falso e senza significato.

Il Natale non è una festa cinese: il giorno del 25 dicembre in Cina è lavorativo.

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Per questo motivo molti stranieri che vivono in Cina alle volte decidono di rimanere durante le feste, che altrimenti vedrebbero smembrata la famiglia col papà impegnato in ufficio e mamma e figli su un aereo diretto verso la madrepatria.
Noi per ora non siamo mai rimasti, ma chi l’ha fatto mi ha raccontato che trascorrere qui il Natale non è proprio il miglior modo di festeggiare. Mancano le tradizioni regionali, i piatti tipici (il panettone c’è ma costa un occhio della testa) e soprattutto il calore della famiglia.

Chi resta in Cina per Natale ha due scelte.

Organizzare una cena o un pranzo con altri stranieri rimasti, magari invitando tutti a portare dei piatti tipici del proprio paese e trascorrendo una festività internazionale. Oppure, in alternativa, prenotare un viaggio al caldo, dato che in questa stagione i voli verso le località di mare costano una cifra accettabile.

Siccome le scuole internazionali chiudono per un lungo periodo, la maggioranza degli stranieri in ogni caso decide di partire e tornare al paese di origine: chi ha ancora una casa a disposizione nella sua città può trascorrere un periodo piacevole, chi invece l’ha affittata o venduta è costretto a fare la spola tra parenti (alle volte abitanti lontano tra loro) e non sono pochi quelli che si lamentano di trascorrere vacanze di corsa e stressanti.

La Cina non è un paese dalla tradizione cristiana.

In Cina i cattolici sono una minuscola minoranza della popolazione, quindi il profondo significato religioso è totalmente ignorato.

Nessuno sa che la notte del 24 dicembre
si festeggia la nascita di Gesù bambino.

Sanno che facciamo l’albero, sanno che c’è Babbo Natale che porta i regali, ma nulla più.

In questo contesto è davvero difficile mantenere le tradizioni, che vanno vissute e non insegnate. Non è facile raccontare ai bambini cosa succede in Italia in questo periodo se poi, nella vita quotidiana, non c’è nessun aggancio, nessun episodio pratico che faccia loro capire di cosa si sta parlando.
Mantenere viva la religione ed insegnarla ai bambini diventa davvero difficile, almeno per me.

Ecco perché, finché riusciamo, preferisco partire alla volta dell’Italia, valigie piene di doni “Made in China” e tanta voglia di mangiare zampone e cotechino!

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Classe 1972. Sono nata a Trieste, trasferita prima a Gorizia poi a Suzhou (dove vivo tuttora). L'Asia è stata sempre presente nei miei pensieri e quest'avventura mi sta regalando molte soddisfazioni

UN COMMENTO

  1. personalmente festeggio il natale con calore e amo questa festa, ma non sono cattolica e per molti è difficile capire come faccio a sentire l’atmosfera slegandola dal contesto religioso … beh natale è amore e famiglia, luci, addobbi, babbo natale! magari tra qualche anno in cina riusciranno a conciliare questo aspetto a quello puramente commerciale!

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