Noi due, i nostri 50 anni insieme

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Coppie di ieri, coppie di oggi: quale differenza? La differenza, se differenza c’è, è nel diverso modo di concepire i ruoli di uomo e donna nel vivere civile, non solo all’interno della coppia. Forse i giovani d’oggi hanno una vaga idea, dai racconti dei genitori, di quello che era la condizione femminile e quella maschile prima della seconda guerra mondiale, ma sono convinta che non riescano a capire veramente quale fosse, anche se numerosi sono gli esempi moderni che sfociano in stalking e, nel peggiore dei casi al femminicidio.

La premessa è l’accettazione, in toto, dell’altro, dell’altra metà della coppia, accettazione del suo modo di essere, di vivere, di pensare, ma senza annullare il proprio di pensiero, il modo di vivere, di essere. Qui è lo scontro o la ricerca di un compromesso che, se fatto sotto costrizione, forse dà benefici immediati, ma a lungo andare… Anche perché, troppo spesso, a pagare il peso dei compromessi è sempre la parte più debole, non solo economicamente, e col tempo non si parla più di compromesso ma di accettazione delle regole dell’altro, dei suoi desideri, dei suoi dictat, sino a che si raggiungono i limiti di sopportazione e…la coppia scoppia.

Le statistiche dicono che, di norma, passano 7 anni prima che la moglie si ribelli, che cessi di credersi colpevole degli atti del marito o del fidanzato o, ancora, del convivente. A volte si dice che accetti per i figli, per non rovinare loro la vita, perché pensa di non farcela da sola, perché, comunque, è convinta nell’intimo che sia lei che i figli necessitino di una protezione maschile, anche quando la protezione è violenza e sopruso. Sono i residui di un’educazione atavica, dalla quale è difficile svincolarsi totalmente, perché, in fondo in fondo il pensiero che l’uomo sia, non dico un essere considerato superiore come in passato, ma un gradino sopra di noi resiste ancora, non fosse che per la forza fisica.

Oggi si accettano matrimoni e convivenze, separazioni e divorzi, si dice che l’amore può finire, che progetti a lungo condivisi ed accarezzati cessino di essere importanti sino a diventare addirittura fastidiosi, che sia meglio che ognuno vada per la propria strada, che i figli debbano comprendere le esigenze dei genitori, esigenze personale non come papà e mamma, ma come uomo e donna, e debbano farsene una ragione. Si dice che una persona non debba sacrificarsi per il bene altrui, che un po’ di sano egoismo sia indispensabile per la propria felicità, che è la cosa più importante, che svolazzare di fiore in fiore ( sia per l’uomo che per la donna) sia una componente di vita.

Io credo che sia perché si da importanza alle apparenze, che un bel viso o un personale accattivante piuttosto che un’automobile di lusso o la possibilità di vivere alla grand, faccia dimenticare che è necessario scoprire che cosa si nasconde dietro la facciata. Che sia necessario conoscersi reciprocamente e badate… non parlo di conoscenza fisica, no parlo di quella intima, quella che svela l’essenza della persona con la quale ci si relaziona.

Vedete, io credo che l’intimità della coppia non sia quella della condivisione di un piacere fisico, no, sia gli uomini che le donne possono trovarlo anche con una persona, per altri versi incompatibile, ma c’è una differenza abissale quando con il partner ci si fonde corpo e anima. Quando ci si ritrova con un altro se stesso, quando si sente di essere una cosa sola, quando si condivide l’anima. Dicono che la passione prima o poi finisca, che l’innamoramento abbia lo spazio di un attimo e poi tutto cambi, diventi abitudine, noiosa abitudine e che si debbano studiare strategie sempre nuove e diverse per rinfocolare il sentimento, per evitare che il fuoco si spenga del tutto.

Io credo, invece, che l’innamoramento si trasformi in amore e piena condivisione non solo nelle cose importanti, nelle piccole cose di tutti i giorni, nel ritrovarsi e parlare, nell’accorgersi di conoscere il pensiero di lui, che è lo stesso tuo pensiero, di godere di un tramonto o di un panorama che si apre all’improvviso davanti ai tuoi occhi e…ti basta uno sguardo complice per sapere, per capire che lui prova lo stesso, identico sentimento. Certo la vita non è mai semplice nè facile, a volte è dura da percorrere, a volte i problemi sembrano insormontabili, ma se a percorrerla si è veramente in due …

Ma per conoscersi veramente, per comprendersi è necessario aprirsi completamente l’uno all’altro, non cercare di mistificare le cose, di rendersi più conformi ai desideri dell’altro e da subito, senza pensare che dopo qualche tempo  l’altro possa cambiare, preferirci come siamo veramente e non come fingiamo di essere e, se qualcosa in lui ci disturba, non pensiamo di soprassedere, non crediamo che col tempo e con nostre tattiche potremmo cambiarlo, nossignori le cose non vanno così.

Noi abbiamo festeggiato 50 anni di conoscenza e 46 di matrimonio, ma, sapete, quando lo vedo che mi attende all’arrivo del treno o, più frequentemente, del bus, mi viene spontaneo sorridere.

Nonna Lì

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