Non è questo il punto

Ultima modifica 20 Aprile 2015

Non è questo il problema più importante, è obbligatorio occuparsi d’altro.
E non importa se quest’ altro non viene specificato o se venga offerto un elenco dettagliato di cose che avrebbero la precedenza, se la precedenza o l’importanza sia soggettiva, no non è questo.
La preminenza è far sapere a tutti che l’importante è altro!

Forse perché si vuole sminuire l’avversario, il concorrente, forse perché si vuole rimarcare o segnalare l’altrui incompetenza, anche se fino al giorno prima, fino a che quell’argomento, quell’ intenzione di provvedere non è stato ripreso dalla parte avversa non era stato urlato, messo in cima alle proprie intenzioni.

Ora, io sono la prima a considerare che l’obiettivo primo da raggiungere è quello del lavoro per tutti, giovani e non più giovani e che si debbano impiegare tutti i mezzi, le energie, l’inventiva e i denari possibili per raggiungere questo scopo.
Ma è chiaro che qualcosa deve essere fatto subitamente, ma non si deve dimenticare di pensare anche al domani, di cercare di modificare le condizioni che, nel medio e lungo termine, possano aiutare o consolidare le condizioni di base che permettano di mantenere o aumentare le possibilità di lavoro.
È altrettanto chiaro che se molte sono le aziende private che chiudono i battenti è perché la domanda dei loro prodotti è nettamente diminuita, a causa di….? È dall’avvento dell’ euro, della sua inverosimile fissata parità, bugiarda e ingannevole, che il potere di acquisto degli italiani  si è dimezzato perché mentre stipendi e salari si erano, ovviamente, adeguati al cambio, ma così non è stato per le merci, i beni in genere.
Non era colpa dell’euro, ma della sua parità 1 a 19.. fissata, senza pensare allle conseguenze, dai nostri governanti.

E poi ci si stupiva che la nostra economia avesse cessato di crescere, che il suo andamento fosse notevolmente inferiore a quello dei nostri vicini e partner dell’Unione! Poi si è aggiunta la crisi nata negli U.S.A. che si è sparsa dappertutto e ha coinvolto tutti, noi più degli altri, anche se continuavano a ripeterci che le nostre condizioni erano diverse, anche se il deficit di bilancio, il debito enorme dello stato era largamente compensato dalle risorse private, dai capitali, in beni mobili ed immobili, posseduti dagli italiani, capitali che ci mettevano al sicuro dall’abisso.

Al sicuro? Abbiamo tutti visto come, come i mercati, quelli finanziari intendo, si siano accaniti ( ingiustificatamente? Per partito preso? Per ingiusto guadagno?) contro la nostra economia.
Abbiamo imparato  che lo spread condizionava la nostra bilancia, che dovevamo pagare interessi altissimi, insostenibili, per ottenere i finanziamenti necessari alla nostra vita, spread che aumentava via, via che le agenzie di rating ci declassavano.

E siamo precipitati, la nostra economia reale è precipitata e, almeno a parole, se ne sono resi conto, finalmente, anche i nostri politicanti. Ma hanno cercato rimedi? Forse finanziariamente parlando, ma l’economia reale, la vita del popolo, della gente comune, come  definiscono il popolo bue, è peggiorata, ha continuato a peggiorare e ora servono provvedimenti tampone, urgenti ed immediati, per darci un po’ di respiro, per permettere a molti di sopravvivere.
Come si può ripartire?
La risposta è ovvia, banale: aumentando le risorse dei singoli!
Ma come? Diminuendo le imposte?Appaltando e iniziando lavori pubblici, grandi o piccoli che siano?

A prescindere dal fatto che da noi le opere pubbliche, tutte, incontrano l’ostilità di questo o di quello, sono soggette a ricorsi, controricorsi  e lungaggini inverosimili, burocratiche e non, e, quindi, incontrano grosse difficoltà per la loro realizzazione, la domanda è una sola:  dove trovare i soldi?
Perché se si diminuiscono le imposte vengono a mancare soldi quegli stessi che, anche con l’insopportabile, odierno, peso fiscale, non ci sono!!! E allora? Bisogna trovare nuove fonti di finanziamento, forse….

Una di queste potrebbe derivare dal risparmio conseguente allo snellimento dell’apparato pubblico che divora risorse importanti, che spreca giornalmente in inutilità, in privilegi, in follie, e , scusate, per snellire non sono forse necessarie, indispensabili riforme anche costituzionali? Qui casca l’asino…qualcuno ha fatto della nostra Costituzione, un’ icona, perfetta ed intoccabile, purtroppo perfetta non è.

Nata dalla paura di possibili rigurgiti fascisti, ha posto ostacoli ad ogni decisione, ha richiesto che le leggi debbano essere approvate nello stesso testo, virgole comprese, da 2 Camere, con pari poteri e diverso, ma per entrambecon un abnorme numero di componenti.
E i palazzi del potere hanno sempre bisogno di essere ampliati, di assumere nuovi dipendenti, di acquistare, o affittare, sempre più palazzi, sempre più lussuosi e altrettanto lussuosamente arredati, sempre più i soldi, i nostri, buttati al vento, per finanziare i loro privilegi, i loro sprechi, le loro follie.

Ora è indispensabile ridimensionare il tutto, snellire gli apparati, cancellare i doppioni, eliminare lungaggini e farraginosità burocratiche, applicare, finalmente, rigorosità al potere, rigorosità ed efficienza, senza le quali provvedimenti tampone, se verranno fatti, non riusciranno a rimediare a nulla se non nell’immediatezza, provocando però altri buchi, altra miseria, altre perdite di lavoro.
Presidenziaismo o semipresidenzialismo, camera e senato o senato delle regioni, province o consorzi di comuni, e via discorrendo sono i nodi da sciogliere.

A qualcuno può non piacere questo o quello, qualcuno può preferire uno o l’altro, ma in democrazia ( se c’è ancora) vince la maggioranza e bisogna raggiungere una decisione, è necessario modificare la situazione attuale e rendere efficiente e meno costoso l’apparato pubblico. Di questo sembra che tutti siano convinti, ma quando qualcuno accenna ad una decisione….
Subito c’è chi afferma che non è questo il problema più importante, nell’immediatezza ci sono altre cose cui pensare!
E non è vero!!

Se si vuole veramente uscire dal baratro dobbiamo uscire dalla precarietà, quella vera, quella che fin’ora ci ha fatto impiegare risorse importanti per l’emergenza, dimenticando o negando risorse per prevenirla, perché non sempre i disastri sono imprevedibili, a volte,e troppo spesso, sono annunciati, ma non considerati, nella speranza che uno stellone, ci preservi, ma , sempre, sono smentiti.
Serve il tampone per impedire all’acqua di fuoriuscire, ma subito dopo è indispensabile cambiare il tubo se troppo sottile o marcio o inadeguato, o no?

Nonna lì

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