Ultima modifica 20 Giugno 2019

Nessuno ti dice come si fa ad essere un adolescente, perché nessuno lo ha mai saputo.

adolescente

 

Non ci sono manuali, libretti delle istruzioni.

Ho cercato su Google la parola adolescenza ed è uscito che deriva dal verbo latino “adolescere”, che significa “crescere”.

Ma non è solo questo, non può essere solo questo.

Anche gli alberi crescono ma non fanno tutto questo rumore, non fanno maledire a chi li ha piantati il giorno in cui lo ha fatto.

Gli adolescenti, invece, per crescere fanno rumore, fanno rimpiangere a chi li ha messi al mondo i bei tempi in cui erano soltanto un pacifico fagottino in una culla.

L’adolescenza è il tempo in cui non puoi più giocare con le macchinine, ma non puoi ancora guidare la macchina.

E’ il tempo in cui non sei più un bambino, ma non sei ancora nemmeno un adulto.

E tra il “non essere più” e il “non essere ancora” cosa c’è?

Cosa si è nel frattempo?

Una massa informe in cerca di una sua forma?

Gli adolescenti non sono come l’acqua che prende la forma del recipiente che li contiene.

Gli adolescenti il recipiente lo vogliono rompere, vogliono straripare.

Non è semplice essere un adolescente.

La sensazione di non essere capiti, la paura di non essere abbastanza.

La voglia di cambiare il mondo e non sapere come si fa.

L’andare contro tutto e tutti e poi, nei momenti di pace, pentirsi di scelte fatte troppo in fretta.

Non è semplice essere un adolescente.

Però è bello.

adolescenti

Ci sono volte in cui penso che è proprio bello esserlo.

Quelle volte in cui ho le cuffie nelle orecchie, con una canzone di Elisa a tutto volume e guardo fuori dal finestrino del pullman.

Quando sono triste guardo in basso: le macchine, le persone, l’asfalto…

Ma quelle volte li guardo in alto: il sole, gli uccelli, il cielo…

E penso che la vita non può essere più bella di così e che questi momenti sono quelli che ricorderò quando “da grande” penserò a cos’era l’adolescenza.

Essere un adolescente è avere la musica a tutto volume nelle orecchie senza preoccuparsi delle controindicazioni.

L’adolescenza è avere il sole in faccia mentre guardi il cielo dal finestrino del pullman.

A volte, però, capitano le gallerie.

E chi ha avuto il sole in faccia può non abituarsi subito al buio.

Per chi ha avuto il sole in faccia il buio può sembra ancora più intenso.

Ma non mi spavento.

So che il sole mi aspetta sempre dall’altra parte della galleria!

Miriam

 

 

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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