Ultima modifica 1 Dicembre 2016

A Milano fino a domenica 4 dicembre con uno spettacolo scritto e interpretato da lei, Nuda e Cruda, la Mazzamauro affronta con toni leggeri ma a tratti impegnati, il tema del proprio passato, dei propri fardelli, con il pubblico che le funge da psicanalista a cui si confessa.
La bellezza è fugace, finta e impegnativa in un certo senso, per coloro che solo quello hanno:

Io non ho, né avrò mai il cruccio delle mie colleghe che sono sempre state bellissime e giovanissime e muoiono di dolore perché non lo sono più, rimpastandosi, rimpolpandosi e tirandosi.
Per la carità, fanno bene: loro sono state belle e si rifanno tali e io, che faccio? Mi rifaccio brutta un’altra volta?

Dal Dizionario Treccani la definizione di “brutto”: Che produce un’impressione estetica sgradevole, perché difettoso, sproporzionato, privo di grazia, o per altre ragioni spiacevole.

Solitamente questo aggettivo viene associato a quelle persone che non corrispondono ai canoni di bellezza in voga al momento, ma non sempre è azzeccato.

anna_mazzamauro

In natura non ci sono solo i bianchi e i neri, ma un’infinita scala di grigi (o di colori, come preferisco dire io) e così pure la pensa Anna Mazzamauro, che sempre si è vista esclusa dalla cricca delle “bellone”, si autodefinisce, infatti, “atipica”. Lo dimostra anche il fatto che si presentò al casting per Fantozzi per la brutta Pina, mentre le fu destinato il personaggio della Signorina Silvani, che le ha dato la notorietà per il grande pubblico, della vamp, della famme fatale. In virtù, credo, proprio di questa sua atipicità.

La Mazzamauro si presenta in scena, in cui interpreta vari personaggi non solo la se stessa in confessione, con un abito ricoperto di verdure crude, perchè essere quello che si è, anche un sedano o un carciofo, non è meno legittimo di una bellissima rosa, bisogna lasciare e disfarsi del peso di sentirsi in difetto per non essere “belli” come la massa chiede, ma essere orgogliosi di sfoggiare la propria atipicità.

I toni di Anna sono, come richiede la sua brillante intelligenza e la sua grande esperienza teatrale (più che televisiva), autoironici ma mai volgari (“le parolacce le dico, ma quando sono a proposito“) e ci portano ad amare pirandelliane riflessioni. Comico è ciò che ci fa meramente ridere, se quel ridere ci ispira una riflessione più profonda, allora si parla di umorismo.

Credo sia proprio l’intento di questo spettacolo amaro, ma al tempo stesso divertente e soprattutto vero.

Noi ci saremo, anche perché l’intento è quello di strapparle un’intervista… voi che fate questo week end?

locandina-milano

Al pianoforte e chitarra, Sasà Calabrese. Al violino, Andrea De Martino. Costumi: Graziella Pera. Fonico di Compagnia, Pietro Malatesta. La Produzione è di Stefano Mascagni e A.C.T.I Teatri Indipendenti.

Teatro Delfino
Piazza Piero Carnelli, Milano
Prezzi Biglietti
Intero: 20,00€
Ridotto over 60/Under 25/Studenti: 15,00€
Convenzioni e cittadini quartiere: 12,00€

Classe 1979, testona per DNA e per vocazione personale. Mamma di due meraviglie (ovvio) della natura Tiziano 2013 e Alice Testaduracomegranito 2015, moglie del mio grande amore Marco che è dovuto gioco forza diventare un folletto saltellante anche lui.

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