Omosessuali: già vorrebbero sposarsi, figuriamoci diventare genitori! [da leggere]

Ultima modifica 21 Aprile 2021

Ci sono uomini crudeli e prevaricatori, volgari ed arroganti.
Ignoranti e convinti maschilisti, razzisti e fedifraghi, ladri e stupratori, assassini e persino, ahi noi, pedofili.

omosessuali

Ma sono eterosessuali.

Quindi a pieno titolo in perfetto diritto di diventare padri, anzi, molti, sempre troppi, lo sono.
In Italia puoi essere il peggior uomo del mondo, ma se trovi una donna abbastanza sfortunata, temeraria o stupida, nessuno ti vieta la paternità biologica.
Fin qui tutto ovvio, un po’ meno o per niente tutto giusto.
Puoi essere invece la persona più propensa ai buoni sentimenti e al sacrificio che esista, ma se sei omosessuale puoi scordarti ogni velleità.

Gli omosessuali non devono avere figli.

“Già vorrebbero sposarsi, figuriamoci diventare genitori!”

sembra essere il pensiero comune del popolino nazional-bigotto.
Ho scritto bigotto perché semplicemente cattolico sarebbe stato improprio oltre che offensivo. E’ però innegabile che tra i maggiori detrattori della causa omosessuale vi siano proprio le gerarchie ecclesiastiche ed i, più o meno fervidi e praticanti, fedeli di Gesù Cristo, colui che, proprio secondo loro, è morto in croce per salvarci tutti.
Non per salvare tutti gli etero.

Non sono filantropo, sono abituato a giudicare ogni persona per quello che mi sembra essere, caso per caso e non per pregiudizio, per questo mi sembra assurdo che un organismo laico, o sedicente tale, come lo stato, invece ritenga sufficiente l’orientamento sessuale per discriminare una fetta enorme di persone pronte ad essere, una volta valutatene le prerogative fondamentali, degli ottimi genitori.
Io stesso non l’ho sempre pensata così, sono sempre stato a favore delle unioni di fatto e dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma ho avuto perplessità riguardo all’argomento adozioni.

Sono padre, lo sono in maniera “normale” e forse pensavo, e forse molti come me lo pensano, che i bambini abbiano bisogno il più possibile di “normalità”; questo in parte è vero, tuttavia credo si debba, oltre che ripensare al significato stesso di questa parola, valutare in maniera molto fredda, quasi matematica, quale sia l’alternativa al non essere adottati.

È un ragionamento tanto semplice quanto inspiegabilmente inusitato: i bambini orfani sono tanti, tantissimi, molti di più persino di tutte le coppie etero e omosessuali desiderose di avere dei figli messe insieme.
E’ tanto difficile pensare di distribuirli tra tutte le persone che dimostrino di possedere l’unica prerogativa necessaria a fare di un uomo un genitore: l’amore?

Meglio non dare figli agli omosessuali… meglio darli agli etero, anche se in loro non c’è amore.

G.P. Antonicelli

11 COMMENTS

  1. in Italia ci sono VENTINOVE coppie in attesa di adozione per OGNI bimbo adottabile, ivi inclusi quelli a cosiddetto “rischio giuridico”.
    Cioè per tutti i bambini nati in italia o residenti in italia (anche se non di origine italiana*) definiti adottabili, se pur “a rischio giuridico” (cioè “riscattabili” dopo un anno dall’adozione), ci sono VENTINOVE coppie che vorrebbero poter avere un figlio in adozione

    quindi non è questione di etereosessuale o omosessuale: non ci sono abbastanza bambini adottabili in Italia, e a ben pensarci manco all’estero, visto che i percorsi dell’adozione internazionale sono più brevi ma più densi di difficoltà (per dirne una, devi avere i soldi e la stabilità lavorativa per potertene stare dei mesi all’estero –> in gravidanza una donna non può essere licenziata, ma se dice “vado all’estero per adottare e tornare madre” sì… e anche un uomo che se ne stia via dal lavoro per mesi, non è ben visto)

    così, per dire.

    se poi mi chiedete “le coppie omosessuali possono adottare?” rispondo di sì, ma che A PARITA’ DI TUTTE LE ALTRE CONDIZIONI (economiche, di salute, di profilo psicologico, di luogo in cui si abita, di parentado… insomma tutti i miliardi di cose su cui vengono schedati gli aspiranti genitori) debba aver la precedenza la coppia etero, e questo perchè questi bambini (quasi nessuno neonato o di pochi mesi) hanno fame (quasi fisica) di normalità, anche in senso statistico.

    ma tanto, come dicevo, in Italia non si vuol far adottare nessuno.

    E i bambini da adottare sono MOLTI MENO delle coppie che vogliono adottare.

    • Non contesto le statistiche, ma finché ci sarà un bambino in un orfanotrofio di qualsiasi parte del mondo ci sarà una ragione sufficiente per non ostacolarne l’adozione. Per gli altri mondi non posso sapere, ci vorrebbe un’esperta di fantascienza, forse tu puoi dare una mano, così, per dire.
      Per ciò che concerne il bisogno di normalità concordo, tant’è che l’ho scritto nel post.

  2. Prima di tutto buongiorno e grazie alla persona che ha scritto questo articolo. Io mi occupo di adozioni da molti anni, tema di cui si parla in questo chiaro e ben scritto articolo.
    Purtroppo statistiche, casistiche, e informazioni che arrivano ai più sono spesso errate o prive di qualsiasi fondamento.
    E’ vero che i bambini adottabili, sono molti, troppi. E vero che i bambini adottabili sono molto più di quelli che si pensa esserlo. E’ vero che sono molto più delle coppie che ne fanno richiesta, gay o etero che siano.
    Diverso è se si parla di età dei bambini adottabili, molti sono quelli che hanno superato i 10 anni, mentre le coppie spesso vorrebbero bambini neonati.
    Credo che il Sig. Giampi in questo articolo non volesse commentare la facilità o la difficoltà con cui si affidano i bambini o si danno in adozione. Credo che la volontà fosse quella di opinare il fatto che le coppie debbano essere considerate tutte uguali. omosessuali o eterosessuali. Semplicemente coppie.
    E in questo io non posso fare altro che condividere il pensiero. Le difficoltà per ottenere un figlio in adozione sono enormi, e spesso senza un motivo apparentemente reale si rifiuta. Senza pensare che un bambino starebbe decisamente meglio con due genitori, badate bene ho detto due genitori non un genitore maschio e uno femmina, che da solo.

    • Buongiorno a lei e grazie per l’interesse rivolto al post ed al suo autore, tanto da premurarsi di leggerne accuratamente anche la biografia, cosa che evinco dal fatto che mi abbia chiamato Giampi, anzi, sig. Giampi, spero per simpatia e non per sberleffo. Come avrà dedotto io non mi occupo di questo nella vita, quindi lungi da me l’intento di scrivere il “De adoptatio”. Ho solo espresso il parere di una persona comune riguardo un tema sociale molto controverso. Personalmente credo che un motivo sufficiente a discriminare una coppia dal novero dei possibili “adottandi” sia il fatto di desiderare un neonato, essere genitore non significa solo cambiare pannolini o, peggio, tentare di mascherare una deficit biologico mostrandosi con in braccio un bimbo, magari biondo e con gli occhi azzurri.

      • vero. deformazione professionale. quando leggo qualche cosa e me ne si da la possibilità cerco sempre di saperne il più possibile della persona che scrive.
        E non voleva essere uno sberleffo, anzi un modo per accorciare le distanze mantenendo il rispetto.
        Mi creda, si capiva perfettamente quanto voleva esprimere, con la passione che la contraddistingue quando scrive. Si, mi sono permesso di andare a visitare anche gli altri suoi articoli, e le confermo che da oggi avrà una persona in più che la segue.

  3. A chi sostiene che ci siano meno bambini adottabili di famiglie disposte ad adottare farei fare un giretto in Cina, a vedere le NEONATE (femmine, ovviamente), che vengono rinchiuse negli orfanotrofi.
    Non contesto le statistiche, che saranno -sicuramente?- provenienti da fornite super partes.
    Credo che ci voglia molto coraggio a invocare la parità di condizioni. come se necessariamente una coppia gay devva essere formata da due persone povere, disadattate, incapaci di fornire un ambiente di vita sano e sereno.
    Il parentado? 9 etero su 10 che conosco hanno un parentado che dovrebbe scoraggiare il solo pensare di diventare genitori.
    Le condizioni economiche? Vogliamo parlare delle famiglie formate da 3 o 4 figli, messi al mondo unicamente per accedere agli sgravi fiscali o perché non c’è una cultura della prevenzione?
    Per favore.
    E’ facile dire che una coppia gay debba dimostrare qualcosa in più rispetto ad una coppia etero. Facilissimo, un gioco da bambini.

    • …o in Africa nera dove i bambini vengono venduti esposti in gabbie come o peggio degli animali!
      Ci vorrebbe una normativa internazionale più snella piuttosto che maghi della statistica benpensanti…

  4. Ecco. Cominciamo a urlarlo a tutti.
    Le coppie devono poter adottare, le coppie punto.
    Sono coppie due donne, due uomini o una donna e un uomo.
    Togliamoci i paraocchi, due persone omosessuali sanno dare tanto amore quanto una etero e ci sono molti etero che fanno schifo. Una persona è una persona puo’ essere bella, brutta, brava o cattiva indipendentemente dal suo modo di vivere.
    grazie per l’ articolo.

  5. Buona sera,

    mi riuscirà difficile essere super partes, se penso di far parte del gruppo “debole” di questa discussione (quello omosessuale). Credo però che la serenità sia qualcosa che prescinda dal sesso del soggetto, imputato a donarla, incondizionatamente.

    Se dovesse venirmi negata la possibilità di chiamarmi “genitore” o PAPA’, per lo meno vorrei avere le stesse possibilità di INsuccesso.

    Michele

  6. “non è questione di eterosessuale o omosessuale” […] “debba aver la precedenza la coppia etero, e questo perchè questi bambini (quasi nessuno neonato o di pochi mesi) hanno fame (quasi fisica) di normalità, anche in senso statistico.”

    Di fronte a questo commento tanto incoerente nel suo insieme resto basito. Per quale motivo (“economico, di salute, di profilo psicologico, di luogo in cui si abita, di parentado…”) una coppia omosessuale dovrebbe mancare maggiormente rispetto ad una coppia eterosessuale? Impariamo cordialmente a distinguere l’orientamento sessuale da tutto l’universo che ogni singola persona può essere.

    Le parole di Giampi rappresentano tutti gli uomini intelligenti che oggi hanno la capacità di ragionare con un cervello proprio e di non lasciarsi trasportare da moralismi inesistenti, pregiudizi bigotti e medievalleggianti e presunti abomini biblici.
    Il fulcro di una famiglia non sta nel sesso o nel numero dei componenti ma nell’amore che questi provano gli uni per gli altri. Che siano etero o gay non ha alcuna importanza. Anzi, non c’è neanche bisogno di porsi il dubbio se sia giusto o sbagliato. l’amore è uno solo.

    La normalità? che parola utopica e inutile. I bambini hanno “fame” di normalità? a me sembra che la “mancanza” più grande di questi bambini sia proprio l’affetto, l’amore, le attenzioni, il sentirsi sicuri. Non di certo essere “normali” perché, se vogliamo parlare per stereotipi o per frasi fatte, tutti sono normali e nessuno lo è.

    Bravo Giampi, sempre toccante. Raro trovare un uomo e un padre come te.

    Dave

  7. Concordo pienamente sulla piena legittimità giuridica di una riforma che apra la possibilità di adottare anche alle coppie omosessuali, e unisco solo i più sinceri complimenti a Giampi per questo articolo.
    In Israele (stato la cui impronta confessionale è nota), da tempo, le corti ammettono l’adozione da parte del convivente omosessuale dei figli biologici dell’altro. Ma anche in Italia molte coppie omosessuali sono di fatto genitori, per l’affido temporaneo di un bambino ad uno dei duei adulti o perché crescono i figli biologici di uno.
    Oltre le statistiche ci sono le esperienze di questi bambini, che dovrebbero essere ascoltate senza pregiudizi, morali o religiosi che siano.

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