Ultima modifica 19 Febbraio 2013

La vicenda di Oscar Pistorius fa male. Io non sono un’atleta, non ho mai praticato sport se non a livello amatoriale, ma ammiro gli agonisti, soprattutto quelli dell’atletica leggera. Fatica, sudore, impegno, tutto per essere i migliori, a pochi decimi di secondo dall’ultimo classificato. A questo si aggiunge una grave disabilità, a cui ha fatto fronte con coraggio e determinazione.

Tempo fa, in occasione delle Olimpiadi di Londra, lessi un’intervista in cui ringraziava lo sprone datogli dalla sua mamma, morta quando era piccolo: gli diceva “gli altri per uscire indossano le scarpe, tu indossi le gambe. Non c’è differenza”. Cosa sia successo in questi anni per renderlo una persona in grado di commettere un omicidio premeditato non ci è dato saperlo. Adesso vengono allo scoperto la sua passione per le armi, il carattere irascibile e quant’altro.

Anch’io ho fatto una battuta cinica su facebook, e molte delle battute ciniche che si leggono sui social network in questi giorni sono dettate dall’incredulità. Hai fatto tanto, hai fatto di tutto per essere un Campione, e poi ti dimostri un omuncolo come tanti, che uccide la fidanzata (la modella Reeva Steenkamp) per gelosia? E’ un fatto gravissimo, perché credo che tanti lo portassero ad esempio, non per niente è emblematica questa foto, che è la foto sul suo profilo Twitter, in cui è ritratto con una bimba con le sue stesse amputazioni.

Ha distrutto la speranza di normalità, perché non sarà una vicenda facilmente dimenticabile.

O.J. Simpson era una persona con normali responsabilità, nonostante fosse un campione dello sport: Oscar Pistorius no, aveva doppie responsabilità.

 

Sara Evangelisti

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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