Pagamento parcheggi blu a Roma nel caos!

Ultima modifica 21 Agosto 2017

Il 1°settembre 2014, indignata come neanche il più indignato degli indignados scrissi una lettera al sindaco di Roma per far presente quanto fosse iniqua la nuova disciplina tariffaria appena entrata in vigore per la regolamentazione del parcheggio sulle strisce blu.

Gli aumenti delle tariffe dei parcheggi blu a Roma

parcheggio strisce blu roma

L’aumento della tariffa prevedeva il passaggio da 1 euro ad 1.50 per 1 ora di sosta. Quello che contestai fu l’abolizione dell’agevolazione mensile (€70) insieme a quella giornaliera (€ 4 per 8 ore) perché penalizzanti in particolare i romani o i pendolari che utilizzano la propria auto per raggiungere il posto di lavoro.

Riporto l’ultimo passaggio della mia lettera:
“Con l’ abolizione delle tariffe agevolate il costo a mio carico sarebbe di 1 euro e 50 centesimi per 9 ore di sosta giornaliere pari a € 13,50 per un totale di €270 circa mensili!
Tengo a precisare che l’analisi costi benefici che mi ha portato alla scelta dell’auto privata rispetto al mezzo pubblico comprende non solo il costo economico ma anche una serie di elementi quali: l’eventuale scippo, il maniaco arrapato (e non intendo far sorridere… ANZI) , l’attesa del mezzo e la periodicità dello sciopero del trasporto pubblico.
Comprendo come lo spirito della novità voleva essere quello di spingere all’utilizzo del mezzo pubblico, ma credo purtroppo che per quanto riguarda la città di Roma non trovi alcuna applicazione. I mezzi pubblici non sono efficienti sotto tutti i punti di vista.
Chiedo che sia considerata l’idea di una riduzione della tariffa per la sosta almeno solo per chi dimostri di raggiungere il posto di lavoro. Potremmo ipotizzare delle tariffe agevolate per le aziende che acquistino direttamente dei carnet da rivendere ai dipendenti (?).
Grazie per l’attenzione.
Cittadina che abita a Roma SudOvest e lavora a Roma Nord.
Graziana Le Donne”

Arrivò entro 24 h la risposta di Laura Costantini dell’ufficio del Gabinetto del Sindaco, la quale srotolò tutta una serie di infinite iniziative riferibili al Piano generale del traffico urbano (PGTU). La responsabile dei rapporti del sindaco con i cittadini voleva persuadermi che avremmo presto potuto godere dei benefici sulla rinnovata mobilità.
Leggo dalla risposta di Laura Costantini del 2 settembre 2014:
“Ora questa Amministrazione intende “cambiare rotta” e, negli scorsi mesi, l’assessorato capitolino alla Mobilità ha messo a punto il nuovo Piano generale del traffico urbano (PGTU), fondamentale strumento di programmazione a medio periodo per la razionalizzazione dell’esistente e premessa strategica al PUM – Piano Urbano della Mobilità, il futuro sistema di infrastrutture a servizio della mobilità cittadina. Entro febbraio il PGTU verrà adottato dalla Giunta capitolina……”
“Obiettivi principali del nuovo piano: un aumento del 6% dell’uso del Trasporto Pubblico Locale (TPL); aumento del 20% sia della velocità sulle strade di grande viabilità che degli utenti serviti; incremento del 40% delle corsie preferenziali e, in tema di sicurezza stradale, dimezzamento delle vittime di incidenti entro il 2020. Per la ciclabilità, è previsto il raggiungimento del 2% dell’uso sistematico della bici anche attraverso il rilancio del Bike sharing con 80 ciclostazioni e 1.000 biciclette in più. Quanto al Car sharing, l’obiettivo è triplicare l’offerta introducendo, accanto al servizio già in vigore, fino a 2.500 veicoli per il servizio a flusso libero.
Altri elementi portanti del PGTU sono: isole ambientali per l’intero centro storico e una in ogni municipio; gestione centralizzata e coordinata dei semafori. Interventi di riorganizzazione del sistema di distribuzione delle merci sono stati individuati nel controllo degli accessi nei varchi elettronici, nell’estensione nella zona 2 della tariffazione degli stalli merci, in un sistema di prenotazione degli stalli disponibili e nella realizzazione di transit point per accorpare le merci e ottimizzare la distribuzione. Applicazione massiccia delle nuove tecnologie digitali a servizio della mobilità, in particolare sui sistemi di informazione all’utenza, monitoraggio del traffico e controllo dei punti critici della rete stradale.
Capirà che le tariffe relative alla sosta sono una piccola parte di un piano finalmente generale e che “ripensa” completamente la mobilità della nostra città.
Per quanto detto in premessa si è cercato quindi di prendere in considerazione iniziative che inducano alla riduzione dell’uso delle auto a favore di forme di mobilità sostenibile. Sono consapevole che i risultati di queste scelte si potranno apprezzare solo nel medio e lungo periodo ma mi auguro che quanto prima i cittadini romani possano apprezzare il coraggio di questa Amministrazione che sulla mobilità, come ad esempio sulla gestione del ciclo dei rifiuti, ha messo in campo una vera e propria “rivoluzione” culturale ed organizzativa.
Resto a disposizione per ogni ulteriore approfondimento e a nome del Sindaco, Ignazio Marino, e mio personale la saluto cordialmente.”

strisce-blu-

Il 17 marzo scorso il TAR del Lazio ha accolto il ricorso del Codacons presentato contro gli aumenti suddetti stabiliti nella delibera 48 del 29 luglio 2014 (al solito le giornate per creare gli aumenti sono quelle a ridosso dell’estate!).
Nella sentenza si legge che “non è qui in discussione il fatto che le strisce blu costituiscano ormai in tutto il mondo uno degli strumenti essenziali per la limitazione della circolazione, al fine di superare le enormi criticità ambientali dell’inquinamento acustico ed atmosferico per i centri storici e le aree immediatamente adiacenti. L’oggetto delle doglianze dei ricorrenti è infatti rappresentato dalle modalità con cui tale fine è stato perseguito, a causa del mancato bilanciamento di tutti i valori in gioco”. Occorreva quindi dover considerare l’interesse legittimo dei cittadini!
Il presidente del Codacons Rienzi è soddisfatto del risultato. E’ allo studio una analisi di fattibilità per la verifica di una eventuale possibilità di rimborso a chi avesse pagato le tariffe maggiorate nei mesi che vanno da settembre 2014. Bel colpo per l’assessore alla Mobilità Improta che intende ricorrere al Consiglio di Stato. La sentenza – dichiara Improta – è culturalmente sbagliata. Il Tar fa valutazioni politiche che non ci convincono proprio”, avrebbe concluso.

Pagamento parcheggi blu a Roma

La situazione oggi è l’anarchia. E’ possibile parcheggiare ovunque sulle striscie blu senza pagare.
L’Atac, successivamente allo stop del Tar, ha deciso di rimuovere gli ausiliari dall’attività di controllo delle tariffe nelle aree di parcheggio. Sarebbe una ipotesi irrealizzabile quella di far controllare i ticket posti sulle auto tenendo conto della differenza tra vecchia e nuova tariffa!

parcheggio strisce blu roma2
E allora i dipendenti dell’Atac preposti a questa attività sono stati letteralmente spostati per i controlli ai tornelli della metropolitana o ai parcheggi di scambio.
Questa situazione è a dir poco grottesca! Così come in poco tempo sono stati aggiornati i parchimetri, quando a settembre si è passati da 1 euro a 1,5 l’ora, perchè mai oggi Atac SpA dichiara di poter ripristinare i software dei 2.500 dispositivi presenti con un tempo tecnico di fermo necessario pari addirittura ad un mese? Le perdite per il mancato guadagno relativo ai ticket che non saranno più acquistati, ammonterebbero a settantamila euro al giorno! Atac Spa è una partecipata diretta di Roma Capitale!
Quanto di questa perdita il Comune ribalterà sul cittadino?

Graziana Le Donne

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