Il mio secondo congedo parentale da papà

Ultima modifica 5 Dicembre 2019

Poco più di un anno fa mentre in vacanza in Italia raccontavo che dopo l’estate avrei iniziato il mio secondo congedo parentale notai molta curiosità.
Gli amici e la famiglia mi chiedevano come avrei speso le mie giornate nei quattro mesi che mi attendevano a casa con Sofia.
Se avessi passato il tempo a cambiare pannolini e preparare pappe, se me la sarei cavata bene a gestire una bimba di nemmeno dieci mesi.
Nacque così in me l’idea di scrivere un diario del mio congedo parentale per condividere quell’esperienza con parenti ed amici.

Visto che io abito in Svezia e loro per la maggior parte in Italia o in giro per il mondo ecco che il diario ha assunto la forma di un blog.

congedo parentale

Dopo qualche settimana che scrivevo l’Unione Europea ha iniziato a discutere di congedo parentale obbligatorio per i papà ed io, forse visto che ho due figlie femmine, nel frattempo avevo appena letto “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini.

Il diario, anche grazie ad un paio di articoli su Corriere e Repubblica ed una intervista con Radio Rai, è quindi “cresciuto” ed il blog è diventato un posto dove parlare della mia esperienza con le mie figlie, ma anche di paternità in generale, di congedo parentale per i papà, di pari opportunità e naturalmente dei mille dubbi che passano nella testa di un genitore.

So che la Svezia non è l’Italia e che è più facile organizzare 9 milioni di persone piuttosto che 59, ma è anche vero che nel 1974 solo il 2,5% dei papà prendeva il congedo parentale.

La prima vera campagna nazionale per invitare i papà svedesi a prendere il congedo è del 1978.

A volte con il blog cerco quindi di spezzare una lancia affinché anche in Italia si faccia più intensa la discussione su un congedo per i papà che vada oltre le 2-3 settimane.
Mi piace poi leggere tutti i commenti, imparare dallo scambio di esperienze.
E a volte è semplicemente un ponte fra l’Italia e la Svezia per far condividere con i nonni foto, risate, emozioni e quei momenti di trascurabile felicità che ti dà l’essere genitore.

10 cose che ho imparato durante il congedo parentale

1. Passa molto tempo con il bambino/la bambina – Non ho mai sentito nessuno dire che “i miei genitori passavano troppo tempo con me”, ma ne ho sentiti tanti dire il contrario

2. Non calcolare se conviene economicamente – Parafrasando la pubblicità di una carta di credito: non ha prezzo. Certe cose non si possono comprare.

3. Goditi ogni istante – Il tempo passa velocissimo

4. Goditi i contrasti – Quando gattonano desideri che imparino a camminare presto. Appena imparano a camminare ti manca quando non lo sapevano fare. Stessa cosa per il parlare…

5. Riscopri il bambino che c’è in te – ma non rubargli tutti i pezzi del lego…

6. Fallo per la carriera – si impara a prendere decisioni veloci (finisco di leggere il giornale o salvo la bambina dal mettere le dita nella presa della corrente) a comunicare decisioni “difficili” in maniera efficace (non si dice “vuoi i broccoli?”, ma “vuoi i broccoli o gli spinaci?”) ed a gestire conflitti (e se riesci a far andar d’accordo tre bimbi che litigano per una paletta gestire un consiglio di amministrazione è facilissimo…quelli almeno non ti tirano la sabbia in bocca).

7. Fallo per te – che sia solo un cambiare pannolini e consolare il bimbo che piange di continuo è una bugia inventata dalla lobby delle tate e delle nonne per divertirsi solo loro con i bimbi.

8. Scrivi un blog o comunque tieni un diario – sarà divertente rileggerlo con il bambino fra molti anni (e se tieni un blog si conoscono tante persone stupende)

9. Usa il bimbo come allenamento – puoi sollevarlo per allenare braccia e spalle, fare lunghe passeggiate con il passeggino per migliorar la condizione…e dargli in mano qualcosa di fragile per allenare i riflessi.

10. Se vuoi sapere cosa possono essere certe macchioline rosse sulla pelle non usare internet – potresti credere che tuo figlio ha una rarissima malattia tropicale quando erano solo spruzzi di ketchup!

Stefano Dell’ Orto

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