I paracolpi

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Ultima modifica 17 Marzo 2016

 

Il passaggio dalla culla al lettino dovrebbe avvenire più o meno intorno ai sei mesi.

paracolpi lettino

In questa età il bambino ha delle dimensioni “ridotte” e così il lettino per lui è ancora un oggetto un po’ troppo grande, all’interno del quale può “perdersi” oltre che agitarsi, con il conseguente rischio di finire contro le sbarre.

Soprattutto se il bambino nel corso della notte si agita parecchio può capitare che sbatta contro le sbarre portandolo non solo a spaventarsi, ma anche farlo incastrare nelle sbarre stesse.

Ovviamente tutto questo lo costringerà a svegliarsi e ad urlare nel corso della notte, obbligando così la mamma non solo ad alzarsi, ma probabilmente anche a fare fatica a calmarlo e a farlo riaddormentare.

Esiste però un oggetto il cui compito è proprio quello di ridurre se non eliminare questo problema/fastidio: i paracolpi.

I paracolpi si attaccano alle sbarre del lettino per renderle morbide, infatti sono fatti di cotone imbottito e hanno la stessa consistenza, morbidezza di un cuscino, per cui quando il bambino, durante il sonno, si agita e si sposta dalla posizione “classica”, non se ne rende conto in quanto va a sbattere contro qualcosa di morbido.

I paracolpi “classici” esistono da molti anni, con il passare del tempo ne sono state realizzate delle versioni un po’ più carine.

Alcune hanno la forma di un animale assolvendo così un duplice compito: proteggere il bambino durante la notte o il sonnellino pomeridiano e venire usati dal bambino stesso come peluche da abbracciare durante la nanna o per giocare negli altri momenti della giornata.

A volte il paracolpi viene usato in abbinata a dei cuscini lunghi e stretti (che ricordano il cuscino per l’allattamento) il cui scopo è di ridurre lo spazio nel letto in modo che il bambino si senta un po’ più protetto.

Laura Zampella

 

 

 

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