Perchè vedere Glassboy. La recensione del film

Ultima modifica 21 Gennaio 2021

Come anticipato nel resoconto della conferenza stampa, esce il primo febbraio 2021 Glassboy, il film per ragazzi diretto dal regista e sceneggiatore Samuele Rossi, sulle principali piattaforme on demand (Sky Primafila, Google Play, Infinity, Apple tv, Chili, Rakuten Tv, The Film Club e Io resto in Sala). Il film è liberamente ispirato al romanzo Premio Andersen “Il Bambino di Vetro” di Fabrizio Silei.

Glassboy

Nel cast Andrea Arru nel ruolo del protagonista Pino, il bambino di vetro, Loretta Goggi nei panni della nonna, Giorgia Wurth, Massimo De Lorenzo, Giorgio Colangeli, David Paryla. E poi gli Snerd, Rosa Barbolini (Mavi), Stefano Trapuzzano (Ciccio), Gabriel Mannozzi De Cristofaro (Domenico), Mia Pomelari (Mei Ming) e gli antagonisti Luca Cagnetta (Gianni), a capo della banda rivale,  Emanuele De Paolis e Stefano Di Via.

La storia

Pino è un bambino di 11 anni, che a causa di una malattia ereditaria vive isolato nella sua grande villa, lontano dal mondo e dai coetanei che può osservare soltanto attraverso una finestra. Sogna di far parte degli Snerd, uno gruppo di ragazzi che si incontra nella piazza del paese davanti alla sua finestra. Diventeranno amici grazie a Mavi, la leader del gruppo, che lo sfida a trasgredire le rigide regole imposte dalla famiglia e a superare l’isolamento.

Glassboy film

Il film Glassboy racconta un viaggio verso l’emancipazione, superando le fragilità non solo di Pino ma di tutti i ragazzi. Pino, con l’aiuto di Mavi, Ciccio, Mei e Domenico, dovrà decidere di combattere per dimostrare che anche lui merita una vita come gli altri ragazzi. Lo fa utilizzando un registro favolistico, un linguaggio che parla direttamente ai ragazzi.

Glassboy racconta la fragilità dell’infanzia, della necessità profonda del gruppo dei pari per passare dalla condizione serena dell’infanzia a quella del mondo adulto.

Nonostante Glassboy sia stato realizzato prima della diffusione della pandemia che ha cambiato così profondamente il nostro modo di vivere, per una particolare coincidenza parla di un bambino che non può uscire di casa per colpa di una malattia, che vive una vita mediata, separata da quella dei coetanei e che osserva la vita attraverso un vetro.

In una delle scene si esulta perché Pino finalmente può andare a scuola!

Glassboy film

Si rivolge ai ragazzi ma anche ai genitori: anche il troppo amore può essere pericoloso. Davvero possiamo proteggere i nostri figli da tutto? E’ giusto tenerli lontani dai rischi, metterli sotto una campana di vetro per tenerli al sicuro?

Perchè vedere Glassboy?

Perché è una bella storia. Nel film Glassboy la malattia è solo un espediente per raccontare le difficoltà di diventare grandi. Perché parla di amicizia, uno per tutti e tutti per uno. Perfino i bulli non sono così bulli, e quando c’è da dare una mano non si tirano indietro. Nessuno è perfetto, ognuno ha il suo punto debole. Pino ha la sua malattia, Mavi deve fare i conti con la morte di sua madre e la reazione arrabbiata di suo padre, Ciccio pensa continuamente al cibo e non riesce a trattenersi nemmeno quando devono nascondersi dal perfido Fidenzio, ma non importa, insieme sono una squadra sgangherata, ma fortissima.

E’ una storia universale, senza tempo e senza luogo. Smartphone e tablet fanno solo capolino ogni tanto, le protagoniste assolute sono le biciclette, e quando succede qualcosa gli Snerd esclamano “porca paletta!”

Poi c’è Loretta Goggi in una insolita veste di “cattiva”, tra Crudelia Demon e Il Diavolo veste Prada. I costumi sono molto curati, gli abiti che indossa sono bellissimi, e secondo quanto dichiarato dall’attrice, il regista Samuele Rossi ha curato molto i dettagli, sottolineando con i colori indossati l’evoluzione e gli stati d’animo del personaggio.

Glassboy film

Sono presenti una serie di citazioni, omaggi del regista ai film della sua giovinezza: come non associare il perfido ma buffo precettore Fidenzio a Edgar, il maggiordomo degli Aristogatti? Gli Snerd sono un omaggio ai Goonies e la scena delle biciclette non può non far venire in mente ET.

Il film l’ho visto con Lucrezia, 9 anni, che ha apprezzato molto sia la storia, sia il tono leggero scelto per raccontarla, tra la commedia e la favola.
Si è arrabbiata molto con la nonna, ha fatto il tifo per Mavi durante le gare contro i bulli e ha riso molto.

Spaventometro 0

E’ un film per tutti, il tono è leggero e non ci sono momenti che possono far paura nemmeno ai più piccoli.
Si tratta però di una storia che racconta le vicende di un gruppo di preadolescenti, quindi può essere apprezzato maggiormente dalla fascia di età 8-12 anni.

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