Ultima modifica 7 Agosto 2020

Sabato 24 febbraio siamo stati con Mattia al Teatro dell’Angelo nel quartiere Prati.
La nostra prima volta sia per la location che per lo spettacolo.

Mio figlio era molto curioso di conoscere Peter Pan e Capitan Uncino dal vivo.
Lo spettacolo, dal libro di J.M. Barrie, per la regia e l’adattamento di Alessia Baldini, è portato in scena dalla compagnia teatrale Little Smile.

L’attesa è stata impaziente nel foyer del teatro, tanti bimbi con mamme e papà e nonni… sì perché lo spettacolo di sabato alle 15:30 e della domenica alle 11 fa parte dell’iniziativa “Nonno, mi porti a teatro?”, una rassegna dedicata ai bambini partita il 14 ottobre 2017 che durerà fino al 25 marzo 2018. Lì abbiamo incontrato pure un’amichetta di scuola, così è stato anche più bello condividere questa storia adatta a piccoli e grandi.

“Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino…”

Così inizia l’avventura con Spugna, il nostromo del galeone di Capitan Uncino, che arriva dalle scale laterali, un particolare questo che aiuterà gli spettatori, favorendo una maggiore vicinanza con i protagonisti e alle vicende della storia. Gli attori protagonisti che arrivano in mezzo ai corridoi rendono la storia più viva e partecipe, abituano i bimbi alla meraviglia di trovarsi Peter Pan o gli Indiani o il famoso coccodrillo in mezzo al pubblico.
La spettacolare danza di Trilly incanta tutti, la sua magia è davvero forte, ma la dolce fatina non sopporterà la presenza di Wendy, che Peter Pan ha portato sull’Isola che non c’é insieme ai fratelli Gianni e Michele.

Neanche la bellissima sirena, amica del nostro protagonista, accoglie bene la presenza della nuova arrivata, che invece i bambini Sperduti adoreranno a tal punto da chiederle di diventare la loro madre.
I Bimbi Sperduti: sei ragazzini in pigiama di animali, che vedono Peter come loro leader.
La leggenda di Peter Pan infatti, è così popolare fra i bambini del mondo che ogni notte, il ragazzo decide di portare con sé i figli delle famiglie per portarli sull’Isola e far provare loro la felicità di non crescere mai, per poi riportarli a casa; i Bimbi Sperduti quindi, sono gli unici bambini che si sono rifiutati di tornare dalla loro famiglia, decidendo di restare insieme a Peter.

Gianni e Michele partono con i Bimbi Sperduti per trovare gli indiani dell’Isola, che invece li catturano credendo che siano i responsabili del rapimento della figlia del capo, Giglio Tigrato.
Gli indiani, che con il loro allegro richiamo arrivano sulla scena, catturano l’attenzione di tutti i bimbi in platea che provano ad aggregarsi vocalmente alla ciurma.
L’irresistibile ticchettio dell’orologio che ha ingoiato il coccodrillo anticipa l’entrata del temuto animale che farà tremare dalla paura il coraggioso Capitan Uncino.

Per 50 minuti si ha la sensazione di vivere in una realtà parallela, dove la magia regna sovrana e dove ci si diverte in mezzo a tanti protagonisti, si gioca, si raccontano storie, si litiga, si è tutti bambini.

Del resto Peter Pan è a capo di tutta la ciurma, ed è lui il primo che si rifiuta di crescere, ma tanto poi la strada la trovi da te… quindi perché non continuare a sognare?

Uno spettacolo nel quale non ci si annoierà mai, anzi, sembra che la storia finisca in un batter d’occhio, nessun momento di paura, grande fervore per i momenti di duello con le spade, consigliatissimo a bimbi e adulti di qualsiasi età! Non a caso le due messe in scena previste per sabato 24 e domenica 25 febbraio, sono state entrambe soldout!

Bravissimi tutti gli interpreti di questo grande classico, anche gli attori più piccoli. Chicca finale: la foto ricordo con i protagonisti…una fila che nemmeno per un autografo del mio più grande idolo! V
edere gli occhi lucidi di emozione in un bambino abbracciato a Peter Pan e Capitan Uncino non è da tutti i giorni, quindi viva l’Isola che non c’è!

® Riproduzione riservata

37 anni, siciliana di origine ma romana di adozione. Psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta, adoro viaggiare, ascoltare musica e perdermi nelle librerie a curiosare tra le copertine dei libri odoranti di nuovo, sperando un giorno di poterli leggere…

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here