Poche ore di sonno e troppe ore di scuola?

Ultima modifica 20 Giugno 2019

Secondo questo articolo apparso pochi giorni fa sul web in Italia sono troppe le ore di scuola. La scuola comincerebbe troppo presto per i ritmi del bambino e dell’adolescente che, a causa di equilibri ormonali, non riuscirebbe ad addormentarsi prima delle undici di sera. Svegliarsi quindi alle sette/sette e mezza per essere puntuale a scuola alle otto comporterebbe troppe poche ore di sonno.

Secondo tali studi quindi la scuola dovrebbe iniziare almeno dopo le nove di mattina per permettere ai bambini di riposare adeguatamente e di iniziare le lezioni freschi e riposati. Sempre secondo tali studi l’Italia sarebbe anche il fanalino di coda per ciò che riguarda l’adeguamento dell’organizzazione didattica a quella biologica: le ore di scuola sono troppe e sono mal distribuite durante l’anno.

Alimentazione-Sonno-Bambini

Il discorso è sicuramente articolato e complesso e tocca parecchi punti.

Inizio della scuola: Personalmente sarei favorevole a far iniziare le lezioni dopo le 8,30 o alle 9,00. La mattina (specialmente di lunedì) i bambini sono così addormentati che è difficilissimo fare lezione! C’è però da dire che le scuole che fanno solo le lezioni antimeridiane (senza pranzo a scuola, per intenderci), devono iniziare alle otto per garantire le 27 o 30 ore settimanali. Iniziare dopo significherebbe spostare l’orario di uscita alle 13,00 che potrebbe essere tardi specialmente per chi si trova ad abitare dall’altra parte della città.

Tempo pieno vs Tempo normale: Le scuole a tempo pieno sono ormai richiestissime dalla nostra società. I genitori lavorano (e chi ha la fortuna di avere un lavoro se lo tiene stretto) e spesso anche i nonni, sempre più lontani dall’età della pensione. Otto ore a scuola sono comunque tante perché non si stacca mai. A tutto ci si abitua e i bambini che frequentano il tempo pieno non escono (a parte qualche eccezione) stremati ma le ore sono tante specialmente perché la didattica non è quasi mai variata e si sta moltissimo tempo seduti. A questo proposito è interessante leggere questo articolo in cui si parla di alcune esperienze didattiche in Trentino: i bambini imparano a condividere ma la didattica è essenzialmente laboratoriale.

Le vacanze estive: Punto dolente e molto dibattuto. Fermo restando che l’Italia ha più vacanze estive concentrate nei mesi giugno/luglio/agosto ma più giorni di scuola rispetto agli altri Paesi Europei (circa tre settimane in più), probabilmente si potrebbe pensare ad una diversa distribuzione delle pause didattiche durante l’anno per far avvicinare la didattica ai ritmi di apprendimento del bambino.

Certe innovazioni sono forse difficili da attuare perché ormai il lavoro dei genitori e le attività extrascolastiche dei figli sono organizzate in un certo modo ma non bisogna dimenticare che la didattica deve seguire ed adeguarsi al bambino e non viceversa.

Arianna Simonetti

2 COMMENTS

Rispondi