Poco più di un mese dalla prima scossa

Ultima modifica 20 Aprile 2015

…la terra ancora trema in Emilia. Lo sciame non si è ancora fermato, anzi qualche giorno, o qualche notte, le scosse diminuiscono di numero, ma poi riprendono più frequenti e numerose.

Difficile è la vita, ma mi sorprende la calma, la serenità unite alla tristezza della gente che lì vive, e che ha perso tutto o buona parte delle “cose” radunate in una vita e che vedono tutt’ora minacciate le loro case, magari intatte, ma situate in prossimità di una torre di un campanile antico, mortalmente feriti, e che ogni nuova scossa potrebbe far crollare.

Pensare che avevano previsto il possibile verificarsi di un terremoto in quelle zone, e questa volta era stato l’ente statale che si occupa dei fenomeni sismici a comunicarlo, per iscritto, alla Protezione Civile, e non uno scienziato (?) screditato che aveva vantato, prima e dopo ad onor del vero, di aver previsto il sisma dell’Aquila.

Ma, ora come allora, la ProtezioneCivileaveva liquidato la questione con la scusa che nessuno può prevedere i terremoti, parole che Gabrielli ha ripetuto anche dopo aggiungendo che non si poteva fare nulla anche perché il territorio interessato era troppo vasto, l’ indicazione tempistica troppo lunga e ha ulteriormente commentato: “Che si poteva fare? Evacuare tutti gli abitanti? Per quanto tempo e dove? E come si sarebbero potuti mantenere? Assurdo!

Ma, dico io, visto che la zona fino ai primi anni 2000 non era considerata sismica, e solo dopo quella data era stata accertata la sua sismicità, con la conseguenza che tutto il costruito non aveva tutte le caratteristiche né gli accorgimenti necessari per sostenere un terremoto, non potevano allertare i vigili del fuoco e far loro compiere verifiche e imporre accorgimenti atti a preservare dal crollo i capannoni industriali e le case?

Senza suscitare allarmismi, solo per dovere d’ufficio vista la modifica del pericolo sismico in quell’area?

Ma forse è chiedere troppo alle teste (non)pensanti che sono ai vertici, che dovrebbero prendere decisioni, che dovrebbero preoccuparsi della prevenzione e non di piangere i morti e cercare, non riuscendo mai completamente a riparare i disastri.

E questo non è tutto.

Mi ero sempre chiesta che cosa succede nel sottosuolo quando si estrae il petrolio. Lascia da qualche parte un vuoto? Una caverna? E la volta, le pareti reggono? Quando si scava una galleria, si fora una montagna o si scende nel profondo per estrarre minerali, è giocoforza puntellare adeguatamente volta e pareti per evitare crolli, che pure qualche volta avvengono.

Chi puntella le caverne lasciate dal petrolio?

Ci è stato detto che non era quella la causa dei terremoti, perché altrimenti che cosa dovrebbe accadere in Texas o nei paesi medio orientali?

Navigando in internet ho scoperto che uno studio commissionato a degli scienziati russi affermava che trivellare aveva portato a terremoti, fino al grado settimo, nelle zone desertiche dell’ Uzbekistan, zone dichiarate non sismiche.

Sapete 514, cinquecentoquattordici pozzi sono stati trivellati in Emilia (un numero enorme per quella zona così densamente popolata) e ben 60 sono già stati dismessi.

Per estrarre petrolio o gas. Con il fraking?

Dicono di no! Che non hanno ancora iniziato con questa pratica, ancora! Quindi è prevista?

Sapete cos’ è il fraking? E un sistema per estrarre gas o petrolio da terreno che invece di fare scendere una trivella, manda giù,  sempre più in profondità, un miscuglio di roba chimica ad alta pressione che causa piccoli terremoti che frantumando la roccia porosa ne fanno scaturire il gas che viene catturato e commercializzato.

Dicono che queste scosse sono di bassa intensità, però quanto bassa è questa intensità? Dicono 2, 3 o anche 4 gradi, ma non ci spiegano se in zone ad alto o basso rischio sismico, per loro non fa differenza!

Ma il pericolo viene soprattutto dai pozzi dimessi nei quali vengono versati i materiali di risulta di quelli attivi, materiali che sono costituiti da un magma chimico, molte volte radioattivo, che viene tenuto ad alta pressione e questo è il punto.

L’alta pressione spinge questo magma contro la roccia che lo circonda modificando gli equilibri della faglia sismica, di per se stessa già instabile.

E questo, tra gli altri, lo asserisce il Servizio Geologico degli Stati Uniti, non il primo pirla che passa!

Traetene le conseguenze!

Francia e Bulgaria hanno vietato tale pratica,La Germaniane sta discutendo, il Regno Unito dopo aver permesso la sua pratica che è iniziata nei pressi di Blakpool, dopo che si sono avvertite scosse sismiche di una qualche intensità, ha sospeso i lavori e sta pensando di vietarli.

Negli Stati Uniti ci sono stati problemi in Arkansas, in Ohio, in Oklaoma e nel Texsas e in alcuni stati c’è già una moratoria molto lunga.

Questi piccoli terremoti si sono verificati in zone non sismiche e hanno raggiunto i 4.7 gradi, pensate in zone non sismiche!

 

Nonna Lì

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