Poi scopri che tuo figlio è gay…

Ultima modifica 14 Ottobre 2019

Potrebbe succedere ad ognuna di noi. Scoprire che il proprio figlio/figlia è gay.
Dapprima la reazione è scioccante a meno che non siamo persone di vedute veramente ampie.
Vediamo come affrontare la situazione.
Innanzi tutto potremmo trovarci spiazzate. Ci domanderemo se abbiamo sbagliato qualcosa noi. Se è un fattore genetico. Ci documenteremo. Parleremo con una psicologa. Ma poi, quando sarà chiaro che la sua omosessualità dovrà essere accettata si presenterà un altro ben più importante problema: lo prenderanno in giro? Soffrirà ?

mamma-e-figlio

Si, care mamme. Ci saranno momenti in cui soffrirà perché la nostra società gioca a fare la MODERNA ma in realtà non siamo ancora pronti. Assolutamente. Io ho amici gay che stimo parecchio per il coraggio col quale hanno affrontato questa che viene definita ”diversità”. I miei amici sono persone colte, intelligenti , molti di loro sono persone affermate. Non sono quel tipo di gay che manifestano con strafottenza la loro omosessualità. Anzi. Sono molto meglio di donne che sfoggiano la loro femminilità o di uomini che mostrano la loro virilità in maniera subdola e fastidiosa.
Ho parlato con Claudia, mamma di Stefano ( nomi inventati per proteggerli dal pettegolezzo ). Ho voluto capire come hanno affrontato il discorso e come vivono questo momento.

Che mio figlio fosse gay, l’ho capito da sola. Sono sua mamma. È dalla scuola elementare che ho questo sospetto che si è intensificato con l’adolescenza. Mio figlio non giocava a calcio. Non aveva poster di starlette televisive. Leggeva molto, si interessava di moda. Non usciva mai con nessuno. Poi al liceo ha iniziato ad uscire con un suo compagno piuttosto effeminato .
Io e mio marito ne abbiamo parlato spessissimo prima di averne la conferma. Lui non si dava pace. Forse per un uomo è più difficile accettarlo. Il nostro unico figlio che non ci avrebbe reso nonni….
Poi un giorno mi convoca l’insegnante di Inglese di mio figlio e mi dice che a scuola è spesso vittima di scherno. Alcuni lo prendono in giro per la sua fragilità. Ed io le ho detto di avere il sospetto che fosse gay. Quest’insegnante mi ha ” illuminata “. Mi ha detto di parlare con lui perché si trattava del bene di mio figlio. In quel momento avrei dovuto proteggerlo e il mio appoggio gli avrebbe dato più forza per affrontare i pregiudizi.
Abbiamo parlato, è stato il discorso più difficile della mia vita. L’ho chiamato dopo cena. Era in camera sua a studiare. Lui è sceso e mi ha abbracciata chiedendomi se mi sentissi stanca o se avessi brutte notizie perché ero piuttosto pallida….
( Ci fermiamo un attimo perché Claudia si commuove …).
Tuo marito era lì? Chiedo io…

No. Ho preferito fossimo soli. Ci siamo seduti e io gli ho semplicemente sorriso dicendogli ” sai che sono la tua mamma vero? Sai che io ti amo incondizionatamente… Pensi di dirmelo che sei gay o facciamo finta di niente per sempre?” Dopo un attimo di silenzio in cui lui ha abbassato gli occhi si è alzato e mi ha abbracciata. Ha pianto per un bel po’ ed io con lui. Un pianto liberatorio. Solo in quel momento ho capito quanto può aver sofferto. E nello stesso momento mi ha assalito una forza micidiale. Avrei difeso e incoraggiato mio figlio per sempre. A costo della mia vita. Abbiamo aspettato che rientrasse papà e glielo abbiamo detto. Io gliel’ho detto.

È diventato tutto rosso. Era imbarazzatissimo. Poi ha fatto una battuta per alleggerire l’atmosfera, ha detto “l’importante è che non ti metti i vestiti della mamma che ti starebbero larghi…”.
Poi lo ha abbracciato.

Da quel momento mio figlio ha incominciato a vivere.

Abbiamo scoperto che in città, dove lui frequentava il liceo, aveva altri amici gay. Tutti ragazzi con sani principi e con tanti amici etero.
Io soffro ancora molto per lui. Non per la sua diversità perché per me lui è più normale di tanti suoi amici etero. Ma perché vedo gli sguardi della gente, le risatine, le battutine. È mio figlio ed io sto male per lui.

La domanda mi viene spontanea, questa società non è così moderna vero?
Claudia mi risponde: ”Non si tratta di essere moderni. Si tratta di equilibrio. Di delicatezza. Di intelligenza”.

Sono d’accordo. Se una persona è veramente intelligente, veramente open minded, veramente DONNA/UOMO allora non dovrebbe nemmeno far caso alle ”diversità”. Diverso da cosa? Da chi?
Dovrebbe parlare all’essere umano. Si dovrebbero guardare gli occhi di una persona, l’anima.
Claudia magari non diventerà nonna ma godrà di una felicità più grande: sapere suo figlio al sicuro, realizzato e felice.

Elisa Toscano

5 COMMENTS

  1. In una società che spesso tende a giudicare ed emarginare coloro che manifestano apertamente la propria omosessualità, non è per niente facile vivere serenamente il rapporto di coppia tra uomini dello stesso sesso, e questo determina numerosi conflitti interiori, e in primo luogo con i propri genitori. Questi ultimi hanno davvero tanta difficoltà ad accettare il proprio figlio gay, e spesso si chiedono perché sia successo proprio a loro, come se l’omosessualità fosse una malattia!

    Questo articolo fa riflettere: brava Elisa e grazie a “Claudia” per la sua testimonianza!

    Un saluto dalla Dottoressa MONICA CAPPELLO
    Psicologa – Sessuologa TORINO

    https://www.lenuovemamme.it/magazine/sesso-si-grazie/sessuologia-e-dintorni/

  2. Claudia non diventerà nonna… o forse si’!!! Complimenti a questa mamma e a tutte le mamme che amano i figli l, sempre e comunque. 🙂

    • Forse chissà , chi può dirlo.
      Questo è un altro argomento delicato…..
      Questa è una mamma speciale.
      E noi siamo con lei.

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