Ultima modifica 20 Aprile 2015

Questa volta è toccato al Presidente! Guai a chi tocca il Presidente! Parlo, naturalmente, di quello della res publica, perché al quello del Consiglio ne sono capitate di quelle…

Parliamo di quelle non influenti, di quelle penalmente non rilevanti, ovviamente, di quelle che fanno solo parte di un gossip pruriginoso e che fanno “chiacchiera”.

Ma, il Presidente della nostra Repubblica, è un intoccabile o quasi, non si tratta di Napolitano, è il presidente-pro tempore ad essere tutelato dalla nostra Costituzione, e questo, nell’intento dei padri, per preservarlo da attacchi subdoli e fuorvianti di chiunque  avesse un interesse non propriamente lecito.

Questo è quanto.

Non è stato, ovviamente, il telefono del Quirinale ad essere intercettato, ma quello del suo interlocutore, il sen. Mancino, indagato da Stato-Mafia.

Inchiesta che è portata avanti tra mille difficoltà, segreti di stato, menzogne e quant’altro.

Sarebbe bene che tutti, dico tutti  collaborassero per scoprire la verità ma, purtroppo, non è così.

Il senatore Mancino, a quel tempo, fu nominato ministro degli interni al posto di un altro parlamentare, nemico dichiarato della mafia, che non intendeva modificare, in alcun modo il regime del 41 bis, che era la richiesta dei capimafia per iniziare una trattativa post stragista.

Di questo Napolitano era perfettamente a conoscenza e lo credo abbastanza intelligente e “addentro alle segrete cose” da sospettare che le utenze di Mancino fossero intercettate, e opportunità avrebbe voluto che non rispondesse alle telefonate e si facesse negare.

Qualunque fossero i rapporti privati tra i due.

Nossignore, sicuro della sua impunità, sicuro delle prerogative a lui concesse dalla Costituzione, Napolitano rispose.

Ora tutti dicono che tali conversazioni sono ininfluenti, che non servono per l’inchiesta, che non sono state nemmeno sbobinate, ma… sapete il tarlo del dubbio è molto potente, si insinua nel cervello e non scompare.

Poi, soprattutto in questi momenti, quando la stima nei riguardi dei politici ha raggiunto i minimi storici….

Come sempre succede tutti i media si sono impadroniti della notizia e ognuno ne ha dato un’interpretazione diversa, anche i vari partiti hanno dato una diversa interpretazione, chi contro la procura, chi contro Napolitano.

Il giornale, addirittura, ha immaginato  il tenore della conversazioni:

Che ha fatto il nostro Presidente?

Prima si è indignato, poi ha invocato a gran voce le prerogative costituzionali a lui concesse, poi ha fatto ricorso alla suprema Corte perché la stessa dirimesse il conflitto di competenze, intimando alla procura di …. di che cosa?

Di cancellare quelle intercettazioni? E perché se le stesse sono assolutamente prive di ogni ambiguità? Se si trattava di innocue conversazioni tra due “vecchi amici”?

Perché non chiedere alla procura di renderle pubbliche, per far cessare tutte le problematiche, tutti i dubbi, tutte le incertezze?

Nossignori, Napolitano si trincera, come tutti i politici del resto, dietro i suoi privilegi.

Se ne fa uno scudo protettivo, dietro il quale nascondersi. Perché?

Non si accorge che così facendo ingigantisce i dubbi, mina la sua credibilità?

O, dietro, c’è altro?

 

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

2 COMMENTS

  1. ma non lo vedete che sono tutti uguali? diritti, prerogative,privilegi
    solo a quello pensano.
    E il resto…? ….niente

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