Promesse e realtà

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Siamo entrati in campagna elettorale e, more solito, i candidati, dai leader agli ultimi delle liste, si sprecano, dagli schermi delle tv come dai palchi nelle piazze, ad esaltare i loro meriti e a denigrare in modo feroce e settario i demeriti degli altri, con qualche distinguo, per carità, perché qualcuno viene  considerato nemico mentre qualcun altro competitor.
E poi si sprecano le promesse, la maggior parte vaghe, imprecise soprattutto quelle che riguardano le materie più importanti, quelle che interessano la vita della maggior parte degli italiani si riducono a noi agiremo diversamente, noi faremo…e via con una sequenza di paroloni e giri di parole, di esempi calzanti e non.
Ma anche quando si scende nel concreto trovano il modo di arruffare, di rendere poco chiaro il discorso, non focalizzano, almeno per ora, la campagna elettorale presentando soluzioni a problemi reali ma forniscono solo indicazioni sulla modifica dei massimi sistemi, dicono e non dicono, dicono e smentiscono subito dopo ma…non direttamente, divagando, uscendo dal seminato per poi rientrarvi forse, forse con lo scopo di confondere le idee della gente, forse perché credono che, così facendo, sono in grado di distogliere l’attenzione dalla smentita.
E , nel frattempo, la gente….vi faccio un esempio.
A Roma, un ambulatorio della Croce Rossa si rende cura di un buon numero di persone diversamente abili, tra cui bambini di 6 anni o poco più che hanno un infinito bisogno di supporto per sperare di vivere una vita quasi normale, di essere in grado di seguire le lezioni scolastiche e non di scaldare i banchi.
Supporto che non può in alcun modo essere offerto dalle loro famiglie, perché non ne sono  essendo necessaria la presenza di personale qualificato.
Alcuni di questi bimbi, con gravi problemi di linguaggio hanno bisogno della logopedista per riuscire a parlare, a leggere con buone probabilità di successo.
Ma l’ambulatorio chiude perché non ha più soldi, perché da tempo non paga più il personale, perché pur essendo una struttura indispensabile, chi si occupa dei pagamenti non la ritiene necessaria. 
Perché gli alti dirigenti, i parlamentari i grandi commissari di Stato ricevono regolarmente lo stipendio, per loro non si parla di dilazioni, di concessione di acconti e, pure con acconti o dilazioni, potrebbero lo stesso vivere, mentre gli operatori di quell’ambulatorio, dopo mesi di assenza di stipendio, non si possono più permettere di continuare ad operare gratis hanno bisogno di denaro per vivere.
Poi, qualcuno, si loda e viene lodato, per aver messo in sicurezza i conti dello stato, per aver ottenuto la riduzione dello spread (ma veramente per questo dobbiamo ringraziare Draghi), ma si defila quando si parla di economia reale, di fabbriche che chiudono, di aumento del costo della vita, dice, dicono, che abbiamo vissuto, noi popolo sovrano (lo dico con estrema ironia) al di sopra delle nostre possibilità, che abbiamo voluto e ottenuto un welfare insostenibile, che non ci possiamo più permettere e perciò tagliano le spese.
Non quelle voluttuarie, non i voli gratuiti, non i ristoranti a prezzi stracciati per pochi (?) intimi, non riducono le scorte non necessarie, non riducono i costi della politica, i loro immensi sprechi, no, loro tagliano la dove il denaro è necessario per la vita della gente comune.
E sapete qual è la loro scusa?
Che la riduzione degli sprechi non coprirebbe il fabbisogno, e allora perché tagliarle?
A che servirebbe, dicono loro, è solo pura demagogia, antipolitica, populismo.
Forse sarebbe solo un po’ di equità, forse, ma dubito, non coprirebbe per intero certi costi, certe necessità , ma servirebbero, aiuterebbero a pagarle.
Poi se, invece di volare alto e di demonizzarsi a vicenda, si calassero nella vita reale, nel mondo di tutti i giorni, forse, riuscirebbero a capire e porre qualche rimedio, ma lo faranno mai?
Rinunceranno a qualche privilegio, alla loro vita comoda?
Riusciranno anche solo a pensare che non è solo ed esclusivamente alla stima dei potenti quella che conta, ma anche quella dei loro concittadini?
Perché questo siamo e non loro sudditi ai quali possano graziosamente concedere qualche contentino di quando in quando e vessare tranquillamente fingendo di dispiacersene!

Nonna Lì

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