Quanto può sbagliare un insegnante?

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Quanto può sbagliare un insegnante?
C’è un da…a…?
Probabilmente sì.
Si può sbagliare in diversi modi.
Il punto è che questi diversi modi ricadono sui bambini.
Ed è questo il motivo per cui si pretende l’infallibilità.

Quando poi si sbaglia con bambini in difficoltà, l’errore è grande ed ha un’eco gigantesca.
E forse è giusto che sia così.vlasancalin-ioan_targu-lapusmaramures_visator Il fatto del bimbo con autismo, di Livorno, arrivato in una classe vuota perché i suoi compagni erano andati in gita, ci colpisce moltissimo.

Da insegnante posso assolutamente credere al percorso condiviso sulle uscite, esposto dalla dirigente: ci sono state uscite a cui il bimbo non ha partecipato, in quanto troppo stancanti per lui e la famiglia ha sempre collaborato e concordato di volta in volta.
Del resto un bambino che arriva in terza primaria senza problemi di inclusione, deve comunque frequentare una scuola che tiene ai suoi studenti.
Però ci sono eventi, come quello accaduto, che segnano profondamente un percorso e possono azzerare qualsiasi cosa bella e importante.
L’insegnante si è dimenticata di recapitare l’avviso, precludendo alla famiglia la possibilità di comprendere se l’uscita fosse adeguata o meno. Una dimenticanza derivante anche dalla fiducia riposta dagli stessi genitori sugli insegnanti.
Per la serie “Se abbiamo deciso di non portarlo, capiranno come sempre”.
Ma non è andata così.

Ecco, questo errore commesso credo in buona fede,  è uno di quelli che un insegnante si porta dietro per una carriera.
Bisogna essere sempre svegli, non solo come educatori , ma anche nella burocrazia che accompagna, come in questo caso, un evento tranquillo come un’uscita didattica.
Al di fuori della scuola, non ci si accorge della burocrazia che esiste dietro ad ogni passo che un insegnante decide di fare, per tutelare i bambini.
Qualsiasi progetto o uscita richiede iter ben precisi, in un triangolo che ha il vertice sempre nell’insegnante: deve chiedere prima di organizzare – organizzare – accertarsi di comunicare sempre e a tutti.

Se l’avviso per un’uscita non è stato firmato dal genitore, l’insegnante deve chiamare la mattina stessa per avere il nullaosta.. .altrimenti il bambino non può uscire. E non è “Ma dai, che vuoi che succeda!” No.
Oppure, se partecipando ad un evento vengono fatte foto, anche da fotografi professionisti ingaggiati per l’occasione, l’insegnante si deve accertare che nulla venga pubblicato se non passando per la Direzione.
Un bambino va sempre considerato e protetto.
Qui, come abbiamo visto, la fiducia e la buona fede non sono sufficienti e non coprono imprevisti o errori.
E’ un lavoro difficile, delicato e complicato.
Purtroppo la poesia dell’insegnamento deve correre parallelamente ad un buon livello di competenze organizzative  pratiche e concrete.
Brutto è accorgersene così.

Ylenia Agostini

Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

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