Rachid si è laureato

Ultima modifica 6 Novembre 2015

rachid

Rachid ha preso la laurea triennale in ingegneria civile al Politecnico di Torino. Lui è un ragazzo di 26 anni che tanti anni fa è arrivato in Italia dal Marocco, con un rocambolesco viaggio in auto di 1400 chilometri attraversando lo stretto di Gibilterra.

Rachid è stato aiutato dai suoi fratelli che lo hanno sostenuto e gli hanno permesso di frequentare la scuola a Torino e lui, per ricambiare il sostegno, al pomeriggio vendeva fazzoletti e chincaglierie nel centro di Torino. Abdul e Sahid avevano deciso che per lui la vita doveva essere diversa. Migliore della loro. E dopo il diploma da perito informatico hanno insistito in ogni modo perché continuasse a studiare: ingegneria civile al Politecnico di Torino. Rachid è fratello di Said, quel genio del marketing che per vendere meglio ha imparato il piemontese, così da vincere la diffidenza tipica dei torinesi.

La sua tesi non è certo argomento per tutti: il “Grafene e le sue potenzialità” non è di facile comprensione. Il giovane laureato ha speso parole di ringraziamento per tutti i torinesi e il suo Paese d’origine, il Marocco. «Ora – aggiunge – la speranza più grande è quella di trovare lavoro». Non è ancora fatta ma almeno qualche passo in avanti c’é stato. Ieri l’hanno chiamato in tre per offrirgli un’occupazione vera. C’è anche un’importante azienda torinese che lo ha convocato per un colloquio. «Incrociamo le dita. Per scaramanzia preferisco non dire di più».

Al giorno d’oggi il diritto allo studio deve essere garantito a tutti quei giovani volenterosi come Rachid, che si è laureato senza borse di studio. Speriamo che laurea presa valga di più dei fazzoletti che Rachid vende ogni giorno e gli permetta di avere un futuro migliore, qui in Italia o dove vorrà.

Paola Lovera

1 COMMENT

  1. Complimenti Rachid. Anch’io mi chiamo come te. Sei stato bravo a studiare tanto. Ora ho 10 anni e vivo nel Veneto. A me piacerebbe studiare per diventare un meccanico. Mi piacerebbe fare un blog di calcio su di me

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