Relativismo enoico (e non solo)

Ultima modifica 25 Giugno 2021

Da alcuni studi che sono stati svolti dall’Università Heriot Watt di Edimburgo, dal professor Adrian Northe, riportati dal British Journal of Psychology risulta che la musica sia in grado di influenzare la nostra percezione di un bicchiere di vino.

E’ stata condotta, infatti, questa indagine su 250 studenti divisi in cinque gruppi che sono stati esposti, durante la degustazione di un Montes Alpha 2006 Cabernet Sauvignon, a brani musicali completamente diversi. Risultato? Allo stesso vino sono state attribuite da ogni gruppo caratteristiche molto simili al brano musicale proposto.

Sicuramente questa poca capacità di riconoscimento è da attribuire anche al campione di riferimento che è stato preso, prevalentemente di personale non qualificato.
Ovvero studenti magari abituati a fare baldoria ma poco educati alla degustazione.

Ci si rende conto comunque che i sensi sono tutti in collegamento tra di loro, in una mescolanza di sensazioni che si faticano a distinguere.

Probabilmente l’emozione predominante, come quella provocata dall’udito, ha avuto la meglio sul gusto. Che forse non siamo più tanto abituati ad allenare. Distinguiamo ovviamente i sapori principali e capiamo se qualcosa ci piace oppure meno. Ma da queste informazioni basilari riuscire a capire veramente cosa cela un bicchiere di nettare degli dei è un altro discorso. Nella mia prima degustazione a Cucina 33 mi sono resa conto che non ero neppure in grado di riconoscere degli odori noti. Un po’ come se i miei neuroni cercassero di collocare il profumo a un ricordo particolare. Quella sensazione di sapere esattamente cosa si annusa ma non si riesce a collocarla nel punto giusto.

Credo che sia facile ingannare uno dei nostri sensi e cadere in errore, soprattutto per noi donne che tendiamo a convincerci anche di cose assurde. La stessa percezione della

realtà delle cose che ci circonda spesso è falsata. Penso alla banalità della dieta: se mi metto diligentemente sotto stretto regime ferreo, dopo due giorni mi sento tonica magra e dimagrita, anche se razionalmente mi rendo conto che il tempo è troppo breve. Emozionalmente però la percezione è totalmente diversa.

Siamo combattute tra istinto e ragione e con un cuore grande come il nostro non è sempre facile far quadrare i neuroni. L’importante è essere serene e avere accanto qualcuno che ci sposti le fette di prosciutto dagli occhi, ma solo quando serve.

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