Rincaro retta scolastica: amarezza e rassegnazione

Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Noi, Micaela, Laura e Arianna, ciascuna mamma di 3 figli, tre lavoratrici, tre mogli insomma tre donne normali, siamo andate negli uffici del Comune di Roma per incontrare l’Assessore Alessandra Cattoi, la responsabile della politica di promozione della famiglia e dell’infanzia, nonché politiche educative e scolastiche e non ultimo con delega agli Asili nido, per approfondire il discorso riguardante il rincaro retta scolastica dei nidi e la cancellazione di quei pochi privilegi per le famiglie numerose.

assessorato comune di roma

Come temevamo, non ci ha incontrate l’Assessora in persona, ma delle sue strette collaboratrici: le dottoresse Mariapia Rosso, Stefania Dini e la caposegreteria politica Loredana Granieri.
Siamo andate in rappresentanza di un nutrito gruppo di genitori che si sono visti manomettere il bilancio famigliare in maniera del tutto repentina e inaspettato alla fine di agosto proprio per far chiarezza sulla situazione e per manifestare apertamente il nostro disappunto. Visto che eravamo soltanto una delegazione, avremmo avuto il piacere di fare un video e registrare la conversazione, ma ci è stato gentilmente detto che non era il caso.

I punti toccati durante l’incontro, durato un paio d’ore molto intense, sono stati i seguenti:

  • Motivazioni che hanno fatto scaturire questo tipo di decisione
  • Come sono stati calcolati gli aumenti delle rate del nido
  • Come verranno investiti gli introiti dovuti a questi aumenti
  • Eventuali modalità di sconto sulla rata del nido del terzo figlio, che, ormai, è assodato non gode più della gratuità, se l’indicatore ISEE supera la soglia di 10.000 euro.A
  • Agevolazioni per secondo/terzo figlio
  • Mensa scolastica e trasporto pubblico
  • Modalità di pagamento

Perché si è arrivato a questo: i motivi della decisione

Dopo un’ampia premessa riguardante la situazione disastrosa in cui riversa le casse del Comune di Roma, dopo aver sciorinato tutta una serie di provvedimenti e di richieste fatte dal sindaco al Consiglio dei Ministri, volte proprio a risollevare le sorti del Comune, siamo finalmente arrivati al punto dei rincari che ci guardano da vicino, che riguardano tutte le famiglie con figli in età prescolare, in particolare, che riguardano tutte le famiglie con reddito dipendente, che pagano regolarmente le tasse e che non hanno modo di evaderle, anche volendo.
In sintesi la situazione delle casse romane è alla frutta, no oltre, siamo al caffè e sigaretta, per non rischiare il fallimento totale della Capitale d’Italia e per rispondere prontamente alle richieste del Governo nazionale di un piano quinquennale di recupero, si sono decisi una serie di interventi di aumenti sulle tariffe e di esclusione delle esenzioni. Il principio guida è stata l’ottimizzazione delle risorse esistenti e il taglio degli sprechi. Ecco come si spiega l’eliminazione dell’esenzione al terzo figlio, molti lo utilizzavano seppur ricchi o con redditi medio alti. O l’uso del trasporto pubblico come un servizio di prescuola a soli 11 euro. Era ora di cambiare e gestire in ottica di efficienza l’esistente.

L’aumento delle tariffe

Ebbene, a malincuore per la “consapevolezza che si toccavano le famiglie medie”, quindi, l’attuale Giunta comunale è stata costretta a ritoccare le rette degli asili nido comunali, che erano ferme da più di 10 anni, applicando l’adeguamento ISTAT su un arco di tre anni scolastici.
A sugellare tale decisione, c’è stato fornito un elenco dettagliato di come, così facendo, il Comune di Roma si stia adeguando alle rette degli altri comuni italiani (della serie, adeguiamoci al peggio e non al meglio).Ci è stato detto che tutto quanto è stato fatto in base ai principi di equità sociale, proprio per evitare disparità. Tutto viene calcolato in base all’indicatore ISEE, anche se, attualmente, tale indicatore tutto indica, tranne come stanno veramente le finanze di una famiglia. Per poter continuare a garantire i servizi gratuitamente alle famiglie più abbienti e con serie difficoltà, si è dovuto scegliere di colpire le famiglie appartenenti alla fascia media, quelle con un ISEE tra i 10.000 e i 30.000 euro, quelle che pagavano di media 146 euro di nido al mese, come se queste fossero le famiglie da cui si possa spremere ancora qualcosa.

“E poi, in fondo, questi aumenti, sono irrisori, veramente, andatevi a vedere le tabelle pubblicate sul sito!”

Abbiamo quindi osservato che, vista la precedente premessa fattaci sulla situazione disperata della mancanza di fondi, questi nostri soldi sarebbero andati quindi a finire nel risanamento del deficit capitolino. Nossignore, niente di più sbagliato.

Dove andranno i nostri soldi…

Questi soldi saranno reinvestiti nel servizio scolastico stesso: è prevista l’apertura di ben 4 scuole dell’infanzia nel territorio romano e altri 9 asili nido, già dal settembre 2015.
Non solo, oltre a questo, elencando gli investimenti futuri nell’educazione dei bambini 0-6 anni, ci hanno anticipato che ai nostri figli, che frequentano la materna – e non il nido ribadiamolo- sarà data la possibilità di partecipare gratuitamente a laboratori e visite (decisamente una decisione molto buona ma che non serve a riempire il frigo delle famiglie colpite!).
Il deficit verrà risanato tramite la riorganizzazione interna degli uffici comunali, attraverso tagli e ottimizzazioni delle risorse disponibili (parole piuttosto vaghe) e altri aumenti vari, tutti compresi nel famigerato “tariffone”, come lo chiamano in Campidoglio, ovvero la direttiva di bilancio che ha aumentato i ticket del parcheggio per esempio..
Ci teniamo a ricordare che le nostre “entrate” non andranno comunque a garantire la manutenzione ordinaria delle scuole, di compentenza dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, il cui titolare è Paolo Masini.

Sconti ed esenzione per il secondo e terzo figlio

Inoltre, abbiamo chiesto chiarezza riguardo gli eventuali “sconti” sul terzo figlio, visto che sul sito del Comune non si riesce a capire in quali casi si applica il 30% di detrazione sulla retta da pagare.
Ebbene, se si ha soltanto un figlio al nido, anche se è il terzo, non si ha alcuno sconto: la retta va pagata per intero. Lo sconto è previsto solo se si ha più di un figlio frequentante il nido, sconto che già esisteva e che non è una nuova misura per tutelare le famiglie numerose, insomma non si sono inventati niente di nuovo).
Alle nostre richieste: “Cosa avete intenzione di fare per venirci incontro? Ci si può aspettare che tali aumenti siano previsti dal prossimo anno scolastico? Si potrebbe prevedere una rateizzazione?” Non c’è stato nulla da fare, No su tutta la linea e in maniera categorica, sebbene abbiano convenuto con noi nell’errata modalità di comunicazione alle famiglie di tale decisione e alle tempistiche troppo strette (come si dice: la ragione è dei fessi, no?), tale delibera è irrevocabile.

Il messaggio che è passato forte e chiaro è stato: il terzo figlio l’hai voluto? E mo’ te lo paghi! Mica è colpa del Comune se ce l’hai, no?
La famiglia numerosa è e rimane un privilegio, una scelta che non porta nessun beneficio sociale.

I vantaggi della situazione attuale: aggiornamento dell’ISEE durante l’anno

C’è un qualche vantaggio rispetto gli anni precedenti in tutta questa situazione?
Certo che c’è: a differenza degli altri anni, ora si può scegliere di cambiare la fascia oraria di frequentazione del nido, fino al 22 settembre, cosa che era prima “blindata” al momento della domanda. Sono anche allo studio direttive per garantire il cambio dell’ISEE durante l’anno scolastico, decisione che in tempi di licenziamenti facili e mobilità sarebbe un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà.
Molto bene.

Mense scolastiche e trasporto scolastico

Per quanto riguarda le voci che circolano rispetto gli aumenti della mensa scolastica di scuole dell’infanzia e primarie: non è vero, nessun rincaro è previsto. Al contrario, sono state riviste le tariffe del trasporto scolastico che prima non teneva conto dell’ISEE, mentre ora sì.

I tempi

Insomma, da novembre, aspettiamoci a casa i bollettini con le rate ritoccate e non ci resta che pagare, o no?

Micaela, Laura e Arianna

2 COMMENTS

  1. Grazie delucidazioni . Comunque per la furbizia di alcuni vedi prescuola hanno ritoccato il trasporto scolastico… A me con due bimbi un ricaro del 80% sommato a tante altre spese non fa di certo piacere .

  2. Come già ho detto a Arianna a milano e provincia è già cosi …e come avete giustamente detto ci si adegua al peggio ….
    e vi diro’ di piu’ ho due figli e avrei tanto voluto farne un terzo …. ma facendo due conti spicci non me lo sono potuta permettere …probabimente se qui come a roma (fino a Agosto) nido gratis ed altro …il terzo pupetto sarebbe qui … Tristezza totale

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