Ripensare la gita scolastica

Ultima modifica 20 Giugno 2019

E’ notizia di questi giorni la tragedia accaduta a Milano in cui un liceale in gita di istruzione è caduto dal sesto piano di un hotel. Lavoro nella scuola primaria e la gita è sempre una giornata impegnativa ma non piena di ansia come può essere per chi, ad esempio, lavora nella scuola secondaria di primo e secondo grado e si trova ad accompagnare i ragazzi in una gita di più giorni.

Credo che in questo momento storico in cui il docente è scarsamente tutelato, i ragazzi spesso e volentieri sono poco responsabili (e con loro, purtroppo, anche i genitori sempre pronti a poter guadagnare qualcosa da qualche intoppo o incidente possa capitare a scuola, sperando che sia meno grave possibile), la gita sia possibilmente da evitare o quantomeno da ripensare.

scuola.gita

Pur riconoscendo la valenza formativa e didattica credo che i luoghi vengano scelti perché graditi ai ragazzi (in quinta superiore siamo andati a Budapest e l’altra classe a Barcellona? Ma cosa c’entrava con il programma scolastico??) o addirittura agli insegnanti che sopportano di accollarsi i rischi di accompagnare i ragazzi in gita in cambio di vedere una città nuova. Ma con i tempi che corrono chi sceglie di accompagnare i ragazzi in gita scolastica, specialmente per più giorni, è quantomeno eroico. Non tanto per il giorno in cui, a parte la fatica fisica, la giornata è organizzata in visite in musei e luoghi turistici, ma, soprattutto, per la notte, in cui i ragazzi si ritrovano nelle camere e (me compresa alle loro età) fanno l’alba tutti insieme. Le tragedie avvengono infatti tutte di notte: i professori  fino ad una certa ora vigilano ma poi è necessario che si ritirino nelle loro camere. E anche a voler fare delle ronde notturne all’interno delle camere dei ragazzi non si sa davvero cosa possa succedere.

E allora? E’ ancora necessaria la gita scolastica?

gita_elementari

Facile e giusto dire ora: Aboliamole. Ho letto le parole di un Dirigente che si dichiarava favorevole a non effettuare più gite perché preferiva studenti in classe piuttosto che studenti morti.

Comprensibile e condivisibile  forse qualche altra soluzione alternativa c’è.

Innanzitutto è necessario ripensare alla gita scolastica che non deve essere un divertimento o  qualcosa che i bambini e i ragazzi si devono ricordare (noi abbiamo scelto di non portare alcune classi di quinta elementare in gita a Roma, storica gita per le classi terminali del nostro plesso, poiché alcuni elementi erano troppo immaturi ed avrebbero messo in difficoltà insegnanti e compagni) ma un momento istruttivo; quindi perché no ad una gita di un solo giorno e con una meta vicina?

Attualmente il momento economico non permette neanche ai genitori di permettersi gite lunghe o soggiorni di lingua o, addirittura, settimane bianche a scuola…quindi, perché proporle?

Attivare inoltre dei progetti Erasmus o Comenius, finanziati dai fondi Europei o Regionali e organizzati tra scuola, senza affidarsi alle agenzie che potrebbero solo lucrarci fornendo alberghi di scarsa lega o mezzi insicuri,non potrebbe essere una valida alternativa?

Personalmente sono per ripensare le gite scolastiche.

E voi come la pensate?

Arianna Simonetti

2 COMMENTS

  1. Io, classe 1971, sono stata in tutte le gite scolastiche che sono state organizzate dalle mie scuole, e una volta vi assicuro che le gite si facevano. L’insegnante, e parlo delle elementari, era Unico e non come adesso che ci vuole la compresenza di almeno due insengnanti altrimenti non c’e’ abbastanza tutela e sicurezza. I genitori poi si offrivano volontari, spesso il rappresentante di classe, e aiutava la maestra a gestire i bambini. Nelle elementari sono stata alla Centrale del Latte, a visitare un frantoio di olive e persino a vedere le Grotte di Toirano con viaggio da Genova a Savona, quindi con tanto di pulman e gita per tutto l’intero giorno! Ho dei ricordi meravigliosi.
    Alle medie siamo stati a Gardaland e nessuno si e’ fatto male. Alle superiori, liceo linguistico, siamo stati in terza a Barcellona tre giorni, in quarta a Parigi 5 giorni e in quinta sempre 5 giorni a Budapest. E parlo di una scuola pubblica. Nessuno si e’ fatto male e l’ultimo giorno eravamo persino liberi di girare per la citta’ da soli! Ricordo appunto che l’ultimo giorno a Budapest, io e una mia compagna di classe abbiamo girato libere per la citta’, con solo la cartina in mano, dove quasi nessuno degli abitanti parlava inglese. Abbiamo chiesto informazioni, ci siamo fatte capire, tra l’inglese e il tedesco che conoscevamo (ripeto, frequentavamo il liceo linguistico). Ci eravamo impuntate di cercare un ristorante tipico ungherese per pranzo, senza accontentarci della squallida catena di hamburgher e patatine fritte… tanto per non fare pubblicita’. E ci siamo riuscite, chiedendo appunto informazioni ai passanti. Non ci siamo perse, non abbiamo fatto alcuna bravata, siamo ritornare in tempo all’appuntamento che avevamo con il resto della classe, per prendere il pulman che ci avrebbe riportati tutti in Italia. Ripeto, nessuno dei miei compagni si e’ fatto male e abbiamo avuto l’occasione di girare per la citta’, prendere la metropolitan, da soli. Eravamo forse piu’ responsabili e con meno grilli per la testa? Solo fortuna o, direi, tanta buona educazione da parte dei nostri genitori e insegnanti? Direi piu’ la seconda… Al giorno d’oggi mia figlia, rischia di non fare piu’ gite nemmeno alle elementari perche’ non ci sono abbastanza ore di compresenza e i genitori non possono offrirsi come aiutanti accompagnatori perche’ non avrebbero comunque nessuna responsabilita’ di fronte ad eventuali rischi e problemi. Ma dove siamo finiti? Perche’ e’ cambiato così tanto il mondo? Sono cambiati i bambini/ragazzi? Sono cambiate le regole sulla sicurezza nella scuola, molto piu’ severe ma spesso anche assured e comunque inutili, visti i risultati. Tutto e’ cambiato, purtroppo anche in peggio… Chissa’ cosa ne sara’ delle istruttive e divertenti gite scolastiche. Una volta pero’ ci si divertiva con poco. Quattro risate, una chitarra da suonare in compagnia, in camera d’albergo… adesso senza il fumo o l’alcol i ragazzi sembra non sappiano piu’ divertirsi. Che tristezza…

  2. Perché non chiedere l’aiuto dei genitori? Qui in USA quando c’è in programma una gita viene sempre chiesto ai genitori la disponibilità a fare da accompagnatore.
    Mio figlio ha appena fatto una gita di 3 giorni e 2 notti. Nessun incidente. Solo tantissimo divertimento.
    Senza contare che qui un provvedimento disciplinare può costare caro: niente borsa di studio per l’università, che per molte famiglie significa non poter mandare il figlio all’università.
    Ecco, questo potrebbe essere un modo di ripensare all’uscita didattica.

Rispondi