Sedici figli

Ultima modifica 29 Novembre 2017

“Tu sei ateo, parti prevenuto”, qualcuno sicuramente penserà, ma io apprendendo la notizia della famiglia di Catanzaro in attesa del loro sedicesimo, ripeto SEDICESIMO, figlio, non ho pensato ad una benedizione divina.
A sentire ciò che dichiarano i cattolicissimi genitori, sembrerebbe, invece, che si tratti proprio di questo.
Un minimo di riassunto per chi non avesse letto nulla a riguardo: dopo un fidanzamento all’insegna del voto di castità, una volta sposatasi una religiosissima coppia decide di procreare, fin qui quasi normale senonché parrebbe che questo proposito non conosca sosta, mossi dal nobile fine neocatacumenale di farsi mezzo di Dio per diffondere la fede, dimostrando che la provvidenza non ha limiti.

Solo a me suona strano?
La generosissima e, a mio parere, coraggiosissima madre a domanda risponde sempre mettendo in mezzo Dio, sicura che si tratti della Sua volontà a scegliere, ma io continuo ad essere perplesso.
È vero che nel sud Italia la vita è meno cara, ma in Lombardia dove vivo io per una famiglia media sarebbe insostenibile anche solo economicamente pensare di raggiungere un tale traguardo e, senza mettere in mezzo la fede, ma la costituzione (Articolo 31:”La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo“), comunque sappiamo quanto siano cari gli asili per i più piccoli e gli studi dei ragazzi.

A dire del padre non c’è nemmeno l’ignoranza, ma come si fa a non pensare almeno al dubbio che siano stati un tantino esagerati considerata l’unica entrata di stipendio di bidello (2200€ circa, compresi assegni familiari) di cui la famiglia dispone?
Per me c’è sotto qualcos’altro, forse sovvenzioni sotterranee della Chiesa per diffondere un certo tipo di ideale, a fine, diciamo, pubblicitario, o forse dopo il voto di castità avevano capito cosa si erano persi, ma sono voluti rimanere nei ranghi cattolici….come dire, se la Chiesa cambiasse rotta nei riguardi della demonizzazione del sesso e del veto alla contraccezione, forse casi come questo non esisterebbero.
Ma io, come ho detto, parto prevenuto.

G.P.Antonicelli

5 COMMENTS

  1. torno, dopo un po di tempo. il lavoro mi ha portato all’estero.
    io non so cosa possa esserci dietro, ma sedici figli mi sembrano veramente una marea. come fanno a vicere? che casa hanno? ok che sicuramente si passeranno scarpe, vestiti e quant’altro l’uno con gli altri, ma vivere costa, a prescindere. E poi, che necessità c’è ne mettere al mondo tutti quei bambini? non so. non capisco

    • Caro Filippo, ben tornato!
      La necessità di procreare è un dettame neocatacumenale, di per sé, a mio parere, non contestabile, perché rientra in una sfera di decisioni personali di ogni famiglia, lo sarebbe anche qualora fosse una famiglia di miscredenti. Secondo me uno o sedici figli non fanno differenza, purché si possa garantire equità di trattamento per tutti. Per questo sono perplesso, 100mq, 2200€ e 16 figli mi sembra che non siano facilmente conciliabili.

  2. ma vorranno bene a tutti nello stesso modo? ognuno di loro farà piscina, andrà a calcio e all’università?
    io ho due figli. uno di otto e uno di quattro.
    mio marito lavora alle poste, stipendio di 1400 euro mese.
    io lavoro in un’agenzia di pulizie, stpendio 1000 euro mese quando mi va bene.
    viviamo in una casa di 75 mq. cucina, bagno, due camere. i miei figli dormono entrambi in una stanza, e già stanno stretti. ma sono due maschi e ce la possono fare. paghiamo 580 euro di mutuo al mese.
    non ci lamentiamo per carità, ma tra bollette, spesa, auto, nuoto del piccolo, calcio del grande e una volta al mese da mc donald arriviamo sempre pelo pelo. loro in 16 come diavolo fanno?

    • Cara Annalisa, capisco la sua perplessità, è la stessa che mi ha animato quando ho scritto il post.
      Sinceramente non credo che avere uno o mille figli diluisca l’amore che un genitore prova per loro, la famiglia in questione non fa eccezione, o almeno non si hanno elementi per dirlo.
      Quello che fatico a capire è la logica del “ci pensa la provvidenza”, se facessimo tutti così non basterebbero nemmeno i soldi ricavabili dalla vendita di tutti i tesori e gli immobili del Vaticano.

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