Ultima modifica 4 Gennaio 2020

Selfie di famiglia – titolo originale Mon bebè – è una commedia francese incentrata sui legami familiari, sulla relazione tra una madre ed i suoi figli.

Con la regia e la sceneggiatura di Lisa Azuelos, nota soprattutto per LOL che qualche anno fa aveva avuto un ottimo riscontro al botteghino, il film ci porta per mano nella vita di Héloise, una mamma moderna, single e sconclusionata, alle prese con il momento in cui i suoi tre figli abbandonano il nido.

Selfie di Famiglia

Héloise ( Sandrine Kiberlain) è una donna come tante.

Un matrimonio fallito alle spalle, tre ragazzini da tirar su, un lavoro da mantenere, un ex marito pressochè inesistente e la consapevolezza di aver passato gli ultimi anni in totale funzione delle necessità dei propri figli.
La conosciamo nel momento in cui anche la più piccola (Thais Alessandrin nel ruolo di Jade) è in procinto di lasciare la casa di famiglia, rivelando il momento in cui non solo i figli non hanno più bisogno di dipendere da un genitore, ma anche quello in cui il genitore si riappropria dei tempi e degli spazi dimenticati per anni.

E’ un momento di rottura e rinascita, al quale Héloise non è preparata e che in qualche modo cerca di esorcizzare costruendo ricordi attraverso la videocamera di un cellulare.

Lisa Azuelos costruisce un ritratto profondo delle contraddizioni e delle fragilità delle donne, senza sprofondare in clichè visti e rivisti, ma restituendo un’immagine nella quale molte di noi si possono riconoscere, in tutto o in parte.

Io sono di parte, meglio dirlo subito.

Ho un debole per le commedie francesi e per quell’aria un po’ decadente che si portano sempre dietro. Ho tre figli che in un un battito di ciglia saranno pronti a salutarmi sulla soglia di casa e ammetto che il film mi ha conquistata già dal primo minuto.

Potere dell’immedesimazione. Decisamente non bionda, senza decapottabile e soprattutto non a Parigi, ma per quel primo minuto ( e per molti altri a seguire) Hèloise sono stata decisamente io!

Héloise è vera e a tutto tondo.

E’ madre, pur senza essere “solo” madre. E’ stata moglie ma ha scelto di non essere più “la moglie di”. E’ divertente, disordinata, sensuale, sensibile, onestamente e palesemente troppo più legata alla piccola di casa rispetto agli altri figli.
Ha lo sguardo di chi ama con tutta sè stessa e di chi guardando i propri bambini ormai quasi adulti, li rivede di nuovo piccoli, incerti nei loro primi passi, nelle prime conquiste.

Lo spettatore viene accompagnato nei ricordi. L”oggi si fonde e si confonde con ieri in una delicata danza di fashback, l’adolescente che risponde male torna ad essere una paffuta nenonata che ride guardando la mamma e quantomeno a me, questo ha commosso un po’…

Si parlava di legami familiari.

I legami sono anche quelli che bisogna saper sciogliere un po’, allentare senza lasciare.
I legami sono quelli che rivelano che la stessa cura che la madre ha riversato sui propri figli, loro l’hanno rivolta su di lei invertendo quasi le parti, aiutandola a crescere insieme a loro.

Selfie di Famiglia è incentrato sul legame più difficile da allentare, quello tra Hèloise e Jade che affronta i suoi primi passi da adulta nelle scelte più intime e personali ed in quelle che serviranno per il suo futuro.

In secondo piano si muovono le figure dei suoi fratelli, Lola (Camille Claris), la grande, quella che più di tutti ha subito il divorzio dei genitori, la vera adulta di famiglia, e Theò (Victor Belmondo – si, si, potenzialmente bello come il nonno, sul fascino c’è ancora da lavorare..), indipendente e protettivo.
A contorno gli amanti di Hèloise, le amiche di sempre, un padre che nonostante i problemi di salute non trascura di importunare elegantemente le infermiere.

Selfie di Famiglia ha la leggerezza della commedia: fa ridere e commuove, consente di immedesimarsi e riconoscersi…

Alcuni temi sono solo accennati forse con un po’ di superficialità (il mondo degli adolescenti, i conflitti, la famiglia con genitore single..), ma in fondo la storia è nella protagonista stessa, nei suoi sentimenti.

Selfie di Famiglia

Il titolo tradotto non rende tanto quanto quello originale “Mon Bébé” – la mia bambina -ma è la storia che conta, e quella ci ha conquistate.

Classe 1973, una passione per le Risorse Umane tanto da farne la mia professione "ufficiale", una famiglia allargata, una figlia adolescente, un marito giramondo come me e due maschietti di 3 e 6 anni che si caricano a molla.

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