Sesso e automobili

Ultima modifica 6 Novembre 2015

Anna Magnani lo faceva delle sue rughe, Brigitte Bardot del suo diastema: trasformare un difetto in un punto di forza, una mancanza in un’opportunità.
Convengo se state pensando che non sia cosa da tutti, ma è pur vero che non c’è miglior cosa per aguzzare l’ingegno che barcamenarsi in tempi di crisi.
San Valentino ne è certamente un’occasione canonica, ma non l’unica, per questo -complice il mese di febbraio che nel mondo dell’auto potrebbe definirsi un “Waiting for (salone di) Ginevra”, per forza di cose carente di novità- in questo strano post velatamente automobilistico tratterò un tema alternativo, ma sempre in auge: il buon caro sesso in auto, insomma, per esser prosaici, una guida semiseria alla “camporella”.
Intendiamoci, non voglio certo spiegare quello che si fa in certe situazioni, piuttosto farvi riflettere su quanto risparmiare sulla serata, tenendo da parte il gruzzolo per pagare una baby-sitter, dando sfogo ai propri impeti all’interno (o all’esterno, per i più audaci) della propria auto, possa giovare all’intesa di coppia, riassaporare un’ebrezza che da genitori spesso è relegata nei ricordi di gioventù, al contempo preservando l’attenzione al portafogli!
Si salva capra e cavoli, o se volete, per riallacciarmi al preambolo, si tramuta una mancanza in un’opportunità.
Detto questo, per l’intento “trattatistico” che mi sono posto, è necessario fare dei distinguo relativi alle auto migliori per ogni tipo di “infrattamento”: se vivete in città e lì volete rimanere la scelta migliore è quella di un’utilitaria spaziosa con i sedili a ribaltamento rapido ( la migliore è la Renault Twingo prima serie), che vi permetterà un facile parcheggio ed un veloce riassestamento in caso di sorprese; in campagna diventa importante il fattore sicurezza, fari efficienti e pneumatici in ordine ( immaginate cosa possa essere cambiare una gomma su un terreno accidentato), oltre che una maggiore altezza da terra per non impantanarsi, via libera a SUV e crossover quindi, i quali, tra l’altro, godendo di buona abitabilità consentono maggiori “acrobazie” ai felici occupanti; se vivete in montagna o al mare e siete dei patiti della spiaggia al chiaro di luna, meglio aggiungere la trazione integrale…
Per tutte vale una buona manutenzione ( andreste a spiegare perché eravate tra le fronde qualora rimaneste in panne?) segnatamente della batteria, un buon funzionamento del climatizzatore e il pieno di carburante ( non immaginate quanto si consumi tenendo in moto il motore per tenere in temperatura un abitacolo… Ma attenti all’ambiente, non abusatene!).
Un ultimo dettaglio trash utilissimo sono i vetri neri, imbattibili per la privacy, ma scegliete voi se vale il compromesso con l’apparire tamarri tutto il resto dell’anno…

G.P. Antonicelli

2 COMMENTS

  1. primi anni ’80, la prima serie della Panda. Si tiravano giù i sedili davanti e di dietro e si aveva l’equivalente di un letto matrimoniale. A Roma “P’andà” e il modo dialettale di dire “Per andare”. Quindi era facile il gioco di parole “P’andà ar mare, p’andà ‘n campagna e p’andà a s…à!”

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