Una donna esemplare: il sindaco di Marrakech

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Ultima modifica 16 Aprile 2015

Non si tratta di essere femministe, nè di dover ammettere, a malincuore, che l’erba del vicino è sempre più verde. Si tratta semplicemente di riconoscere che anche una donna, giovane, con tecniche manageriali e idee concrete, può rinnovare e far rinascere una città, si tratta del sindaco di Marrakech, una donna da prendere come esempio, sicuramente.È quello che è successo, e continua a succedere, a Marrakech, dove, Fatima Zahra Mansouri, 38 anni, è dal 2009 sindaco “cool” (come la definisce il suo staff).

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Nella “Città Ocra”, Madame Mansouri ha risanato il bilancio che era in grave perdita, creato campi sportivi per i ragazzi  “che non sanno cosa fare quando escono da scuola”, restaurato i siti archeologici, curato i giardini pubblici, incoraggiato i giovani a frequentare musei e biblioteche…
Ma in che modo ha potuto fare tutto ciò? Camminando per la città, adattandosi ai bisogni dei cittadini e alle esigenze concrete, senza ideologie o piani prestabiliti.
E allora la domanda mi esce spontanea: è tanto difficile che ciò possa accadere anche in Italia?
Cito il caso di Marrakesh dopo aver letto l’articolo su un giornale, ma di simili, secondo me, e anche meno noti, ce ne sono, ed è a questi che si dovrebbe guardare per migliorare!
Non voglio in questa sede parlare di politica, nè tantomeno mettermi a fare polemiche sterili, però mi sale tanta rabbia quando leggo articoli come questo su Madame Mansouri e non posso fare a meno di pensare alle ricchezze storiche, geografiche, culturali, gastronomiche… di cui ogni regione d’Italia gode e che anzichè essere valorizzate vengono sempre più ignorate. Retorica? Forse, però sono sempre stata convinta che tante piccole gocce formano un mare e che lo stimolo culturale e l’incoraggiamento a migliorare debbano avvenire fin da bambini.
Abbiamo il dovere di farlo, soprattutto come madri!
Viviamo in un Paese dalle mille risorse e dai mille problemi, con una classe politica incapace di comprendere e risolvere, i problemi reali, dove si è costretti a scegliere tra figli e carriera perchè le due cose sono inconciliabili, dove le aree verdi vanno sparendo per fare posto a casermoni di cemento…
Mi chiedo se qualche sindaco o qualche politico, leggendo l’articolo che ho letto io, sia stato pervaso dalla stessa rabbia e dallo stesso stimolo che hanno pervaso me.
Ciò di cui sono convinta è che un miglioramento è sempre possibile e che non dobbiamo smettere di trasmettere ai nostri figli la voglia di apprendere, di conoscere, di confrontarsi con altre realtà, perchè modelli positivi ci sono ed è a quelli che bisogna puntare, ovunque essi siano!
Maria Teresa

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