Ma quanto dura il tempo scuola?

Ultima modifica 20 Giugno 2019

Ogni giorno ce n’è una ed oggi leggo con sgomento questo.  In sintesi le scuole comunali di Firenze faranno di mattina il programma curriculare con le insegnanti comunali mentre di pomeriggio alcune maestre di cooperative private si occuperanno di discipline quali motoria ed inglese.

E allora mi chiedo: Ma stanno smantellando la scuola pubblica? Lavorando dall’interno e poi dall’esterno?

Che senso ha questa commistione di insegnanti, che confusione poi per i bambini non trovare più le loro insegnanti,  ma altre e perlopiù diverse dalla mattina al pomeriggio!

E quale sarebbe il vantaggio per i bambini? Assolutamente nulla, forse per le casse comunale per gli alunni non ci vedo niente. I genitori stanno protestando ma, probabilmente, l’apertura prolungata è stata richiesta da qualche famiglia

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 Il pedagogista Benedetto Vertecchi si è espresso dicendo che la scuola pubblica sta diventando un bene di consumo per le famiglie. Significa che per il senso comune la scuola deve adeguarsi a ciò che richiede la famiglia: i bambini devono stare a scuola per il periodo in cui le famiglie lavorano e l’apertura pomeridiana, come in questo caso, sembra essere necessaria.

Fortunatamente non per tutte le famiglie è così e molti credono ancora nel valore della scuola.

Il tempo passato a scuola, per il bambino, è un tempo prezioso e non può essere amplificato solo perché la scuola deve sostituirsi al genitore assente.

Il tempo scuola ha appunto…i suoi tempi e non deve essere troppo altrimenti è inutile. Pensate a cosa potrebbe succedere nella mente di un bambino se iniziasse a pensare che sta a scuola perché la famiglia è impegnata … non vedrebbe l’ora di uscire dalla classe!

E allora… sì ad un tempo scuola,anche prolungato,semmai, ma mai a sostituire quello passato con la famiglia!

Arianna Simonetti

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