Stiamo perdendo tempo

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Queste le parole di Renzi che hanno trovato eco in molti.

Erano passati ormai più di 40 giorni dalle elezioni, ma all’orizzonte c’era il nulla.

Ieri come oggi, l’economia reale frana, ogni giorno un nuovo indice con un vistoso segno meno lo confermava, ma loro, i politici, fermi sulle loro posizioni, a curare il loro particolare orticello, non si curano, se non a parole, della crisi profonda della nostra economia.

Che importa a loro se ogni giorno chiudono molte imprese, che siano più di 1.000.000 i licenziati nel 2012, le molte, troppe famiglie siano entrate nel buco nero della povertà, che molti siano nella disperazione più assoluta.

Loro continuano a perseverare e ad attendere che la manna cada dal cielo o che, con un colpo di bacchetta magica, senatori di altri partiti decidano di cambiare idea, ammesso e non concesso che il prossimo Presidente della Repubblica confermi il preincarico o conferisca il pieno incarico al vincitore delle primarie pidiessine.

Perché l’attuale Presidente, constatata l’impossibilità di realizzare un governo in grado di governare ( sempre che i nostri politici ne siano in grado) ha deciso di non decidere.

Poteva rassegnare le proprie dimissioni, accelerando in maniera significativa l’elezione del suo successore o incaricare ufficialmente Bersani per un governo di minoranza, o affidare ad altri l’incarico per un governo di scopo o del Presidente.

Nossignore , lui volendo  esercitare fino in fondo il suo mandato e, per occupare il tempo, ha provveduto alla nomina di 2 commissioni che possano trovare la quadra , ma che, in realtà, sembrano, e lo dicono anche i suoi componenti,  un’inutile perdita di tempo.

E allora aspettano a bocce ferme, tra blocchi e divieti, continuando a non far funzionare neppure il Parlamento, non perché la legge non lo permetta, ma ad impedirlo è la prassi, consolidata da anni di burocrazia e bizantinismi che hanno ridotto l’Italia da patria a tomba del diritto.

E continuano a perdere tempo, quel tempo che, dice Squinzi, è ormai scaduto!

Ma loro non se ne accorgono, non se ne voglio accorgere, intenti a perseguire, ognuno di loro, la propria convenienza.

Il lavoro delle commissioni si è concluso con una relazione. Accordi? Forse, ma tra chi? Forse qualcuno li applicherà o, semplicemente li leggerà, ma, nel frattempo il fondo del baratro è sempre più vicino.

Arrivano allarmi da tutte le parti, ma provvedimenti?

Nonna Lì

 

 

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