Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

Nella frenesia della ricerca dei soldi, per poter dare un seguito alle promesse sbandierate senza un fondo di consistenza, Renzi ha pensato di ridurre subitamente gli stipendi dei manager e degli alti dirigenti pubblici.
Giusti o sbagliati che siano, è chiaro che chi li percepisce, non ne sia contento.

È passata sotto tono la sommessa presa di posizione degli alti magistrati, i quali, come al solito, non alzano alte grida ma, traendo spunto dalla loro indubbia conoscenza delle leggi e delle normative amministrative, si muovono sotto traccia per prevenire l’attuazione della minaccia o, nel caso non riuscissero, di predisporre i ricorsi alla Corte Costituzionale, per cancellare i provvedimenti.

Uno solo ha risposto ad alta voce ed è l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che ha minacciato le dimissioni, suscitando un vespaio e sdegno universale.moretti
Come si permette, lui, di difendere i suoi introiti? Come si permette di rivendicare la giustezza dei suoi guadagni? Non vede com’è ridotta buona parte dei suoi connazionali?
Non capisce che i sacrifici che essi soli hanno sopportato, devono essere tollerati anche da lui, come da tutti quei privilegiati, che si trovano nelle sue stesse, o ancora migliori, condizioni? Se ognuno di noi facesse un piccolo esame di coscienza, che risponderebbe a una ventilata, drastica, riduzione di stipendio?
Vero è che, con più di 20.000 euro al mese, anche se lordi, si vive benissimo, anche se non con gli sfarzi cui sono abituati, ma chi sarebbe contento di rinunciare a quasi 50.000 euro mensili?

Al posto suo non avremmo forse risposto con altrettanto vigore?
Certo, è chiara la mancanza di etica del personaggio, ma, sapete il denaro, il troppo denaro, ingiustamente guadagnato, ottenebra la mente e la persona pensa di esserne degna, che non ci sia somma che possa valere l’impegno, il lavoro profuso, le proprie capacità manageriali, il risultato ottenuto.
Ma, sapete, etica è una parola antica, molto richiamata, a vuoto, ma mai praticata.
L’etica è, o meglio, è stata trasformata nella virtù dei fessi, di coloro che rispettano le leggi, di quelli che non sanno arrampicarsi, di quelli per cui il fine giustifica tutti i mezzi, di coloro che non prendono scorciatoie, ma solo la via maestra, di quelli che non amano le vie della furbizia.

E ci stupiamo quando sentiamo che stanno indagando questo e quello, che arrestano dirigenti e politici collusi, che la corruzione dilaghi, ma ci fermiamo solo ai grandi numeri, alle cifre pazzesche, per la gente comune, che lor signori indebitamente incassano e non ci fermiamo a riflettere: quanti di noi hanno accettato pochi spiccioli per favorire qualcuno, quanti di noi hanno sempre agito onestamente? La risposta è scontata: pochi.
Anche l’obiezione è scontata: si tratta di un nonnulla, pochi euro, poco più di una misera mancia, che sarà mai.

E ci si difende, e si accusano gli altri, come se corruzione e disonestà fossero da imputarsi solo ai grandi numeri, solo se la corruzione si applicasse oltre, che so io, i 10.000 euro, ma non è così, in specie quando ognuno prende quanto può.
Per fare un esempio, per anticipare un appuntamento, per far saltare una coda, un addetto non credo possa aspettarsi di ricevere una mancia di milioni, il suo ruolo non glielo permette, ma 20, 50, 100 euro? E non sarebbe un corrotto?

Ma per tornare “a bomba2, lo stipendio di Moretti è assurdo, non lo merita, ha fatto solo il suo lavoro, riportando l’Ente che lui dirige in pareggio, ma con ancora tante pecche, tante problematiche. Lui non ha una visione di insieme, si occupa, solo ed esclusivamente, di alta velocità, di frecce per intenderci, ma non tutto il Paese è servito dalle frecce, o lui non lo sa?
Liquida, con somma indifferenza il problema dei pendolari: è colpa delle regioni, io non c’entro, e dimentica che non tutto il malservizio è esclusivo dei pendolari.

imagesVogliamo parlare degli intercity? Quei treni che collegano tutte le città (capoluoghi di provincia o che rivestono una qualche importanza) della nostra penisola? Quelle stesse che sono disertate dall’alta velocità, ma nelle quali abitano cittadini che hanno bisogno di muoversi, per lavoro o per turismo, alla pari di quelli che abitano a Roma o Milano?
A parte le condizioni delle vetture, nettamente peggiorate negli ultimi tempi – anche perché quelle dei pullman sono state dirottate verso altri lidi – i tempi di percorrenza sono lunghissimi, e il costo?

Il tratto Milano-Roma, utilizzando il freccia rossa, può costare 29 euro, così pubblicizza Trenitalia; il tratto Savona- Roma costa 42 euro, quasi lo stesso chilometraggio, ma il primo percorso in 4 ore, il secondo in 6. Ma, chiaramente, gli intercity non interessano il sig, Moretti.
O si devono premiare i risultati per il mondo dei privilegi, bastonando sempre i più deboli? Se è così, Moretti merita quello che guadagna, fa perfettamente quello che gli è richiesto.

Chi se ne frega del popolo. Questo vuol dire chi difende Moretti & co.

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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