Storia di straordinaria ingiustizia

Ultima modifica 16 Maggio 2013


Ho appena visto un servizio in tv. Un servizio in cui una mamma sola con due bimbi gravemente disabili lamentava la mancanza di aiuti da parte della ASL di competenza, nonostante le sue ripetute richieste.
La mamma chiede aiuto alle Iene. Le Iene ci vanno. Parlano con il direttore della ASL e nel giro di pochi giorni riceve un fisioterapista che segua i ragazzi a casa e delle carrozzine nuove più adeguate alle esigenze dei ragazzi. Una mamma felice. Bene, un bel finale per una grande mamma dopo anni di lotta, di difficoltà anche solo per uscire di casa.

Ma io guardo il servizio e mi innervosisco. Perché mi chiedo come sia possibile gioire per il fatto che sia una trasmissione televisiva a far funzionare le cose. Ma lo Stato e le istituzioni ? Perché nessuno ha fatto nulla prima ? Dove era il responsabile della ASL in questione ? Nessuno nella struttura ha mosso un dito per una normale ma eccezionale mamma. Ma per un uomo che fa interviste con la telecamera della TV di Italia Uno….Ah beh, sarà stato un caso, una svista. Non la telecamera e la tv…Vero ?

E’ cosi avvilente e mortificante. E incompleto. Perché avrei voluto vedere il direttore, se davvero ignaro della situazione ( ma comunque si chiama responsabile perché è appunto responsabile di un gruppo di persone e quindi del loro lavoro e delle loro azioni ) ,andare dalla signora e chiedergli di identificare le persone con cui ha parlato per richiedere ciò che lui oggi ritiene normalissimo che le spetti.

Perché il paradosso è questo. Lei chiedeva ciò che le spettava. Non si sa per quale motivo nessuno le ha mai dato la possibilità di ottenerlo. Poi arriva la tv e voilà. Ma non è che le hanno fatto una donazione, un regalo o un favore. Le spettavano per legge. Ma chiedere ciò che ti spetta in Italia non basta. Devi chiederlo con le telecamere appresso.
Adesso ho capito come potrò ottenere tutto ciò che mi spetta dal prossimo o dallo Stato. Li minaccio di chiamare le Iene. Una volta c’era l’uomo nero nelle fiabe. Ora sono uomini in nero e occhiali scuri ma, soprattutto, con la telecamera di cui bisogna avere paura….

Quindi vorrei capire chi non l’ha ascoltata e quindi non ha fatto il suo lavoro. Perché è gravissimo. Perché la sua mancanza ha provocato sofferenze. Non un fastidio da nulla. Ma sofferenze ad una madre e ai suoi due bambini già così provati da disabilità gravi. E’ un errore che va punito. Spero davvero non si sia visto ma che la o le persone responsabili siano allontanate. Perché se una cassiera al supermercato non mi saluta pazienza, avrà una brutta giornata. Ma se tre persone devono soffrire inutilmente per la stupidità o incapacità, incompetenza o supponenza di un impiegato o superficialità di un direttore allora ok a risolvere il problema della famiglia, ma poi che si intervenga. Perché troppo grave per passare inosservato.

Mi fa orrore pensare a quanta cattiveria ci sia dietro il non fare tutto quello che era facilmente fattibile per aiutare quella donna e i suoi bambini. Avere il mezzo e non usarlo. Come poter semplicemente allungare una mano per salvare un bambino da un incidente mortale e invece controllarsi le unghie e tirar dritto. Questa è una colpa così moralmente grave che va punita. Per lanciare un messaggio. Perché anche la cattiveria, la superficialità vanno combattuti e denunciati.

E’ educazione civile, sociale, morale. Va insegnata e incentivata. Lodata quando c’è e punita severamente quando manca.

Oggi il mio augurio a tutte le mamme va in particolare a questa donna e mamma eccezionale. Che, come spesso accade non si è arresa, che lotta con le unghie e con i denti per i suoi figli e il loro bene. Lei come tante altre. Ogni giorno e a telecamere spente.

Nathalie Scopelliti

2 COMMENTS

  1. Vi assicuro che quella della mamma dei due figli disabili è una situazione molto diffusa tra le famiglie di disabili. Ad esempio spesso le ASL non riescono a trovare un centro diurno convenzionato che accolga ragazzi disabili per fare riabilitazione. I centri infatti hanno subito nel corso degli ultimi anni tagli e sono stati costretti a tagliare il personale, così non sono in grado di accogliere nuovi utenti e ne fanno le spese soprattutto i disabili più gravi che richiedono più assistenza. E’ un altro diritto dei disabili non garantito, sta capitando a me, devo rivolgermi anch’io alle iene?????
    Marina Petrini

  2. Mi spiace davvero tanto che tu debba trovarti in difficoltà.
    Capisco la tua rabbia e la condivido anche io.
    Non so come poterti aiutare ma come ho scritto è incredibile che lo stato non faccio quello che dovrebbe…
    Ti auguro di trovare presto una soluzione. Fosse anche quella di chiedere aiuto alle iene…
    Un abbraccio.

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