Ultima modifica 30 Ottobre 2017

Dato il costante e crescente interesse nei confronti del Babywearing, abbiamo chiesto ad un’esperta del settore di spiegarci un paio di cosette.

Innanzitutto di cosa si tratta, poi come iniziare a praticare la filosofia del “portare i bambini”, quali sono le iniziative, gli incontri di approfondimento e tanto altro… un’intervista carica di amore.
Lasciamo quindi la parola a Ilaria Cinefra, che ringraziamo sentitamente.

Cos’è il babywearing?
Il significato letterale di babywearing è indossare il bambino, vale a dire tenerlo a dosso con l’ausilio di supporti più o meno strutturati.
In realtà è una pratica che va ben oltre la tecnica, offrendo la possibilità di venire incontro alle esigenze ed alle necessità della vita di oggi tramite uno stile di accudimento basato sul contatto.
L’importanza della relazione tra madre e bambino gioca un ruolo fondamentale per lo sviluppo fisico e neurologico del bambino stesso.
Numerosi studi randomizzati controllati hanno potuto dimostrare che la quantità e qualità del contatto fisico tra la diade madre-figlio è fondamentale per dare quella base sicura di cui necessita il bambino.

Quali sono i benefici del babywearing e quali, invece, se ne esistono, gli aspetti negativi?
Il babywearing ha enormi benefici per il bambino, ma anche per la mamma, il papà, i nonni, gli zii e l’intera società affinchè venga recuperata la consapevolezza di uno modo di essere basato sull’ascolto e sul contatto.
Se indossato correttamente, il bambino assumerà una posizione assolutamente naturale e fisiologica. L’essere portato lo accompagnerà dolcemente in quello che sarà il suo sviluppo neuro-motorio senza traumi ed in maniera del tutto naturale evitando così inutili stress e frustrazioni per la madre ed il bambino.
L’aumentare dell’autostima della madre, che riesce ad interpretare meglio e capire i bisogni del proprio bambino, fa si che essa possa anche superare meglio una possibile fase post partum di baby blues.

La posizione fisiologica in cui è messo il bambino, può aiutare nell’insorgere di alcune complicanze come ad esempio la displasia dell’anca, oppure disturbi come le colichette del neonato ed anche il reflusso grastoesofageo.
E’ ampiamente provato che il contatto tramite il babywearing, riduce il pianto del bambino.

In ultimo la pratica del babywearing è decisamente economica rispetto alle numerose spese spesso inutili che ci si ritrova a fare quando si diventa genitori, ma è estremamente pratica in quanto, una fascia ad esempio, può stare comodamente in borsa pronta all’uso.

Aspetti negativi sinceramente non ne riesco a trovare.

Una mamma che decide di portare il proprio bimbo in fascia, a chi si deve rivolgere? Cosa deve assolutamente sapere?
Per fortuna il babywearing si sta molto diffondendo ed al giorno d’oggi è facile trovare diverse informazioni soprattutto in rete, ma anche in qualche punto vendita di prodotti per le gestanti o associazioni di sostegno alla maternità.
E’ necessario però saper distinguere le informazioni corrette. Questo non è sempre facile, anzi.
La figura della consulente Babywearing Italia™ è ad esempio una figura adeguatamente formata che ha le competenze e la professionalità per poter accompagnare i genitori in un percorso, aiutandoli a soddisfare le proprie necessità.

E’ necessario avere diversi supporti per portare il proprio bambino?
Non esiste il supporto ideale ma il supporto giusto per quella mamma, per quel bambino, per quella situazione.
Non è necessario avere tanti supporti. Con uno o due supporti si può tranquillamente iniziare a praticare il babywearing dalla nascita e per tutta la durata che si desidera. L’importante è imparare bene la tecnica con i quali si usano.

Ilaria_Cinefra-bebywearing

Come ti sei avvicinata al babywearing?

Mi ero informata sui supporti porta bebè già prima della nascita del mio primo bimbo nel 2010, poi a causa di una sua lunga ospedalizzazione alla nascita, sono riuscita a portare mio figlio per poco tempo. Da lì ho cominciato a studiare, informarmi e documentarmi. Ho ripreso in mano il discorso a livello pratico due anni dopo, con la nascita della mia seconda bambina.
Ho iniziato a portarla da subito, ho chiesto aiuto ad una amica e consulente babywearing e da lì è nata la forte passione di voler approfondire l’argomento.
Ho frequentato così un corso per poter apprendere le tecniche correttamente e praticare io stessa come consulente babywearing, letto numerosi libri, partecipato a conferenze, incontri, workshop, ecc..
Studio continuamente e mi aggiorno costantemente soprattutto tramite gli studi randomizzati accessibili a tutti e le scuole estere fonte di enormi saperi.
Una brava consulente babywearing deve essere in costante aggiornamento sulle tecniche, sui supporti, sui materiali, sulla sicurezza.

Come è nata l’associazione Babywearing Italia™?
Babywearing italia™ di cui attualmente sono il Presidente, è nata da una bella amicizia e stima con Chiara De Carolis, dott.ssa in psicologia e consulente Babywearing italia™.
Insieme ci siamo rese consapevoli della mancanza di semplicità a livello di informazioni che dovrebbe accompagnare il babywearing.
Il maternage sembra stia diventando un business e le donne e le mamme spesso si sentono destabilizzate e confuse dimenticando le proprie competenze di madre.
Noi crediamo nella riscoperta di questi valori, nel riappropriarsi delle proprie competenze di donna e genitore.
Tutto questo con amore e professionalità.
I nostri percorsi di formazione, così come le consulenze, sono caratterizzati dall’ascolto e dalla comunicazione, oltre che dalla tecnica.

Cosa vuol dire “formazione certificata”?
Su questa parola purtroppo c’è molta confusione ed ambiguità.
In realtà in Italia non esiste nessuna scuola di babywearing che abbia un riconoscimento formale da parte di un ente riconosciuto di certificazione o da istituzioni.
Questo è un lavoro che stiamo portando avanti per dare il giusto riconoscimento alla figura professionale della consulente Babywearing Italia™ tramite una formazione continua comprovata da enti autorevoli che offrono una “certificazione ufficiale” ed appoggi istituzionali che renderanno così la formazione non auto referenziata, come molto spesso accade.
Un passo alla volta arriveremo al riconoscimento della professione della consulente Babywearing Italia™, attualmente definibile professione non regolamentata ma tutelabile dalla Legge n°4 del 2013.

Babywearing italia™ vuole essere un punto di riferimento per i genitori che vogliono avvicinarsi a questa pratica, attraverso una rete di consulenti e professioniste, ma soprattutto tramite le iniziative che l’associazione offre, come incontri liberi per confrontarsi, passeggiate all’aperto, convenzioni con negozi ed i più importanti brand sul mercato, recensioni prodotti, conferenze, seminari ecc…

babywearing1

A chi sono rivolti e dove si tengono i vostri corsi?

I corsi di formazione sono rivolti ai genitori che portano da tempo e che desiderano affinare le loro tecniche e migliorare le loro conoscenze per poter offrire un primo supporto ad altri genitori ( Babywearing Peer Supporter).
E’ rivolto a tutti gli operatori che si occupano di nascita, come ostetriche, puericultrici, doule, psicologhe, educatrici perinatali, osteopati, naturopati, fisioterapiste che sentono di voler approfondire questa pratica per poter offrire un supporto in più ai genitori, ma anche a coloro che gestiscono una associazione e desiderano divulgare il babywearing tramite ad esempio le fascio teche.
La prima formazione è a Roma al CAE, Città dell’Altra Economia, a Testaccio, uno spazio decisamente affascinante che sarà la nostra sede dei corsi e degli incontri con i genitori (Spazio Babywearing).
Saremo dal prossimo 2015 anche a Milano e Napoli e speriamo presto anche in altre città dove ancora questa pratica è poco diffusa.

Vi invito a visitare il nostro sito per maggiori informazioni.

Ci sono dei libri che consiglieresti di leggere in materia, nel caso una mamma volesse saperne di più e volesse convincersi?

In Italiano purtroppo esistono pochissimi libri, anzi per il momento direi che nello specifico esiste solamente il libro di Ester Weber “Portare i Piccoli”.
In primavera uscirà il libro, a cui sto dando contributo, scritto da Licia Negri, fondatrice della Mhug, azienda italiana che produce porta bebè, edito da Trevisini Editore.
Sarà un testo molto completo ed interessante che affronta il babywearing a 360° ed anche molti aspetti di cui poco si parla e cioè la sicurezza nel babywearing.
Altri autori che affrontano il tema, ma meno tecnicamente e più riguardo all’importanza del babywearing come accudimento basato sul contatto, che però vale assolutamente la pena leggere sono ad esempio E. Balsamo, C. Gonzales e W. Seras.

Ecco tutti i contatti di Ilaria:
Ilaria Cinefra, Doula e Consulente Babywearing Italia™
www.professionemamma.itwww.babywearingitalia.it
ilariacinefra@babywearingitalia.it
Cell: +39 338 4152291
pagina facebook: Babywearing Italia

Mamma di 3 piccole belve: Miriam, Melania e Massimo. Moglie di Marco. Meravigliosamente innamorata della vita. Social addicted e inguaribile ottimista.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here