Ultima modifica 23 Gennaio 2018

Ho letto su un noto quotidiano nazionale una notizia che per vari motivi voglio mettere in risalto.
Da oggi i genitori dei bambini in terapia intensiva neonatale ( T.I.N. ) potranno stare a contatto coi loro figlioletti ventiquattr’ore su ventiquattro.
È una notizia fantastica perché la vicinanza genitore/figlio aiuta moltissimo in caso di gravi patologie o di prematurità. Il piccolo si sente rassicurato dalla vicinanza di mamma e papà e viceversa un genitore in totale apprensione per lunghi e devastanti periodi ha bisogno di vedere il proprio neonato.

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Ho letto il libro di una mamma che ha trascorso 3 lunghissimi mesi in attesa di poter abbracciare il proprio figlio che appena sembrava migliorare riversava subito in condizioni peggiori. Un calvario che purtroppo obbligava i genitori ad attendere ore infinite al di fuori di quel luogo sì sicuro ma anche così diverso dal contesto famigliare e dalla ‘normalità’.
Ho chiesto a due mie amiche infermiere che lavorano a stretto contatto con i piccoli pazienti cosa ne pensassero di questa nuova normativa ospedaliera. Credevo che avrebbe potuto creare qualche problema al personale perché di sicuro l’ambiente è super sorvegliato è tutto è studiato nei minimi dettagli. Credevo che la presenza dei genitori avrebbe potuto incidere sull’efficacia del servizio.
E invece leggete cosa ne pensa Chiara: ” Finalmente i genitori possono entrare a qualsiasi ora o possono fermarsi tutto il giorno e la notte vicino al loro piccolo! Addirittura se hanno l’ansia di sapere come stanno i loro bambini, passano 10 minuti, magari alla sera, e una volta rassicurati vanno a casa a dormire. Non avendo più l’accesso a ore prestabilite non c’è più l’affollamento in soli due momenti della giornata. I genitori ci aiutano nelle manovre, sono felici perché possono partecipare attivamente alla cura del loro bambino… li rendiamo responsabili nella loro gestione. Possono effettuare la Kangaroo per lungo tempo con effetti meravigliosi sulla mamma, per la produzione del latte, e per il bambino.
Noi impariamo a lavorare con la presenza costante del genitore.
Posso assicurare che fa la differenza per molti!!!!

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Sono molto felice perché permettiamo anche l’ingresso ai fratellini e ai nonni.
Ottimo supporto per i genitori in un momento delicato come la nascita di un prematuro”.

E ancora, mi dice Angela, anche lei infermiera:”Credo che sia fondamentale per i bimbi avere vicino i propri genitori durante un periodo cosi difficile e di sofferenza perché ti assicuro che la terapia intensiva può essere davvero un luogo difficile da accettarecertamente lo è il ricovero in generale ma la terapia intensiva ti segna molto.
I genitori sono un aiuto, non un ostacolo”.

A me rallegra parecchio questa notizia per due motivi: il primo è che ho capito che gran cuore abbiano le persone che lavorano in T.I.N. e in secondo luogo mi rasserena, da genitore, sapere che ogni bimbo resterà sempre e comunque con la sua mamma e il suo papà .
Un grande in bocca al lupo al personale delle T.I.N. e ai piccoli grandi eroi di cui si prendono cura.

Elisa Toscano

Elisa, mamma, piemontese, politically correct, mi piace scoprire il "vero" di ogni cosa. Ho vissuto in Spagna, lavorato anche all'estero, ma ora faccio la mamma e sono nella "cumpa" delle new mums

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