Ultima modifica 2 Aprile 2020

Non è una mia fantasia che la vista del cielo, delle nubi, della luna e delle stelle mi renda tranquilla e paziente. E’ una medicina migliore della valeriana o del bromuro.
La natura mi rende umile e pronta ad affrontare valorosamente ogni avversità.”

Tre libri per immergersi nella natura
Illustrazione di Patrtick Benson, Minipin di Roald Dahl (1991).

Così scriveva nel suo Diario, la giovane Anne Frank, costretta a vivere in un alloggio segreto, per sfuggire alle persecuzioni degli ebrei. Nella natura, nel canto degli uccelli, nell’osservazione del cielo, trova la pace ed il suo angolo di libertà.

Non bisogna di certo trovarsi in situazioni così estreme per  riconoscere il potere che  la natura ha su di noi ma credo che le sue parole esprimano il concetto in modo molto chiaro e d efficace.

E quando Anne  scrive:

Esci nei campi, nella natura, al sole. Esci e cerca di ritrovare la fortuna dentro di te; pensa a tutte le belle cose che crescono dentro e attorno a te e sii felice.”

Non posso che desiderare di seguire il suo consiglio e condividerlo con voi, se non fosse per queste restrizioni in atto che oggi più di ieri ci fanno sentire ancora più forte quell’anelito a scavalcare lo “steccato” e correre liberi all’aria aperta.

Di certo nulla può sopperire a questa necessità, ma come libraia posso consigliarvi letture che offrono al lettore la possibilità di immergersi nella natura. Avventure in cui l’elemento naturale pervade le pagine offrendo per un momento la possibilità di respirare orizzonti più vasti di quelli che oggi le quattro mura di casa offrono.

Il primo libro che vi propongo è di un autore che ha amato profondamente la natura:

Danny il campione del mondo, di Roald Dahl.

Tre libri per immergersi nella natura

Sarà interessante sapere che molte delle storie per ragazzi di questo autore hanno visto la luce nella sua dimora di campagna acquistata, nel 1954, insieme alla sua prima moglie Pat. Un casale del XVIII secolo nel villaggio di Great Missenden, nella contea del Buckinghamshire a cui venne dato, in seguito, il nome di Gipsy House, ispirandosi al carrozzone colorato che l’autore aveva acquistato per far giocare i suoi figli in giardino.
La casa sorgeva vicino agli antichi boschi di faggi, alle valli e alle colline, un vero e proprio paradiso che trova eco in molti dei suoi libri, quali “James e la pesca gigante”, “Furbo il Signor Volpe”, “Minipin” “Matilde” e “Il Danny il campione del mondo” appunto.

Questa storia che da una parte celebra la figura di padre e dall’altra mette in risalto le contraddizioni del mondo adulto, racconta di Danny, un bambino di nove anni orfano che vive in un carrozzone da zingari col papà trascorrendo il tempo a giocare, a costruire oggetti o a raccontare storie fantastiche.

Per Danny suo papà è fantastico tranne per un vizio quello di essere un cacciatore di frodo.

Nonostante la scoperta lasci di sasso il sensibile Danny questo non gli impedirà di partecipare a una memorabile avventura:

mettere in atto il piu’ grande sogno e il più ardito progetto del padre, quello di catturare i duecento fagiani di Victor Hazel, in una sola notte.

Un avventura che porterà Danny nel bosco di notte  a contatto con gli animali che vivono nel sottobosco e gli uccelli appollaiati sui rami. Una storia con descrizioni della natura indimenticabili ma capace di allertare anche il più giovane lettore sulle conseguenze delle nefande azioni dell’uomo a danno della natura e degli animali.

Il secondo libro che vi propongo è L’isola delle balene di Michael Morpurgo.

immergersi nella natura

Scrittore britannico per bambini e ragazzi, vincitore di molti premi e Children’s Laureate, che come Dahl nutre una grande passione per la natura e la salvaguardia dell’ambiente.

L’isola delle Balene”, pubblicato in Italia nel 2008 e vincitore del Premio Nazionale ”Un libro per l’ambiente“ di Legambiente e La Nuova Ecologia,  è ambientato in un luogo molto caro al nostro scrittore: l’arcipelago delle isole Scilly.
Le isole si trovano nella distesa dell’oceano Atlantico, a circa venticinque miglia a ovest della costa della Cornovaglia, un luogo naturale d’incomparabile bellezza che spesso trova eco nei suoi libri.

Fu proprio durante la prima vacanza dell’autore a Bryher, un isola dell’arcipelago, che nacque l’idea per la storia. Quando Michael chiese a un barcaiolo di lasciarlo esplorare l’isola deserta di Samson e dovette rifugiarsi in uno dei cottage abbandonato a causa di una pioggia improvvisa.

In questo luogo Mopurgo immaginò che vivesse un oscuro personaggio: il Migratore.

una specie di gufo, una creatura del buio, dell’alba e dell’imbrunire.
Lo si vedeva raramente all’aperto di giorno, qualche volta sulla sua barca a remi o seduto sul suo carretto; e anche nelle estati più calde portava sempre sulle spalle una mantella nera e in testa un cappellaccio nero e appuntito
.”

Uno strano personaggio che non può non attirare l’attenzione di due bambini la cui curiosità li porterà ad infrangere le regole, a stringere amicizia con quell’uomo temuto da tutti e a far luce sul mistero di un isola ritenuta maledetta.

Una coinvolgente avventura in cui due bambini con solo il mare,  i gabbiani è un eccentrico vecchio come alleati, ingaggiano una lotto per fermare gli isolani a partecipare in massa alla caccia delle balene narvalo.

Con l’ultimo libro che vi propongo vi porto invece in Italia è più precisamente nel cuore del Parco Nazionale dell’ Abruzzo. È qui che Giuseppe Festa, scrittore, musicista è un educatore ambientale,  ambienta

Il passaggio dell’orso.

immergersi nella naturaE vi assicuro che non importa che i vostri ragazzi siano amanti della natura e degli animali o che siano ragazzi più tecnologici e abituati agli agi della vita cittadina, dopo aver letto questo libro niente sarà più come prima.

La montagna con i suoi boschi, gli animali e la voglia di avventura diventerà un richiamo impossibile da non ascoltare. Il legame ancestrale degli uomini con gli animali si fa sentire con forza in questa storia avventurosa, che lega la vita di un bambino a quella di un orso.

Kevin, uno studente svogliato e tecnologico si ritrova insieme a Viola, aspirante naturalista, nel Parco Nazionale d’Abruzzo per lavorare come volontari insieme al guardaparco Sandro.

La loro storia si intreccia però con quella di un giovane orso rimasto orfano che, senza la guida della madre, non riesce a cavarsela da solo nella foresta mentre un bracconiere gli dà la caccia.

Spetterà ai ragazzi con l’aiuto di un guardiacaccia attento e appassionato a risolvere l’intricata situazione.

Giuseppe Festa ha un dono speciale: inventare storie partendo da eventi realmente accaduti. Creare suspence, svegliare tutti i sensi con descrizioni mozzafiato, ma soprattutto far nascere amicizie e desideri, come quello di tornare all’essenziale.
Troppo spesso lontano dai nostri occhi e che oggi  sembra quasi un miraggio.

Se volete in questo video è proprio l’autore a raccontarci da dove nasce l’idea del libro.

Bibliografia:

Danny il campione del mondo, Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake, traduzione a cura di B. Draghi, Milano, 2008.

L’isola delle balene, Michael Morpurgo, traduzione di Silvia Cavenaghi, Il Castoro, Milano, 2017.

Il passaggio dell’orso, Giuseppe Festa, Salani, Milano, 2017.

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