Tutti a nanna si ma…ognuno nel suo letto!

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Ultima modifica 10 Novembre 2015

1212La cosa più difficile per me, ma credo per molti altri, quando nasce un bimbo è la radicale, ostinata e per alcuni persistente e durevole, per altri patologica mancanza di sonno. Per alcuni settimane, per altri sventurati mesi e per i più sfortunati quasi zombie anni !! Anni e anni senza dormire una notte intera ?? Io so bene che l’uomo è capace di abituarsi a tutto ma il sonno è sacro. E una volta insegnato al piccolo che la notte è fatta per dormire e il giorno per gioire…E’ bene che ognuno ritrovi il suo nido dei sogni

Il sonno è una necessità primaria, non solo per noi genitori ma anche per i bambini. Credo sia importante insegnargli fin da piccoli ad abbandonarsi al sonno. A non temerlo. Per un bambino piccolo è difficile perché associato al buio e, soprattutto, alla solitudine, all’allontanamento dalla mamma e dal papà. E da questo allontanamento scaturiscono le sue paure. Per questo dormono beati in braccio a noi o in mezzo nel lettone.

Ma in base a questo ragionamento mi dico: non dobbiamo come genitori insegnargli anche a combattere le proprie paure? Loro hanno il diritto di non saperlo o di non crederci ma sono immotivate no? Quindi sta a noi insegnargli che ci si può addormentare nel proprio letto sereni e senza paure. Che noi stiamo qui e la stanza accanto non è lontana, non ci impedisce di esserci. Niente potrebbe impedirlo.

Per me era importante che lui lo capisse e lo sentisse. Perché doveva dormire per il suo benessere e volevo che imparasse a farlo il più dolcemente e serenamente possibile. Quindi ho cercato, con molta pazienza e perseveranza, di farlo addormentare nella sua culla e poi nel suo lettino. Tenendolo in braccio e poi adagiandolo sveglio nel suo letto e restando con lui fino a che non si addormentava. Poi pian piano adagiandolo ed allontanandomi dopo un po’ di coccole per andare nella mia stanza. Si certo, all’inizio ho dovuto alzarmi dieci o venti volte ma poi…Piano piano sono diventate sempre meno. Fino ad un paio di volte a notte e poi una e poi…Una notte intera. Tutta una notte ! Ero così eccitata che non ci credevo e per l’emozione non ho dormito io ! Li in attesa che si svegliasse… Pensate voi che babba che sono…

Ancora oggi il mio piccolo dorme nel suo letto, nella sua bellissima stanzetta. Sereno. Ci facciamo le coccole prima, o leggiamo una storia o semplicemente ci raccontiamo qualcosa, magari il sogno che vorremmo fare quella notte. Poi “ notte mamma. Ti voglio bene. “. Tutte le sere. Eccetto quelle in cui lo mette a letto il papà con cui ha tutto un suo rito fatto di una storia speciale che lo fa ridere come un matto e da cui io sono completamente esclusa. E piano piano si addormenta.

Quindi come dicevo in primo luogo penso al suo benessere, come è normale e giusto che sia. Ma c’è un altro aspetto che ho cercato sempre di tenere in considerazione. Il letto matrimoniale, la nostra camera da letto è un posto speciale. Non abbiamo messo nemmeno la tv perché abbiamo deciso che deve essere il luogo del riposo, del relax ma non televisivo e magari delle chiacchere…Quel momento speciale che si  condivide quando si va a letto insieme e ci si raccontano le cose, magari quando non è possibile farlo prima perché il nano appunto gira per casa con la spada e canta “ufo robot ufo robot…”. Senza dimenticare gli incontri più…intimi. E’ un po’ poter chiudere la porta “ e tutto il mondo fuori…” come canta il buon Vasco Rossi.

Penso sia importante mantenere un luogo per la coppia, un luogo privato, intimo. Che ci ricordi che esiste anche una coppia non di soli genitori ma ancora di amici e amanti. Questo non vuol dire che non ci sia mai una notte insieme. A volte capita che si svegli, magari per andare in bagno e che poi venga a chiedere se può intrufolarsi…Ma certo che può ! Oppure quando non sta bene ovviamente, oppure la mattina quando si sveglia presto. E ci si accoccola vicini vicini, svegli ma ancora assonati….Ah si, che meraviglia.

Nathalie Scopelliti

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