Tutti uguali davanti alla legge?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015


Questo è uno dei dictat della nostra Carta Costituzionale.
Ma è vero? La risposta è semplice: NO.

Secondo voi un poveraccio che deve ricorrere alle cure di un avvocato d’ufficio o ne deve cercare uno tra i meno bravi e meno noti è nelle stesse condizioni di chi può  avvalersi del patrocinio addirittura di un collegio di avvocati, tra i migliori presenti sulla piazza?
Chi dei due sarà meglio difeso?
Che domanda sciocca, dalla risposta scontata, quindi non si è tutti uguali, non si può assolutamente esserlo!
È una delle tante utopie costituzionali, ma c’è qualcuno che è più uguale di altri?

La sentenza di condanna di Berlusconi, definitiva e irrevocabile, è proprio uguale ad altre sentenze per analoghi processi?
Oppure l’imputato deve godere di un trattamento speciale e diverso vista la statura politica dello stesso?
Mi spiego: quanti sono coloro che, dopo accertamenti fiscali sono risultati evasori?

Tanti, poiché l’ammontare dell’imposta evasa assomma a 500 miliardi, ma qualcuno di loro è stato condannato a scontare una pena?
No, anzi a chi ha patteggiato ( ricordiamo Valentino Rossi, ma anche Lotto nella sua qualità di Presidente della Lazio e l’elenco sarebbe lunghissimo) pur avendo accertato importi di evasione molto superiori a quelli Mediaset è stato concesso un patteggiamento, in alcuni casi con pagamento lungamente rateizzato e nessun rilievo penale.

E non mi si dica che lor signori non siano stati consigliati, che a loro non sia stato suggerito dai loro avvocati e dai loro commercialisti, non erto tra i più sprovveduti, escamotages per non pagare il dovuto.
Ma qualcuno dirà che le situazioni erano diverse, che non si possono comparare quasi che utilizzare le pieghe della legge sfruttandole a proprio favore sino a commettere reato di evasione sia diverso dal semplice non dichiarare, magari sfruttando un’inesistente residenza estera, magari in paradisi fiscali come Montecarlo, ma sono sempre escamotages, anche se più semplici, meno complicati di quello utilizzato da Mediaset.

Ma… ma c’è un problema.

Un altro imprenditore è stato condannato per plusvalenze, lo stesso delitto per cui è stato condannato Berlusconi, ma con una semplice multa di 225 milioni.
Una bella cifra non c’è dubbio direttamente proporzionale all’evaso, ma niente carcere, nessuna perdita di diritti.
L’imprenditore si chiama Carlo De Benedetti ed  il suo gruppo l’Espresso. Un personaggio ben noto, non fosse altro per la lunga querelle con i Berlusconi. Avete presente il lodo Mondatori?

Ma De Benedetti ed il suo reato ( forse per l’appartenenza alla sinistra?), non hanno avuto che una piccola risonanza sui media nostrani, nessun esponente politico o giornalista gli ha dato del pregiudicato perché pregiudicato non è.
Perché? Perché De Benedetti avrebbe, recita la sentenza, ottenuto vantaggi fiscali da una serie di operazioni finanziare tali da permettergli un’evasione fiscale di 234 milioni di euro ( mentre il guadagno di Mediaset ammonta a soli 7 milioni).
De Benedetti ed il suo gruppo hanno commesso, per i tribunali nostrani, solo un illecito tributario, non un reato penale dal quale sono stati assolti per non aver commesso il fatto!!!

Come vedete 2 pesi e due misure nonostante che le difese di entrambi abbiano presentato le stesse eccezioni e le stesse argomentazioni in difesa. Non entro nel merito dei fatti, non so se De Benedetti e Berlusconi abbiano agito in proprio, consapevoli di commettere un reato pur di procurarsi un beneficio e denari  liquidi per pagamenti in nero, ma che in entrambi i casi siano sfruttate e accumulate plusvalenze è chiaro.

Ma le conseguenze, le sentenze della magistratura sono state completamente differenti. Perché?

Nonna Lì

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