L’ultima campanella

Ultima modifica 8 Giugno 2017

Mia figlia quest’anno ha frequentato la prima elementare.
Per noi è stato un nuovo inizio, ha significato cominciare un percorso in cinque anni che la porterà non solo a imparare tante cose nuove ma anche a maturare e crescere scoprendo se stessa.

Oggi è giovedì 8 giugno, ed è l’ultimo giorno di scuola.
Una data che sembrava non arrivasse mai, soprattutto dalla prospettiva del settembre scorso.

ultimo giorno di scuola

Ieri sera ho assistito allo spettacolo di fine anno, che è stato il cuore della festa dell’istituto, una tradizione per noi nuovissima ma ben consolidata negli anni. Quest’anno il tema dell’esibizione erano i continenti, in particolare l’America settentrionale e i bambini, divisi per classe, hanno preparato cinque piccoli spettacoli di canto e ballo ispirati a cinque stati degli USA. Vedere mia figlia ballare a ritmo di musica country e cantare “Born in the USA” del Boss ha emozionato tanto non solo me e mio marito, che con l’occhio lucido osservava innamorato la sua piccola, ma anche tutti gli altri genitori. Vedere poi le foto dei cambiamenti, da settembre fino a ora, ha toccato davvero il cuore. Perché crescono i nostri figli, in altezza e in maturazione personale, e spesso non ce ne rendiamo conto.
In più, osservare gli alunni delle altre classi e proiettare in loro le movenze dei propri bambini è sempre un’emozione forte.

Mia figlia in un anno è cambiata molto, è più autonoma, magari sempre titubante ad affrontare un pubblico vasto, ma pronta a salire sul palco. L’ho vista ridere e giocare con i compagni di classe, con cui condivide buona parte della giornata e con cui ha creato, grazie ad una bravissima maestra, un gruppo affiatato.

Oggi per me, che vivo quest’ultimo giorno di scuola per la prima volta da genitore, è una data speciale perché capisco che il primo scalino di questo lungo percorso è stato superato.

In più questa data mi permette di provare un’ebrezza speciale, un’emozione liberatoria unica.
L’idea di avere tre mesi per gestire i miei figli senza vincoli di orario e organizzare  le giornate secondo l’ispirazione del momento è magico. Ma capisco anche chi, con il suonare dell’ultima campanella dell’anno, abbia l’ansia di dover gestire i figli compatibilmente con il lavoro, ricorrendo ai famosi centri estivi, soprattutto se proprio questi ultimi ci portano via uno stipendio intero.

Da studentessa delle superiori l’ultimo giorno di scuola era adrenalina pura.
Andavamo al parco e giocavamo fino allo sfinimento, tra gavettoni e fidanzamenti improvvisi.
Promesse di sentirci spesso, anche senza telefonini e pagine internet.
Voglia di fare mille cose, anche se poi alla fine mi ritrovavo sempre impigliata in qualche lavoretto estivo che mi permetteva di guadagnare qualche soldo, ma che vincolava la mia voglia di libertà.

Mia figlia si vive l’ultimo giorno di scuola senza capire bene l’emozione del momento.
Alla mia domanda “Come ti senti oggi?” mi ha risposto candidamente “Sono stanca perché abbiamo fatto tardi ieri sera alla festa”. Semplice vero? Per lei è tutto normale, non c’è un grande cambiamento se non negli impegni giornalieri. Confida comunque di vedere le compagne di classe, che abitano comunque abbastanza vicino e spera di non avere tanti compiti. Ha voglia di giocare. E basta. Correre, saltare, andare al mare.
Spero che trasmetta questa semplicità alla nostra estate, che comincerà veramente tra poche ore.

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